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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 set 2018
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4 minuti
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L'evasione dalla realtà combatte il conservatorismo a Milano

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 set 2018

C’è stato tutto un movimento verso l’escapismo da parte di alcuni stilisti in questa stagione di sfilate milanesi, che ha contrastato con l'ossessione di rispettare il DNA di certe case di moda. Come se i designer volessero dimenticare l’ondata di sciovinismo che investe il Paese, e la brutale politica anti-immigrazione del nuovo governo.

Nomadi globali, zingari, viaggiatori incalliti e animali da party hanno invaso le passerelle in queste collezioni per la Primavera-Estate 2019. Pochi modelli, su qualsiasi passerella, davano l’idea di recarsi da qualche parte vicino al lavoro. Al massimo, mezza giornata in un WeWork, ma vestiti per uscire rapidamente e dirigersi alla più vicina terrazza sulla spiaggia.
 
Tuttavia, in una piccola minoranza di case di moda classiche, il conservatorismo ha ancora regnato sovrano.

MSGM

MSGM - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Se si desidera evasione a tutti gli effetti bisogna rivolgersi a MSGM. Il suo show era intitolato “Dream”. Il suo invito era una finta scatola di pillole. La sua pozione magica è un mix di Melatonina, Triptofano e vitamina B6. Dentro la scatola c'erano anche due minuscole pastiglie blu e bianca.
 
“La melatonina migliora l'attività onirica”, si leggeva nella nota al programma della collezione di MSGM che ha sfilato venerdì mattina, rivolta alle ragazze festaiole up-tempo, che non smettono di ballare fino allo sfinimento.

Il fondatore e stilista della casa di moda, Massimo Giorgetti, proviene dalla principale zona di discoteche e night club della costa adriatica, e infatti sarebbe difficile immaginare una collezione più orientata al clubbing.
 
Abiti da prateria psichedelici flower power da dopo la mezzanotte; cappotti con stampe di fiori alpini stretti e densi con leggings abbinati; o sapienti abiti in chiffon drappeggiati tagliati a metà della coscia. Tutto abbinato a mini-stivali da cowboy, in plastica trasparente o in una stampa su cui si leggeva 'Dream'. Moda fantasy per club after-hours.
 
Etro

Etro - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Sebbene sul pianeta ci siano poche città così altoborghesi come Milano (la capitale finanziaria e della moda d’Italia; l'unica città italiana dove tutto funziona) questa metropoli ha sempre avuto un debole per l’hippie elegante e alla moda.
 
Questo è stato il caso da Etro in questa stagione, nella collezione 'Pacific Zen', che è riuscita a fondere la cultura surf della California con i colori hawaiani. È stato un modo ideale per celebrare il 50° anniversario di questa grande casa di moda, che ha anche allestito una brillante retrospettiva chiamata “Paisley Generation” dentro al Mudec, il nuovo museo della moda e delle culture di Milano.
 
La designer Veronica Etro è persino riuscita a inserirvi una piccola storia giapponese – il denim di qualità sartoriale e le grafiche sofisticate di quel Paese. L’unione di tutti questi elementi ha dato come risultato finale un grande show, forse discontinuo, ma contenente alcune immagini davvero incredibili.
 
Tasha Tilburg, la modella veterana nella stagione del suo splendido ritorno, è stata la protagonista del défilé, vestendo un abito di seta con fiori di ibisco insieme a pantaloni con coulisse e risvolti a spina di pesce a contrasto. Spesso i pantaloni e gli abiti di cotone leggero erano abbinati a meravigliosi kimono trapuntati. Altre ragazze mostravano vestaglie vorticose con patchwork oversize che incorporavano jacquard dorati e batik nipponici, con perline ovunque. Molte modelle portavano borsoni multi-tessuto gessati o in denim giapponese.
 
“La gioia baciata dal sole delle tribù bohemien di Venezia”, ha dichiarato Veronica Etro, che ha salutato il pubblico ricevendo un caloroso applauso con suo papà Gimmo.
 
“Ero seduto tranquillamente nel backstage quando mi ha trascinato fuori”, ha obiettato con molto contegno Gimmo, un padre chiaramente orgoglioso.
 
Salvatore Ferragamo

Salvatore Ferragamo - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Si è trattato della seconda collezione di Paul Andrew, un designer di scarpe estremamente dotato, che ha sfilato per Salvatore Ferragamo.
 
E in termini di calzature, Andrew ha sottolineato la sua incredibile gamma di possibilità creative: ciabatte scolpite con tacchi rappresentati da gambe di mobili; sandali con plateau in raffia smussati; bellissimi stivali di pelle intrecciata.
 
In termini di moda, Andrew ha creato l’abbigliamento femminile e Guillaume Meilland quello da uomo. Andrew ha mostrato intelligenti gonne asimmetriche in pelle; abiti-fazzoletto veramente ammirevoli e alcuni eleganti trench in pelle d’agnello.
 
Tuttavia, mentre la lavorazione dell'abito era ammirevole, i vestiti nel loro complesso mancavano di grinta. Rispettare il DNA di un marchio di scarpe toscano è una cosa, lasciartelo restringere è un altro paio di maniche.
 
Agnona

Agnona - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Il tessile-abbigliamento italiano al suo meglio da Agnona, dove Edie Campbell ha aperto lo show in un trench allungato, camicia ampia e pantaloni larghi color seppia opaco, abbinati a robuste scarpe da ginnastica bianche. Un look che lusingherebbe molte donne, e non solo una modella da sfilate, che è il punto di questo brand – il cui leitmotif è l’eleganza informale.
 
Giacche oscillanti di cashmere color grano; trench inside-outmarroni chiari; cardigan lunghi fino alla caviglia in kaki, facevano tutti percepire un certo senso di stile rilassato. Lavorando con una tavolozza di colori ristretta e creando una silhouette che perdona molto, il designer Simon Holloway ha realizzato un sacco di prodotti accattivanti.
 
Tuttavia, mancava un’affermazione di moda più forte. L'eleganza senza tempo è sempre molto bella, ma è anche un po’ pacata e non abbastanza seducente.

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