L’alta moda torna alla natura

In un mondo dominato da informazioni sempre più allarmanti sulla distruzione dei nostri oceani, ghiacciai, insetti ed emblematici animali selvatici, quasi tutta la stagione della Haute Couture parigina è stata dominata da un elemento centrale: la natura.

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Valentino - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi - © PixelFormula

Dai giganti francesi di statura internazionale ai brand di stilisti alle prime armi provenienti da terre lontane: quasi tutti hanno fatto riferimento alla natura in un modo o nell'altro. E in questa stagione Primavera-Estate 2019, tale concetto non si è tradotto solamente nel ricamare migliaia di fiori di stoffa.
 
Da Valentino abbiamo ammirato la collezione che più si è stagliata sulle altre in questa stagione, con lo stilista Pierpaolo Piccioli che ha chiesto alle sue sarte di denominare personalmente ogni abito col nome di un fiore. La maggioranza delle modelle erano nere e Naomi Campbell, che ha indossato l’ultimo look, era vestita d’organza, con una crinolina e una giacca con cappuccio: l’abito che portava era chiamato “Chocolate Dahlia”. La metà del cast aveva dei piccoli petali di tessuto letteralmente incollati alle ciglia, un tour de force della famosa make up artist Pat McGrath.

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Chanel - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi - © PixelFormula

Chanel ha presentato uno spettacolo luminoso nel cuore di Villa Chanel, un’imitazione di una casa di campagna toscana, collocata in un magnifico giardino all’interno del Grand Palais, che traboccava di aranci e palme, e di terrazze e scalinate, con prati e piscine. La sposa indossava addirittura un costume da bagno luccicante e un velo quando è venuta a salutare al termine dell’evento… accompagnata da Virginie Viard, braccio destro di Karl Lagerfeld, che oggi ha 85 anni. Karl non è stato in grado di partecipare a nessuna delle due sfilate di Chanel: è stata la prima volta che è mancato a un saluto per una delle quattro grandi maison che ha diretto in mezzo secolo. E così questo è naturalmente diventato l'argomento principale di conversazione durante la settimana parigina della Haute Couture.
 
In seguito Chanel ha pubblicato un comunicato in cui ha affermato che Lagerfeld era “troppo stanco” per poter intervenire. Comunque, mentre a Parigi si susseguivano i pettegolezzi e le voci di corridoio, gli amici dello stilista hano insistito per precisare che Karl è ben lontano dal trovarsi sul letto di morte.

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Jean-Paul Gaultier - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi - © PixelFormula

La stessa sera, non abbiamo potuto fare a meno di notare che Giorgio Armani, 83 anni, che generalmente si accontenta di salutare gli invitati stando per pochi momenti sotto una lucina all’ingresso della passerella, stavolta ha camminato per un minuto buono in ciascuno dei saloni dell’Hôtel d’Evreux, dove presentava la sua collezione Armani Privé.
 
Armani e Jean-Paul Gaultier hanno preso il comando di un'altra importante tendenza: l’Asia. Come nel lusso in generale, i clienti cinesi ora occupano porzioni sempre più grandi del pubblico nelle principali sfilate di moda. Armani ha fatto riferimento al grande film drammatico antifascista Il Conformista, di Bernardo Bertolucci, ricordando la sua estetica Art Decò degli anni ’30 del Novecento, ma con ricami cinesi e cappelli da cortigiane di Shanghai. Mentre Gaultier, con alcune magiche decostruzioni, ha reinventato il kimono per il XXI secolo, sotto forma di uno spigoloso look da supereroina.

Ulyana Sergeenko - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi. Foto: Ulyana Sergeenko

Ulyana Sergeenko ci ha portato a visitare la campagna russa. E a dire il vero, uno degli elementi più eccitanti del suo défilé d’alta moda è stato francamente il superbo video che l’ha introdotta, al Théâtre Marigny sugli Champs-Elysées.
 
Filmato dalla leggendaria fotografa Ellen Von Unwerth, il videoclip metteva in scena lupi selvaggi, bellissimi stalloni bianchi, ville tolstoiane, campi alla Cecov ed alcune bellezze russe che esprimevano emozioni meravigliosamente melodrammatiche. Il filmato ha suscitato un fragoroso applauso da parte di un pubblico stranamente ridotto ad appena 200 persone. Per sapere perché il teatro fosse mezzo vuoto, è meglio chiedere al reparto PR della designer. Qualcosa non ha funzionato nell’assegnazione dei posti.
 
Dopo il video, le modelle sono apparse con alle spalle uno splendido scenario di fondo: una foresta di betulle d'argento, del tipo che si vede solo in Russia, e che coglieva l'anima potente e gli intensi occhi grigi dell’enigma russo.

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Schiaparelli - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi - Photo: PixelFormula

Altri designer hanno guardato alle stelle e ai fiori, come Bertrand Guyon per Schiaparelli, in ricordo della giovinezza della fondatrice, che ammirava le galassie con suo zio astronomo a Milano. La collezione s’intitolava “Florea Ursae Majoris”, o “Sogno di fiori di stelle”. Tuttavia, il risultato era decisamente un guazzabuglio di idee: maniche a palloncino su mini abiti, cappotti giganti stampati con mappe dell'universo e poi rifiniti con maniche di tessuto turchesi, e un abito a bolla con piume viola al quale qualcuno ha dimenticato di attaccare le maniche. Il tutto incomprensibilmente completato da stivali da cowboy.

Ronald van der Kemp - Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi. Foto: Godfrey Deeny/FashionNetwork.com

Ronald van der Kemp
 
La couture è rinomata anche per essere il grande laboratorio della moda, e uno dei grandi ricercatori che ameremo sempre è Ronald van der Kemp. Tutta la sua collezione era incentrata sull’upcycling, il ricorso a materiali di recupero, e lo stilista ha ricevuto un'incredibile accoglienza quando è uscito a salutare il pubblico all'ambasciata olandese a Parigi. I suoi vestiti sono più intriganti che belli, più innovativi che magici, ma i suoi abiti da gran dama pieni d’ironia e i suoi tailleur-pantalone da autista blu notte, tagliati in modo impeccabile, erano entrambi perfetti.

Julien Fournié-Primavera-Estate 2019 - Alta Moda - Parigi. Foto:Julien Fournié

Julien Fournié
 
L’alta moda non riguarda solamente marchi di rilevanza internazionale, e la Settimana della Haute Couture parigina costituisce l’occasione per vedere all’opera dei veri couturiers indipendenti che creano capi unici per clienti particolari. Come Julien Fournié, la cui collezione presentata nel famoso tempio protestante l’Oratoire du Louvre era principalmente focalizzata sul concetto della pelle come ‘seconda pelle’. Abiti tagliati di sbieco in pelle di cinghiale con stampa leopardata, un elegantissimo abito da sera in pelle di renna blu zaffiro, un altro in serpente color antracite, un abito pappagallo in pitone e seta tutto pepe. Julien Fournié tiene a sottolineare che ne realizzerà solamente uno di ciascuno: per realizzare altri esemplari bisogna che abbozzi una nuova idea facendone uno schizzo sul suo iPad. Un qualcosa in cui ha notevole talento, e del resto fa parte dei 40 artisti (tra i quali David Hockney) invitati da Apple per la loro conferenza di lancio a Brooklyn lo scorso ottobre.

Gli stilisti George Azzi e Assaad Osta posano con una modella che indossa un outfit della loro collezione d'alta moda per la Primavera-Estate 2019 - Foto: Godfrey Deeny/FashionNetwork.com

Azzi & Osta
 
Gli ultimissimi talenti venuti dal Libano sono Azzi & Osta, una coppia molto talentuosa, che ha presentato una collezione il cui tema era la Via della Seta cinese. Laureatisi alla scuola Esmod di Beirut, ed ex membri del team creativo del più famoso stilista del loro Paese, Elie Saab, George Azzi e Assaad Osta hanno presentato un vestito leggero color menta piperita, delicatamente ricamato con un motivo a salice piangente cinese, inserendosi anche loro nel tema parigino della natura. Durante la loro presentazione all’Hôtel de Crillon, abbiamo potuto ammirare anche un superbo abito in faille, con una decorazione di perle metalliche che ricordava un’icona bizantina. I due hanno chiamato il loro abito “Theodora”, come l’imperatrice, e la loro collezione era effettivamente di una qualità, una rifinitura e uno stile imperiali.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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