L'Oréal: il presidente Lindsay Owen-Jones cede il suo posto al direttore generale

Lindsay Owen-Jones, il quasi 65enne emblematico e rappresentativo dirigente del colosso mondiale dei cosmetici L'Oréal, abbandonerà il suo incarico di presidente a vantaggio del suo direttore generale, Jean-Paul Agon, afferma il “Journal du Dimanche”, un'indiscrezione non confermata dal gruppo.

Lindsay Owen-Jones, L'Oréal
Lindsay Owen-Jones

Lindsay Owen-Jones aveva già ceduto le sue funzioni di direttore generale a Jean-Paul Agon nell'aprile 2006, dopo esser stato PDG de L'Oréal dal 1988.

Agon, 54 anni, ha compiuto tutta la sua carriera all'interno de L'Oréal dove ha potuto sperimentare tutti i mestieri: da rappresentante (nel 1978) a responsabile di succursali, passando per capo-prodotto e dirigente di aree nazionali.

Invece il britannico, "OJ" per gli amici intimi, perfezionista, lavoratore indefesso, ma anche uomo autoritario ed insaziabile, è approdato all'interno del gigante francese della cosmetica nel 1969.

Nell'ambiente degli affari, rimarrà per tutti noto come il patron capace di realizzare per 20 anni consecutivi una crescita a due cifre dell'utile netto del gruppo, numero 1 mondiale della cosmetica.

In questi ultimi mesi, Lindsay Owen-Jones è apparso poco in pubblico. Sull'affare Bettencourt, che opponeva l'erede de L'Oréal, Liliane Bettencourt, a sua figlia Françoise, ha rilasciato la sua prima dichiarazione il 30 settembre, al settimanale “Le Point”, dove si è definito "preoccupato" per le ripercussioni sul gruppo, soprattutto all'estero, che determinerà il conflitto familiare tramutatosi in scandalo politico.

"Per gli impiegati, gli azionisti, i clienti, è importante che Liliane e Françoise Bettencourt ritrovino il sentiero della pace e della riconciliazione", si era in quell'occasione raccomandato Owen-Jones, che ha visto lui stesso la sua reputazione messa in dubbio dalla vicenda, visto che l'inchiesta giudiziaria aveva portato alla luce fra le altre cose un regalo da parte di Liliane Bettencourt a suo vantaggio, come buonuscita e per i grandi risultati raggiunti, di ben 100 milioni di euro al netto delle tasse. Ora le due donne hanno finalmente annunciato di aver raggiunto un accordo all'inizio di dicembre 2010 per chiudere lo scandalo.

L'Oréal vende prodotti per la cura della pelle e dei capelli, ma anche trucchi e profumi attraverso molteplici label (Kérastase, Kiehl's, Garnier, L'Oréal Paris e L'Oréal Professionnel, Maybelline, Matrix, Laboratoires Vichy, Biotherm, La Roche-Posay, Skinceuticals, Lancôme, Helena Rubinstein, Ralph Lauren, Cacharel, Giorgio Armani, Shu Uemura, Redken e SoftSheen Carson).

L'Oréal, il cui capitale è detenuto per il 30% dalla famiglia Bettencourt e per il 29,8% dal gruppo Nestlé, ha realizzato nel 2009 un utile netto di 1,792 milioni di euro, in calo dell'8%, su un volume d'affari di 17,473 miliardi di euro. I suoi risultati 2010 saranno resi noti giovedì, alla chiusura della seduta di Borsa di Parigi e soprattutto al termine del CdA che dovrebbe rendere ufficiale il passaggio di consegne (operativo dal 17 marzo, giorno del 65° compleanno di Owen-Jones) fra i due uomini.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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