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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
9 dic 2020
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5 minuti
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Kim Jones: “Ho pensato a questa collezione come un antidoto a quanto sta succedendo ora”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
9 dic 2020

Rare sono le case di moda che svelano il loro abbigliamento maschile in Paesi esotici come ha fatto Dior per la sua linea Uomo, il cui direttore creativo Kim Jones ha scelto Pechino per la presentazione - virtuale - della sua ultima collezione.

Kim Jones, il direttore creativo della moda maschile di Dior - Photo: Courtesy of Dior


Stavolta però, Jones ha immaginato un concept ancor più inatteso, invitando l’acclamato artista Kenny Scharf a punteggiare la collezione dei suoi disegni radicati nella cultura pop americana, intervallati da esempi impressionanti di antiche tecniche di ricamo cinesi.
 
Il designer — che ha già collaborato con artisti famosi come KAWS e l’architetto Daniel Arsham in occasione di sfilate memorabili — è noto per il suo gusto molto marcato per l'arte contemporanea. Ma con questo appropriarsi dell'universo di Kenny Scharf, Jones fa arrivare l'idea di una collaborazione artistica a un livello mai raggiunto, dato che molti degli outfit davano la strana sensazione che le opere dell'artista d'avanguardia prendessero vita assumendo forma tridimensionale.

A due settimane dal défilé, FashionNetwork.com aveva incontrato Kim Jones nel suo studio creativo di Parigi. Quel giorno, stava terminando il casting del video della collezione, impegnatissimo nel concludere le prove con i suoi modelli.
 
“Fondamentalmente, durante il lockdown ho pensato con chi mi sarebbe piaciuto lavorare, e mentre scavavo nella mia biblioteca, mi sono imbattuto nei libri sul lavoro di Kenny Scharf. Ho ottenuto il suo numero di telefono, l'ho chiamato e gli ho detto: mi piacerebbe lavorare con te”.
 
“Per me Kenny, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat sono le tre icone dell'arte urbana degli anni 80. È un periodo che mi interessa molto. Volevo creare qualcosa di divertente, soprattutto perché la sfilata si svolgerà a Pechino. Siccome nessuno può andare in Cina a causa del confinamento, è impossibile organizzare uno show tradizionale. In contrasto con il periodo attuale, ho cercato di creare una collezione piena di gioia. Pensavo che arrivati in questo periodo il lockdown si sarebbe concluso. Ma non è stato così”, si è rammaricato in quell’occasione Kim Jones, vestito con una camicia in gabardine tecnico nera ornata dal logo Prada, regalo del suo compagno.
 
Nell'epoca pre-Covid, gli ultimi due défilé per l’Autunno di Kim Jones per Dior Uomo si erano tenuti a Miami e Tokyo. Questa volta la collezione è stata svelata online su Dior.com, Instagram e, per la prima volta, su Twitch.
 
Kim Jones è visibilmente determinato a far evolvere il tailoring di Dior, nel rispetto del DNA di Monsieur Dior— uno spirito che si ritrova in particolare nelle giacche doppiopetto “Oblique”. Queste hanno bottoni rivestiti, come nel lavoro più famoso di sartorialità al femminile di Christian Dior, la giacca “Bar”. L'ultima collezione per l’uomo di Dior comprende anche delle giacche-camicia e degli interessanti dettagli utili.

Dior Uomo, Autunno 2021


“Abbiamo sviluppato una versione più rilassata e casual dell'Oblique, come quella tagliata in un bel raso. Sì, è più ‘da lounge’, ma è comunque chic”, spiega Jones sorridendo, mostrandone una tra le sue mani. “Abbiamo collaborato con un gran numero di artigiani cinesi, ma anche con la mia amica Victoria Tang (la direttrice creativa del marchio Shanghai Tang, con cui ha collaborato per sostenere l'iniziativa Save Wild Tiger, ndr.). Avevo bisogno di qualcuno che conoscesse gli specialisti di ogni tecnica - per estrarre lo spirito di questo campo molto particolare e introdurlo nel mondo della sartorialità”, ha spiegato Kim Jones.
 
Mentre ci mostra i dettagli e le finiture di una giacca “Oblique”, lo stilista prosegue: “Si tratta di couture informale, tagliata per l’epoca post-Covid. Le persone confinate a casa vogliono comunque potersi abbigliare. Sorprendentemente, durante tutto questo periodo abbiamo avuto ottime vendite. La mia collezione intende celebrare questa buona notizia”.
 
Al fianco dei motivi pop e fantastici di Kenny Scharf, si trovano dei personaggi cinesi. Le capre e i cavalli mitologici dell'artista invadono in particolare delle giacche trasparenti. Altra sorprendente innovazione nell’ambito tessile: l’atelier Dior ha cucito su alcuni vestiti degli occhi olografici, per non parlare di altri tessuti molto intriganti, come la giacca da pompiere in vinile rosso che sembrava di una fluidità estrema.
 
“Non siamo riusciti a fare una sfilata: non sono riuscito ad essere presente sul posto, e mi spiace visto che sono un po’ un control freak... Voglio controllare tutto, verificare che tutto sia fatto correttamente. E poi non possiamo ignorare cosa sta succedendo adesso. Per me è inconcepibile che io faccia correre dei rischi al pubblico. Le persone che lavorano con noi vengono testate continuamente. Come i nostri modelli”, indica il designer nato in Gran Bretagna e cresciuto in Africa.
 
Arrivato davanti a una serie di giacche tagliate in un tessuto dégradé, Kim Jones chiama un membro importante della sua squadra, Edward Crutchley, che presenta la sua linea prêt-à-porter maschile durante la London Fashion Week. “Ed, facci il tuo discorso”, l’invita Kim Jones. 
 
“Beh, questo è il ricamo cinese con semi”, spiega Edward Crutchley, prendendo una tipica cintura ‘a fusciacca’ tutta ricamata a mano. “Una tecnica che ha almeno 1.700 anni. Forse persino di più. È un dégradé davvero sottile realizzato in tinte unite. Abbiamo tinto oltre 300 diversi colori di filo di seta per renderlo il più vicino possibile al lavoro originale di Kenny. Questo capo è stato il più veloce da eseguire, ha richiesto solo 200 ore di lavoro. Per quest'altra cintura ci sono volute 300 ore, per questa borsa, quasi 1.000 ore. Una delle nostre camicie ha richiesto 7.000 ore e il team che ci ha lavorato aveva oltre 1.000 anni di esperienza accumulati insieme!”.

Dior Uomo, Autunno 2021


Il prossimo scalo di Kim Jones sarà a Roma - come direttore artistico di Fendi. La sua prima collezione, ovviamente attesissima, sarà svelata a febbraio, durante la Milano Fashion Week. Il designer intende trascorrere la parte conclusiva dell'anno in Sudafrica. Ma al momento del nostro incontro, Kim Jones non stava proprio a pensarci: è sembrato affascinato dalla capacità della bottega Dior di coniugare il proprio savoir-faire con quello degli artigiani cinesi.
 
“Ho pensato a questa collezione come un antidoto a quello che sta succedendo in questo momento. Christian Dior ha fondato la sua maison subito dopo la seconda guerra mondiale. L'idea è di portare un po' di gioia alle persone, sapete?”.

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