Kiko potrebbe aprirsi a un nuovo investitore per finanziare la crescita

Il gruppo cosmetico Kiko sta valutando la possibilità di far entrare un investitore minoritario nel capitale dell’azienda per finanziare la sua crescita in India, Medio Oriente e Asia, oltre a stimolare la redditività, come dichiarato da Cristina Scocchia, CEO di Kiko.

Photo: Kiko

Cristina Scocchia si è costruita una solida reputazione alla guida della filiale italiana del gigante francese L’Oréal. La manager è arrivata da Kiko nel luglio scorso per dare un nuovo impulso all’azienda famigliare, fondata nel 1997.
 
Kiko è cresciuto velocemente all’estero grazie ai suoi prodotti accattivanti e a prezzi accessibili. Ma ora il marchio deve fare conti con margini non eccellenti, a causa di una concorrenza sempre più agguerrita e della minaccia dell’e-commerce che incombe sui retailer fisici.
 
“Siamo dei pionieri in questo segmento di mercato, ma non siamo gli unici attori. La concorrenza è forte e dobbiamo sviluppare nuove strategie per ritrovare la profittabilità”, ha dichiarato Scocchia a Reuters. Kiko, che compete con marchi come Max Factor, ha visto il suo format commerciale copiato e imitato da molti concorrenti più modesti negli ultimi anni, mentre la competizione si è rafforzata anche su Internet.
 
Per finanziare un piano commerciale di tre anni (fino al 2020), Kiko prevede di emettere nuove azioni per un totale stimato da 70 a 90 milioni di euro. Per Cristina Scocchia, un nuovo investitore, un fondo di investimento privato ad esempio, potrebbe acquisire l’insieme delle azioni. Il gruppo è attualmente controllato dalla famiglia Percassi, che possiede anche la società calcistica Atalanta.
 
“Stiamo prendendo in considerazione la possibilità di trovare un partner che potrebbe apportare il suo capitale, ma anche un’expertise specifica nelle zone geografiche in cui vorremmo espanderci”, ha precisato la manager. Scocchia ha inoltre aggiunto che il gruppo è in trattativa con qualche potenziale investitore e che la decisione potrebbe essere presa entro l’estate.
 
Secondo il piano, Kiko investirà 90 milioni di euro per finanziare la ricerca e il marketing, continuando a rendere l’azienda sempre più digitale e aprendo 73 nuovi negozi.
 
Il gruppo possiede oggi oltre 1.000 store di proprietà in 21 Paesi e realizza il 64% del suo fatturato all’estero. L’anno scorso, Kiko ha annunciato che i suoi ricavi erano aumentati del 3%, arrivando a 610 milioni di euro, ma che i margini erano in ribasso.
 
Nel mese di gennaio, Kiko ha richiesto la protezione della legge sul fallimento negli Stati Uniti, prima di chiudere 27 dei 30 magazzini presenti nel Paese, giudicati non sufficientemente redditizi. “Ne abbiamo mantenuti tre, perché era importante per l’immagine del brand. Vogliamo investire in modo massiccio sull’e-commerce”.
 
Cristina Scocchia non ha escluso l’eventualità di un ingresso in Borsa in un futuro lontano: “È un obiettivo che ci siamo prefissati. Un obiettivo importante, ma a breve termine abbiamo altre priorità”.

Versione italiana di Laura Galbiati

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