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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 nov 2020
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Kidiliz: verranno tagliati più di 2.000 posti di lavoro

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 nov 2020

Oltre 2.000 posti di lavoro verranno tagliati in Europa in relazione al fallimento del distributore di abbigliamento per bambini Kidiliz (ex Zannier), da due anni di proprietà dell’azienda cinese Semir, si è appreso venerdì dalla direzione del gruppo.

Un negozio Z - AFP


Fatta salva la revoca delle condizioni sospensive relative in particolare all'acquisizione di locazioni immobiliari e contratti di servizi logistici e informatici, 465 posti di lavoro dovrebbero essere mantenuti in Francia e in Italia e meno di 30 in Belgio e Lussemburgo, su un totale di 2.600. Circa 150 dipendenti su 600 dovrebbero essere rilevati in Italia e 315 su quasi 1.500 in Francia (1.250 dei quali sono a tempo indeterminato), nell'ambito della combinazione di diverse offerte di acquisto esaminate questo venerdì mattina dal tribunale commerciale di Parigi, ha detto la stessa fonte.
 
Il collettivo intersindacale CFDT-CFE-CGC-CGT-CFTC dei dipendenti francesi riferisce in un comunicato di giovedì scorso di “una situazione catastrofica, con più di 900 licenziamenti economici in arrivo in Francia entro la fine dell'anno”. Il periodo in più, aperto da una quindicina di giorni, concesso per consentire il miglioramento delle offerte presentate, si è invece tradotto nei fatti in “un netto peggioramento” di queste ultime, nove delle quali sono state mantenute o ripresentate, hanno detto all'agenzia AFP i rappresentanti del personale.

La principale offerta d’acquisto proviene da ID Kids, che vuole continuare a gestire i marchi Catimini e Absorba e si propone di assumere 226 persone in Francia, contro le 615 di due settimane fa. La proposta di Children Worlwide Fashion (CWF), interessato a gestire diversi marchi in licenza, passa da 200 a 86 persone. Générale pour l'enfant (Sergent Major), che aveva annunciato di voler riassumere oltre 300 persone, e di tenere metà della rete di negozi italiani del marchio Z, si è ritirata. Invece il marchio italiano Zucchi, specializzato in biancheria per la casa e posseduto dal fondo Astrance Capital, ha recentemente presentato un'offerta d’acquisto che prevede il mantenimento di 50 persone in Italia e 28 in Francia.
 
Per motivare i peggioramenti e i ritiri delle offerte che si sono registrati nelle ultime due settimane, i candidati all’acquisto adducono “la ripresa della crisi sanitaria del Covid-19 e il ritorno dei lockdown”, secondo la direzione e i rappresentanti dei dipendenti. Il sindaco di LR di Saint-Chamond (Loira), Hervé Reynaud, dove il gruppo Zannier è nato nel 1962, denuncia l'atteggiamento da “impresario funebre del gruppo cinese che lo ha acquistato due anni fa”, aggiungendo, rivolgendosi polemicamente ai candidati in lizza, che “il lockdown non dovrebbe essere un alibi per comprare i marchi ai loro minimi termini e sbarazzarsi di posti di lavoro”.
 
La situazione economica e finanziaria di Kidiliz, che nel 2019 ha registrato un fatturato di 388 milioni di euro e che nell’ottobre 2018 era stato acquistato dal cinese Semir, era già molto compromessa prima dello scoppio della crisi per il Covid-19.

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