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Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 nov 2020
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Kidiliz: 900 dipendenti francesi licenziati dopo lo smantellamento del gruppo

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 nov 2020

Circa 900 dipendenti in Francia del gruppo Kidiliz (Chipie, Catimini, Absorba, Z, Beckaro...) verranno licenziati dopo l'acquisizione spezzettata dell’ex leader europeo della moda bambino, si è appreso martedì da fonti concordanti.

Kidiliz


Circa 350 dipendenti dei quasi 1.500 su cui poteva contare in Francia il distributore di abbigliamento bambino (1.250 dei quali con contratti a tempo indeterminato), vengono ripresi nel quadro delle sette offerte d’acquisto combinate che sono state convalidate lunedì dal tribunale del commercio di Parigi. Sono minacciati molti altri posti di lavoro anche nelle filiali estere del gruppo da 2.600 dipendenti complessivi, ceduto due anni fa alla cinese Semir dalla famiglia Zannier.
 
La procedura di amministrazione controllata, aperta il 10 settembre a Parigi, è già stata estesa alle filiali tedesca e olandese (entrambe liquidate), oltre che a quelle di Italia, Belgio e Lussemburgo, per le quali è previsto un nuovo giudizio il 1° dicembre. Il gruppo ha altri uffici in Spagna, Inghilterra, Svizzera, Cina, Portogallo e Stati Uniti.

La principale offerta convalidata lunedì proviene dallo specialista francese della vendita di moda bambino ID Kids, interessato ai marchi Catimini e Absorba, che riprende 227 dipendenti. “A seguito del secondo lockdown, la sua offerta è stata declassata rispetto ad una prima versione che prevedeva la riassunzione di 615 persone”, spiega Patrick Puy, esperto in ristrutturazioni aziendali (tuttora Presidente del gruppo Vivarte e Presidente del CdA dell’azienda di cosmetica Alès Groupe), assunto a luglio da Kidiliz con il compito di trovare fondi per ristrutturarsi.
 
L’azienda francese Children Worldwide Fashion (CWF), specializzata in gestione di licenze per il settore dell’abbigliamento, recupera 87 persone.
 
“Il PSE è stato firmato dai quattro sindacati perché abbiamo ottenuto progressi in termini di budget, finanziamenti esterni e misure di accompagnamento attraverso la negoziazione, la mobilitazione dei dipendenti e le nostre numerose azioni”, ha dichiarato martedì sera il collettivo intersindacale CFDT, CFE-CGC, CGT, CFTC dei dipendenti francesi del gruppo.
 
“Kidiliz ha sofferto sia di un'organizzazione che è stata costruita attraverso operazioni di crescita esterna - quindi non necessariamente concretizzatasi in un'ottimizzazione organizzativa - sia del susseguirsi di crisi economiche congiunturali, cui si sono affiancati 'gilet gialli', mobilitazioni sociali sulle pensioni, rischi climatici...", ha spiegato venerdì all’agenzia AFP l’avvocato del gruppo, Delphine Caramalli.
 
La situazione dell'azienda creata nel 1962 a Saint-Chamond (Loira) da Roger Zannier, da due anni di proprietà del gruppo cinese Semir, era già molto compromessa prima della crisi sanitaria.
 
Con 900 boutique di proprietà, 430 delle quali in Francia, Kidiliz ha registrato lo scorso anno un giro d’affari di 388 milioni di euro, in contrazione, con un risultato operativo negativo di 38 milioni.

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