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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
1 mar 2021
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Kering entra in Vestiaire Collective

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
1 mar 2021

A pochi giorni dall'attivazione di un accordo con Alexander McQueen sul concept di “Brand Approved”, destinato a dare una seconda vita ai pezzi concepiti dai creatori di moda, i legami fra Vestiaire Collective e il gruppo Kering si rinsaldano. Lunedì sera, lo specialista della vendita di articoli di seconda mano ha annunciato di aver raccolto fondi per 178 milioni di euro (216 milioni di dollari) da Kering e Tiger Global Management. Il gruppo diretto da Maximilian Bittner aveva già completato un round di fnanziamenti per 59 milioni di euro nell'aprile 2020.

Vestiaire Collective


Il management di Vestiaire Collective specifica che in questa operazione hanno reinvestito anche gli azionisti storici, Maximilian Bittner, Bpifrance (Large Venture), Condé Nast, il gruppo Eurazeo, alcuni dei fondi gestiti da Fidelity International, Korelya Capital, Luxury Tech Fund e Vitruvian Partners.
 
Per l’ambiziosissima società francese, che punta ad essere certificata B corp e sviluppa una proposta eco-responsabile, questa nuova raccolta dovrebbe permetterle di rafforzarsi in Europa, ma anche di accelerare nella regione Asia-Pacifico e negli Stati Uniti, ha precisato il suo CEO nel corso di una conferenza stampa telefonica. Maximilian Bittner ha spiegato inoltre di voler rafforzare i propri team tecnici raddoppiandone gli effettivi con la creazione di 155 posti di lavoro.

La società, che specifica di aver raddoppiato il proprio volume d'affari nel 2020, intende posizionarsi come un attore chiave nel mercato dell’abbigliamento usato, che dovrebbe continuare a guadagnare slancio nei prossimi anni. “La percentuale di capi di seconda mano negli armadi delle famiglie dovrebbe passare dal 21% nel 2021 al 27% nel 2023 e si prevede che il mercato della moda cosiddetta pre-loved dovrebbe raggiungere gli oltre 60 miliardi di dollari entro il 2025”, ha affermato la società in una nota.
 
Un mercato importante che interessa gli investitori. In qusto nuovo round, Vestiaire Collective ha dunque accolto Tiger Global Management, fondo basato a New York e che investe in società di soluzioni tecnologiche, di software, di beni di consumo e di pagamenti. TGM ha acquisito partecipazioni in particolare in JD.com, Facebook, LinkedIn, Spotify o Flipkart. “Siamo lieti di sostenere i progetti d’espansione di Vestiaire Collective, che prevede in particolare di capitalizzare una crescita già spettacolare negli Stati Uniti e nella regione Asia-Pacifico”, spiega Griffin Schroeder, partner di Tiger Global. “Nel gennaio 2021, i venditori locali in queste due aree geografiche hanno registrato una crescita del numero di articoli venduti di oltre il 250% rispetto all'anno precedente”.
 
Per Kering, questa acquisizione di quote è un passo significativo. Nel 2018, François-Henri Pinault, CEO di Kering, annunciava il suo interesse per i modelli dell’abbonamento e del second hand. Oggi il gruppo francese si è assicurato una quota del 5% di uno dei principali player nella rivendita di prodotti di lusso.

Maximilian Bittner, CEO di Vestiaire Collective - DR


“La nostra strategia di innovazione mira a investire in marchi e tecnologie rivolte alla prossima generazione di consumatori, favorendo modelli di business dirompenti in grado di aiutarci a servire meglio i nostri clienti e migliorare ulteriormente le nostre prestazioni”, sottolinea in un comunicato stampa Grégory Boutté, Chief Client & Digital Officer di Kering. “L'investimento di Kering in Vestiaire Collective risponde pienamente a queste due sfide chiave”.
 
Il dirigente di Kering ha confermato questo proposito in una conferenza stampa, sottolineando che il rapporto con i consumi sta cambiando profondamente e modificherà il comparto del lusso nei prossimi decenni. “Il second hand è una buona cosa per l'industria del lusso. Dà ai nostri prodotti una vita più lunga”, ha affermato. “Quello che stiamo vedendo è che l'85% dei clienti che acquistano beni di lusso di seconda mano afferma che sceglierà prodotti di qualità superiore. Che sono proprio quelli che noi proponiamo”.
 
Quindi i marchi del gruppo del lusso s’impegnernno ora a livello collettivo con Vestiaire Collective, come nello sviluppo portato avanti da Alexander McQueen? “Siamo nella fase di iterazione con Alexander McQueen. Si tratta di elementi molto interessanti. Ma attenzione, l’acquisizione della partecipazione è realizzata dal gruppo. Ogni marchio gestisce i propri accordi, realizza i suoi progetti e sceglie i propri partner”.
 
Il gruppo Kering ha reso noto a metà febbraio un fatturato di 13,1 miliardi di euro per l'esercizio 2020. In quell’occasione, il suo PDG aveva spiegato di essere alla ricerca di opportunità di investimento. Sebbene questa acquisizione di una quota di Vestiaire Collective non sia una transazione multimiliardaria, si tratta comunque di una mossa significativa in una società che combina attività commerciale, responsabilità ecologica e tecnologie.

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