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Kering chiude il contenzioso col fisco pagando 1,25 miliardi di euro

Di
Reuters
Pubblicato il
today 9 mag 2019
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Il gruppo francese del lusso Kering ha chiuso un contenzioso con il fisco italiano per tasse non pagate dal suo marchio di moda Gucci, firmando un accertamento con adesione che comporta il pagamento di 1,25 mld euro all’Agenzia delle Entrate. 

Reuters


Lo ha riferito Kering in una nota.

Si tratta della più esosa conciliazione fiscale mai raggiunta tra una società e il fisco italiano. Kering ha sempre negato di aver evaso le tasse affermando che le sue attività sono pienamente conformi a tutti gli obblighi fiscali. 

All’inizio di quest’anno Kering ha dichiarato di aver ricevuto dalla Guardia di Finanza una richiesta di circa 1,4 miliardi per le imposte non pagate da attività svolte in Italia tra il 2010 e il 2016, quindi sino all’anno fiscale 2017, dalla controllata svizzera Luxury Good International (LGI). Il fatturato non dichiarato in Italia in quegli anni è di 14 miliardi. 

La maggior parte degli addebiti riguardano Gucci, i cui uffici di Milano e Firenze sono stati perquisiti dalla polizia a fine 2017. 

Nel novembre 2018 la procura di Milano ha chiuso l’inchiesta penale sulla presunta evasione fiscale che vede indagati per omessa dichiarazione dei redditi l’AD Marco Bizzarri e l’ex AD Patrizio Di Marco. 

La procura - al termine delle indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf e coordinate dal pm Stefano Civardi - sostiene che i ricavi della società della galassia Kering Luxury Goods International (LGI) che commercializza i prodotti della Guccio Gucci, e che ha sede a Cadempino nel Canton Ticino, dove ha una serie di magazzini, andassero tassati in Italia e non in Svizzera. 

L’accusa contesta l’articolo 5 del decreto legislativo 74/2000 (l’omessa dichiarazione dei redditi) su sette bilanci della società, dal 2010 al 2016, sostenendo la tesi della stabile organizzazione occulta in Italia (dove ha sede il management, si svolgono le riunioni operative e le attività direttive). 

Col raggiungimento dell’accordo, ha riferito una fonte a consocenza del dossier, l’inchiesta penale vedrà alleggerirsi notevolmente la posizione dei due indagati. 

I legali di Bizzarri e Di Marco non hanno rilasciato commenti. 

Con l’adesione all’accertamento il gruppo Kering, spiega un’altra fonte, “risparmia” comunque una cifra consistente, attorno a circa 500 milioni di euro. Questa infatti è la somma che, in caso di mancata adesione all’accertamento, sarebbe stata aggiunta al miliardo e 400 milioni contestato dalla Gdf in termini di sanzioni e interessi di mora, che si aggirano fra il 30 e il 40% dell’ammontare delle presunte tasse non pagate.

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