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29 apr 2019
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Kering: accordo da oltre un miliardo per chiudere contenzioso con fisco italiano

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Reuters API
Pubblicato il
29 apr 2019

Il gruppo francese del lusso Kering è pronto a pagare tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro per chiudere un contenzioso con il fisco italiano per tasse non pagate dal suo marchio di moda Gucci, hanno riferito tre fonti a Reuters.    

Kering


L’accordo, che è un accertamento con adesione, dovrebbe essere firmato a inizio maggio, ha detto una delle fonti, tutte a conoscenza diretta del dossier. 

Si tratterebbe della più esosa conciliazione fiscale mai raggiunta tra una società e il fisco italiano. 

Kering ha sempre negato di aver evaso le tasse affermando che le sue attività sono pienamente conformi a tutti gli obblighi fiscali. 

Oggi, in una nota, dice di avere con l’Agenzia delle Entrate incontri in un clima di collaborazione ma “in questa fase non è stato raggiunto alcun accordo su alcuna cifra specifica”. 

Non è stato possibile raggiungere l’Agenzia delle Entrate per un commento.    

All’inizio di quest’anno Kering ha dichiarato di aver ricevuto dalla Guardia di Finanza una richiesta di circa 1,4 miliardi per le imposte non pagate da attività svolte in Italia tra il 2010 e il 2016, quindi sino all’anno fiscale 2017, dalla controllata svizzera Luxury Good International (LGI). Il fatturato non dichiarato in Italia in quegli anni è di 14 miliardi.

La maggior parte degli addebiti riguardano Gucci, i cui uffici di Milano e Firenze sono stati perquisiti dalla polizia a fine 2017. 

Nel novembre 2018 la procura di Milano ha chiuso l’inchiesta penale sulla presunta evasione fiscale che vede indagati per omessa dichiarazione dei redditi l’AD, Marco Bizzarri, e l’ex AD, Patrizio Di Marco.

La procura - al termine delle indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della GDF e coordinate dal PM Stefano Civardi - sostiene che i ricavi della società della galassia Kering Luxury Goods International (LGI) che commercializza i prodotti della Guccio Gucci, e che ha sede a Cadempino nel Canton Ticino, dove ha una serie di magazzini, andassero tassati in Italia e non in Svizzera. 

L’accusa contesta l’articolo 5 del decreto legislativo 74/2000 (l’omessa dichiarazione dei redditi) su sette bilanci della società, dal 2010 al 2016, sostenendo la tesi della stabile organizzazione occulta in Italia (dove ha sede il management, si svolgono le riunioni operative e le attività direttive). Se l’accordo fiscale verrà raggiunto, dicono le fonti, l’inchiesta penale vedrà alleggerirsi notevolmente la posizione dei due indagati. 

I legali di Bizzarri e di Di Marco non hanno rilasciato commenti. 

Se a inizio maggio l’accordo verrà firmato, il gruppo Kering “risparmierà” comunque una cifra consistente, attorno a circa 500 milioni di euro. Questa infatti è la somma che, in caso di mancata adesione all’accertamento, sarebbe stata aggiunta al miliardo e 400 milioni contestato dalla GDF in termini di sanzioni e interessi di mora, che si aggirano fra il 30 e il 40% dell’ammontare delle presunte tasse non pagate.

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