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Kejo si rilancia con Vape Classic

Pubblicato il
today 15 gen 2019
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Marchio lanciato nel 2003 e di grandissimo successo nel decennio scorso grazie ai suoi piumini colorati e ricchi di patch, Kejo (il nome sta per un’antica università di Tokyo) è tornato sul mercato prima con un assaggio di estivo, e ora con una linea completa invernale. Oggi l’azienda che lo realizza è la Vape Classic di Molfetta (BA) sul mercato dal 1973, diventata nel corso del 2018 licenziataria ufficiale mondo per la produzione e distribuzione delle linee uomo, donna, bambino e accessori del brand.

Mauro Valente, titolare di Vape Classic - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com


La licenza gli è stata assegnata dalla D&K di Altopascio (LU), specializzata in sportswear, la cui ‘D’ sta per il marchio Dekker, e che non fa più parte della newco Conte of Florence Distribution, che D&K aveva fondato nel 2012 per acquisire l’omonimo marchio fiorentino in difficoltà.
 
In Italia, Kejo (che ultimamente era uscito del tutto dal mercato) è distribuito con agenti in tutte le regioni, ma Vape Classic ha creato contatti per iniziarne la distribuzione in Germania, Olanda, Spagna, Giappone, Russia e Grecia. “Stiamo per chiudere un accordo in Cina con un distributore locale”, dice a FashionNetwork.com Mauro Valente, titolare della Vape Classic, che ha chiuso il 2018 intorno agli 8 milioni di euro di fatturato e gestisce anche alcuni marchi propri, come quelli di womenswear Lovlet, che si trova al Centergross di Bologna, o Verysimple. L’azienda pugliese ha una ventina di dipendenti interni e altrettanti collaboratori esterni.

“Per questo sostanziale rilancio dell’Autunno-Inverno 2019/20, abbiamo toccato solamente felperia, jersey e giubbotteria”, continua Valente. La collezione, composta da circa 50 capi per l’uomo e 50 per la donna, nelle proposte urban introduce nuovi tessuti tecnici e il neoprene e legge in modo più moderno il marchio strizzando l’occhio allo streetwear, ma senza ripercorrerne le forme, con volumi regolari e minore presenza del logo. 
 
“Nell’urban ci sono anche dettagli come zip waterproof, tasche trasparenti interne, neopreni e attenzione alle prestazioni dei capi, nell’heritage siamo stati più attenti a far rivivere l’essenza del brand, sia nei colori, molto spinti, che nelle forme, più contemporanee, e nelle vestibilità, meno asciutte del passato e di tre tipi: lungo, corto, anorak per l’uomo. Nella donna le vestibilità sono più ampie e c’è un’innovativa capsule con formati ancora più over e prezzo interessante”, prosegue Valente. Kejo vede così rivivere anche i suoi capi must quando fu un marchio di culto fra i giovanissimi: lo “Yoga” e lo “Shogun”, cioè il bomberino e il giubbotto lungo con le coulisse in vita e le patch originali.
 
I prezzi dei giubbotti vanno dai 149 euro ai 300 euro al pubblico. Per i capi heritage molto ricchi di inserti e dettagli, la t-shirteria e la felperia partono dai 29 euro per le magliette logate e arrivano ai 150 euro delle felpe più particolari. Kejo torna comunque a posizionarsi nella fascia premium di questo segmento, “come il Kejo delle origini”, ci precisa Mauro Valente, “che invece, causa la sua storia dalle fortune altalenanti, era sceso un po’ di gamma negli ultimi anni”.

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