Italian Artisan ha portato oltre 1.200 brand internazionali a produrre in Italia negli ultimi 11 mesi

Italian Artisan, realtà creata nel 2015 dall’allora trentenne David Clementoni, sta diventando sempre più un punto di riferimento per i marchi e gli imprenditori internazionali che vogliono realizzare i loro prodotti in Italia, entrando in contatto con le numerose imprese artigianali che rappresentano una delle ricchezze del nostro Paese. A parlare sono i numeri: più di 1.200 brand stranieri coinvolti nel progetto solo negli ultimi 11 mesi.

David Clementoni, fondatore di Italian Artisan
 
“L’idea di partenza era di aiutare i marchi italiani a sbarcare all’estero, ma poi ci siamo resi conto che la vera necessità era di portare brand stranieri a produrre in Italia, per sfruttare il nostro patrimonio artigianale”, ha raccontato David Clementoni a FashionNetwork.com. “In concreto, aiutiamo le aziende di tutto il mondo a creare il loro brand, supportandoli nella parte strategica, organizzativa, di produzione e nella gestione delle attività post produttive”.  
 
Gli strumenti utilizzati da Italian Artisan per farsi conoscere in questi anni sono stati le strategie digitali, le partnership (ad esempio quelle con Assocalzaturifici e Assopellettieri) e la partecipazione a eventi e fiere. “Oggi lavoriamo principalmente con i Paesi anglosassoni (America, Inghilterra e Australia) e francofoni, ma anche con Germania e Portogallo. Siamo partiti da calzatura e pelletteria, ma oggi ci occupiamo anche di abbigliamento”, prosegue David Clementoni. “Siamo stati i primi a creare questo tipo di servizio, grazie al quale le aziende che vogliono produrre in Italia possono abbattere i costi fino all’80%, non dovendo installare strutture produttive e assumere personale per gestire l’attività. All’inizio non è stato facile, ma ora iniziamo ad essere riconosciuti e i brand ci cercano”.
 
Italian Artisan, che ha sede presso la splendida Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, ha sviluppato una piattaforma tecnologica, arrivata alla terza release, condivisa tra brand e produttori italiani, questi ultimi arrivati oggi a più di 250 realtà.
 
“Uno degli aspetti più importanti per noi è la formazione: abbiamo infatti creato un’Academy, che svilupperemo sempre più, per aiutare gli artigiani italiani a capire le opportunità della digitalizzazione, che consente loro di lavorare con marchi in tutto il mondo, aumentando così esponenzialmente le loro potenzialità”, ha dichiarato David Clementoni. “Un motivo di orgoglio per noi è aver aiutato le seconde o terze generazioni a portare avanti le imprese fondate dai loro genitori o nonni, infondendo maggiore fiducia in loro stessi. Stiamo recuperando la consapevolezza del reale valore del made in Italy, che non risiede solo nella capacità di fare prodotto, ma in tutto ciò che è stato trasmesso dalle precedenti generazioni. In un’era di intelligenza artificiale, questa è una delle poche cose che non possono essere copiate”.  
 
Uno degli obiettivi futuri di Italian Artisan, che nel 2018 è stata premiata dalla Commissione Europea come miglior start up fashion, è di diventare la più importante community di brand premium a livello mondiale; a tal fine, la società sta stringendo partnership strategiche nei vari Paesi di riferimento. Focus anche sullo sviluppo tecnologico, per una sempre maggiore automatizzazione del processo.
 
E i risultati? “Stiamo crescendo molto bene, siamo una start up, quindi i tassi di crescita sono molto elevati. Il nostro obiettivo per il 2019 è di fare ancora meglio”, ha concluso sorridendo David, che ci lascia con il motto di Italian Artisan: “Let’s rock made in Italy!”.

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