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Pubblicato il
25 nov 2021
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Italia nazione europea meno attrattiva per lo shopping Tax Free

Pubblicato il
25 nov 2021

L’Italia risulta essere il Paese europeo meno attrattivo per lo shopping rivolto ai turisti internazionali. È quanto emerge dalla ricerca curata dall’istituto di cultura, ricerca e formazione Mercatus grazie ai contributi di ENIT, Federturismo, Federmoda, Global Blue, Rinascente e McArthurGlen Group. I turisti extra-UE, infatti, possono beneficiare degli acquisti Tax Free recuperando l’IVA sui prodotti comprati, ma la normativa italiana prevede un limite minimo di spesa (MPA - Minimum Purchase Amount) per usufruire del beneficio fiscale pari a 154,94 euro: il più alto attualmente in vigore in Europa.

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Secondo l’indagine condotta dalla Banca d’Italia sul turismo internazionale, nel 2019 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha raggiunto i 44,3 miliardi di euro. Di questi, 7,6 miliardi di euro è l’ammontare relativo alla componente di spesa “shopping” (17,1% del totale) e 3,1 miliardi di euro è la quota attribuibile ai cittadini extra UE.

Basandosi su quest’ultima cifra, secondo lo studio di Mercatus ridurre la soglia a 70 euro per consentire ai turisti extra-UE lo sgravio dell’IVA e migliorare la shopping experience costerebbe 13,2 milioni di euro all’anno, mentre secondo i dati ENIT, è previsto un ritorno del 95% dei flussi turistici pre-pandemia solo nel 2024.

A livello UE, come evidenziato dallo studio di Mercatus, dal 2006 è scattata nei principali Paesi europei una vera e propria corsa al ribasso di tale soglia minima di spesa. La Francia (il Paese che precedentemente aveva l’MPA più elevato) ha appena ridotto la propria soglia portandola a 100 euro. Alcuni Paesi hanno un limite fissato a 50 euro, come Portogallo, Belgio, Paesi Bassi o Grecia. Per altri ancora la soglia è addirittura zero, come in Spagna, Germania e Irlanda. Ne deriva la mancanza di competitività del fisco italiano rispetto a quello dei vicini Paesi europei, che utilizzano la leva del Tax Free shopping per attrarre i turisti internazionali, incentivandoli a comprare nel proprio Paese e generando conseguentemente benefici economici per l’intero indotto.
 
La ricerca prende in esame alcune proposte di modifica normativa per ridurre questa soglia, ipotizzando di abbassarla, come accennato, a 70 euro. Ciò da un lato determinerebbe per lo Stato una perdita del gettito IVA per gli acquisti nella fascia di spesa tra i 70 e i 154,94 euro, in quanto il turista avrebbe diritto al rimborso IVA in un segmento di prezzo attualmente esente; dall’altro lato tuttavia questo genererebbe una maggiore attrattività del sistema Paese per lo shopping Tax Free, con conseguenti ricadute positive su tutta la filiera.

@globalblue


L’abbassamento dell’MPA, produrrebbe il beneficio di un significativo effetto moltiplicatore sull’economia, per Mercatus, con positivi impatti diretti (un inferiore prezzo medio dei prodotti che ne aumenterebbe la domanda) e indiretti (l’aumento dello shopping come leva per l’incremento dell’attività turistica, che genera a sua volta benefici sull’intero territorio). La riduzione della soglia per attivare il Tax Free shopping costituisce pertanto una leva decisiva per l’indotto e per l’aumento stesso del Prodotto Interno Lordo, riuscendo più che a compensare le perdite derivate dal mancato gettito IVA.
 
Considerato il drastico calo dei flussi turistici causa Covid-19, l’ipotesi di un abbassamento del MPA da 154,94 euro a 70 euro - a partire dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2024 - avrebbe un costo per l’erario di circa 39,8 milioni di euro (la cui media è dunque 13,2 milioni circa all’anno) ascrivibili alla perdita di gettito IVA. Un costo elaborato alla luce del tasso di recupero dei flussi turistici internazionali previsionali di ENIT per il triennio 2022-2024: secondo ENIT, infatti, solo nel 2024 si ritornerà al 95% dei livelli pre-pandemia del 2019. Dalla stessa analisi, inoltre, emerge che vi sarà un ingresso massivo di turisti a più bassa propensione di spesa – come gli americani (+514,1% nel febbraio 2022) – a scapito di quelli alto spendenti come cinesi e russi.

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