Italia e Cina ad Hangzhou per fare sistema nel comparto moda

Italia e Cina si danno appuntamento ad Hangzhou per promuovere nuove forme di cooperazione che supportino lo sviluppo delle filiere di moda dei due Paesi.

Pronounce - Foto:Al de Perez

Sino Italian Fashion Summit andrà in scena nella capitale dello Zhejiang dal 24 al 26 giugno prossimi e sarà l’occasione per fare il punto della situazione del settore, ridisegnare le strategie, proporre nuove alleanze tra le filiere e rinsaldare amicizie storiche tra i due partner.
 
L’evento, voluto dal Governo cinese a seguito della recente visita in Italia del Presidente della Xi, è organizzato dalla China National Garment Association, la maggiore associazione di moda cinese e controllata del Governo.
 
La location scelta è Hangzhou, metropoli poco distante da Shanghai e centro di sviluppo industriale, informatico, tessile e dell’abbigliamento con oltre 15 Università ed 8 Politecnici, nonché sede del colosso Alibaba. 
 
L’Italia sarà rappresentata da una delegazione composta da esponenti delle maggiori istituzioni moda nazionali, ma saranno presenti anche designer e aziende delle Penisola.
 
Il summit sarà l’occasione per illustrare l’attuale scenario del settore in Cina, attraversato negli ultimi dieci anni da importanti cambiamenti determinati da un consumatore in costante sviluppo, più evoluto e consapevole, che ricerca nei prodotti un mix virtuoso di qualità Made in Italy, design, innovazione e pricing. 
 
“Dieci anni fa molti player del lusso internazionale crescevano in Cina a doppia cifra spinti dalla sola forza del brand e dalle gigantesche dimensioni del territorio”, ha spiegato Francesco Fiordelli, referenteufficiale per le relazioni tra China National Garment Associatione l’Italia.“Il mercato di fronte a cui ci troviamo adesso è composto sempre più da un nuovo ceto medio, evoluto e strutturato, i cui comportamenti di acquisto hanno un indirizzo più preciso e totalmente diverso da quello di allora. Ecco la necessità, dopo gli ultimi accordi siglati in questo periodo lungo la nuova via sella seta, di fare un punto della situazione, per supportare soprattutto quelle aziende che non hanno ancora una affermata struttura distributiva in Cina e che desiderano immettersi o sviluppare il proprio business nel territorio in modo incisivo”. 

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