Istituzioni e imprese insieme per educare i giovani all’anticontraffazione

Le Istituzioni italiane, rappresentate da MISE, MIBAC e Guardia di Finanza, e le più importanti associazioni imprenditoriali del Paese, tra cui Confindustria, Confcommercio, Coldiretti, CNA, hanno sottoscritto a Firenze, l’11 giugno, un protocollo d’intesa che punta a contrastare il complesso fenomeno della contraffazione attraverso un intenso programma informativo ed educativo rivolto agli studenti degli istituti scolastici della Penisola.

Un articolo sequestrato ed esposto presso l'Associazione Museo del Vero e del Falso, a Napoli - www.museodelveroedelfalso.it
 
L’obiettivo del memorandum è riassumibile in alcuni punti: promuovere i valori della legalità, agire ire sulla percezione del fenomeno contraffattivo per sensibilizzare sui rischi per la salute e sui danni che il mercato dei fake goods arreca al sistema economico nazionale; innescare un cambiamento culturale che contribuisca alla riduzione della domanda di prodotti falsi a partire dalle giovani generazioni.
 
"Informare e formare i giovani sui danni provocati dalla contraffazione è fondamentale”, ha dichiarato Antonio Franceschini, Responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale CNA. “Manca una piena consapevolezza di quanto di negativo comporti questo fenomeno dal punto di vista economico e sociale, un fenomeno che costa in termini di mancati introiti per le aziende e per l'erario e in termini di occupazione oltre ai rischi per la salute e la sicurezza". "Ecco quindi che la scelta del CNAC di puntare sull'informare e formare i giovani, scelta già avviata da CNA con un percorso specifico, ci trova pienamente d'accordo e ci troverà partecipi nel definire un percorso di sistema" chiosa Franceschini.
 
Ad oggi, la contraffazione rappresenta una seria minaccia per la competitività delle imprese che operano all’interno dei confini nazionali, che risultano essere le più colpite dopo gli USA. In Italia il falso vale circa 7 miliardi di euro, con una perdita di gettito fiscale stimata in 5,7 miliardi di euro (di cui 1,7 miliardi per la produzione diretta e 4 miliardi per la perdita di gettito sulla produzione indotta in altri settori connessi); i posti di lavoro sottratti all’occupazione legale sono oltre a 100 mila.
 
Abbigliamento e accessori moda guidano la classifica dei prodotti più contraffatti per valore di fatturato, seguiti da audiovisivi e prodotti alimentari. Ma l’Italian Sounding - evocazione fuorviante di nomi, denominazioni, simboli ed altri elementi del Made in Italy- colpisce anche il settore alimentare.
 
Su scala globale, le stime dell’OCSE hanno indicato il volume dei beni contraffatti al 2,5% degli scambi mondiali, per un valore di oltre 460 miliardi di dollari: in Europa, le importazioni di merce contraffatta riguardano il 5% del totale, per un valore pari a 116 miliardi di dollari. Ben 41,3 milioni di articoli sono stati sequestrati dalle Dogane dell’UE, per un valore di mercato di oltre 670 milioni di euro.

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