Interparfums; vendite 2018 a 455 milioni di euro, il livello più alto dal 2012

Interparfums ha reso noto martedì di aver ottenuto nell’esercizio 2018 un giro d’affari di 455 milioni di euro, in crescita dell’8% a cambi correnti. Un risultato in linea con le attese dello specialista francese dei profumi su licenza (Montblanc, Coach, Lanvin, Repetto...), che quindici giorni fa aveva già alzato le sue previsioni grazie in particolare al dinamismo delle vendite di profumi Coach.

Interparfums

Nel corso dell’esercizio, Coach, di cui Interparfums ha acquisito la licenza dei profumi a fine 2015, ha regisrato vendite per 84 milioni di euro, un dato da 10 a 12 milioni sopra le aspettative, registrando una crescita esponenziale del 66%. Il marchio, il cui “potenziale resta ancora molto importante in Asia e nell'Europa occidentale”, precisa Philippe Benacin, il PDG di Interparfums, rappresenta ormai il 20% delle vendite globali del gruppo, dietro al numero 1 Montblanc, a 108,8 milioni di euro, in calo del 3%, e al numero 2 Jimmy Choo, che totalizza vendite per 99,6 milioni di euro, in aumento del 4%.
 
Grazie soprattutto alle performance di Coach, Interparfums è dunque tornato ai suoi massimi livelli del 2012, quando poteva ancora contare nel suo portafoglio di marchi di bellezza sulla licenza del britannico Burberry.
 
Interparfums, che pubblicherà i suoi risultati finanziari annui il prossimo 4 marzo, indica anche che il suo margine operativo “potrebbe superare il 14%”, secondo il vicedirettore generale Philippe Santi, contro il 14,2% del 2017.
 
Per l’esercizio in corso, il gruppo dovrebbe alzare ancora una volta le proprie previsioni, che attualmente puntano su un fatturato di 270 milioni di euro. In effetti, contrariamente al 2018, l’annata 2019 sarà contrassegnato da diversi nuovi lanci importanti, come una terza linea maschile Montblanc all’inzio dell’anno e una nuova iniziativa femminile su Lanvin per l’estate. Nel 2020, sarà Jimmy Choo a beneficiare del lancio di una linea di make up costituita da 10 rossetti e 6 smalti.
 
“Il primo trimestre sembra buono”, ha affermato Phillippe Benacin, che non è eccessivamente preoccupato per le conseguenze di una Brexit senza accordo per il suo gruppo, benché il Regno Unito rappresenti circa il 5% delle sue vendite mondiali. “Siamo una piccola struttura, possiamo essere reattivi”, ha affermato Philippe Santi.

La redazione con AFP

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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