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13 giu 2016
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Innovazione, solo il 14% ritiene sia un beneficio

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Ansa
Pubblicato il
13 giu 2016

Solo il 14,2% degli italiani pensa che le innovazioni degli ultimi 20 anni abbiano portato dei benefici. E' questo uno dei dati del Rapporto "Italia, Chefuturo! Rapporto 2016 Cotec-CheBanca! sulla cultura dell'innovazione", presentato il 7 giugno 2016 a cura del Censis nell'ambito di Edison Innovation Week.

Foto ANSA


La gran parte delle opinioni, soprattutto quelle dei ceti medio-alti, ritengono che l'innovazione abbia portato molti benefici con qualche piccolo problema (57,9%). I più critici, molto presenti tra i ceti più bassi, ritengono che abbia apportato alcuni benefici e alcuni problemi (20,3%), o addirittura più problemi che risultati (7,3%). Il 57,1% degli italiani, inoltre, ritiene che nel nostro Paese le innovazioni hanno contribuito ad ampliare i divari sociali.

Gli italiani convergono sul ritenere che le piccole e medie imprese sono capaci di sperimentare e di adattare la propria attività al contesto in evoluzione (38,6%). Debole è il ruolo di stimolo, secondo il rapporto realizzato dal Cesis, che viene riconosciuto ai soggetti di governo (12,8%) ed agli investitori (14,5%).

Significativo è il dato secondo il quale una quota degli intervistati ritiene che in Italia l'innovazione si alimenti in modo casuale, senza ricorso a precise intenzionalità o capacità progettuali (11,6%).

Per quanto riguarda il rapporto tra i processi innovativi e le opportunità di lavoro, dalla ricerca emerge che una quota importante di italiani si mostra molto critica ritenendo che l'automazione sostituirà dosi addizionali di lavoro umano (39,8%).

Tutti gli obiettivi contenuti nell'Agenda Digitale trovano, infine, larga condivisione tra gli italiani che, nel 90% dei casi, li ritengono fondamentali oppure abbastanza importanti.

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