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Europa Press
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
20 ott 2022
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Inditex starebbe valutando la possibilità di vendere parte delle sue attività in Russia

Di
Europa Press
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
20 ott 2022

Mentre la guerra in Ucraina continua, Inditex starebbe attualmente valutando la possibilità di vendere le sue attività in Russia. Il gruppo potrebbe tuttavia mantenere Zara nel Paese con un nome diverso, mentre Massimo Dutti, Oysho e Zara Home potrebbero ritirarsi completamente dal mercato russo.


- Inditex - Europapress


Secondo le rivelazioni del media russo Kommersant, l'azienda fondata da Amancio Ortega sta studiando l’opzione di cedere i propri asset russi a dei partner di un Paese “amico”, del sud-est asiatico o del Golfo Persico, ad esempio.
 
Le fonti di Kommersant rivelano che la cessione delle attività russe di Inditex dovrebbe richiedere tra sei mesi e un anno. Massimo Dutti, Oysho e Zara Home si ritirerebbero completamente dal mercato russo. Gli altri marchi del gruppo, tra cui Zara, si limiterebbero a prendere altri nomi, per presentare le loro nuove collezioni probabilmente non prima della primavera del 2023.

Lo scorso luglio, il retailer polacco LPP ha applicato la stessa strategia. Alla guida di marchi come Reserved, Cropp, Mohito e Sinsay, ha trasferito i suoi negozi in territorio russo ad una società registrata negli Emirati Arabi Uniti. Contemporaneamente, i punti vendita del gruppo hanno ripreso la loro attività con una nuova identità.
 
Nel marzo sorso, a pochi giorni dall'inizio del conflitto, Inditex ha deciso di chiudere i suoi 502 negozi in Russia. Il Paese rappresenta il suo secondo mercato dopo la Spagna, con oltre 9.000 dipendenti. Il gruppo ha anche sospeso le vendite online nel Paese in segno di protesta contro l'invasione russa dell'Ucraina. Dei 502 store interessati, 86 fanno parte della catena Zara.
 
La Russia genera circa l'8,5% del risultato operativo netto (EBIT) del gruppo spagnolo. Nel 2020 l'utile ante imposte di Inditex nel Paese è stato di 86 milioni di euro, rispetto ai 229 milioni di euro del 2019. Le vendite in Russia rappresentano circa il 5% dei ricavi totali del gruppo, poco più di 1 miliardo di euro.
 
Quando si è ritirata dalla Russia, la società fondata da Amancio Ortega aveva sottolineato che tutti i suoi negozi operavano in affitto, e che l'investimento non era quindi interessante dal punto di vista finanziario.