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Di
Reuters
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
18 apr 2017
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In USA calano le vendite al dettaglio ma cresce l’abbigliamento

Di
Reuters
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
18 apr 2017

A marzo le vendite retail in USA sono calate per il secondo mese consecutivo e i prezzi al consumo sono diminuiti per la prima volta in un anno, sottolineando il rallentamento della crescita economica nel primo trimestre 2017.

Alcune catene retail americane sono sotto pressione, ma gli acquirenti continuano a comprare fashion - Wikimedia


Tuttavia, le vendite nei negozi di abbigliamento hanno registrato la maggior crescita su di un anno, nonostante le presenze in calo nei mall e la concorrenza degli online retailer, guidati da Amazon.com. Catene come J.C. Penney Co Inc, Abercrombie & Fitch e Macy's Inc stanno ridimensionando la loro rete vendita, ma gli ultimi dati dimostrano come i negozi abbiano ancora importanza e gli acquirenti continuino a comprare vestiti.

Mentre l’economia è vicina alla piena occupazione, la debolezza dei dati di venerdì non ha modificato l’opinione generale secondo la quale la Banca Federale Americana deciderà a giugno di alzare di nuovo i tassi di interesse. Questo perché gli economisti si aspettano una crescita sia delle vendite al dettaglio che dell’inflazione.

“Per la Banca Federale, lo slancio sottostante è più importante in termini di decisioni politiche, e quello attuale ha l’aria solida, grazie alla buona salute del mercato del lavoro, alla crescita dei salati e all’alto livello di fiducia dei consumatori”, ha dichiarato Gregory Daco, capo degli studi macroeconomici per gli Stati Uniti presso Oxford Economics, a New York.

Da parte sua, il Ministero del Commercio ha dichiarato che le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,2% il mese scorso, dopo una flessione dello 0,3% a febbraio; il decremento maggiore da un anno a questa parte. Tuttavia, rispetto al mese di marzo del 2015, le vendite retail sono aumentate del 5,2%.

Secondo Reuters, gli economisti prevedevano un calo delle vendite al dettaglio dello 0,1%. Tolti carburante, materiali di costruzione e servizi alimentare, esse sono invece cresciute dello 0,5%.

Nonostante tale crescita, è probabile che si sia assistito a un rallentamento delle spese di consumo nel corso del primo trimestre, dopo una progressione annualizzata del 3,5% nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Rallentamento che può essere spiegato anche con un ritardo accumulato a livello di rimborsi dell’imposta sul reddito.

La Banca Federale di Atalanta ha rivisto al ribasso le sue stime di crescita del prodotto interno lordo per il primo trimestre, da 0,6% a 0,5%, il che corrisponde alla peggior performance degli ultimi tre anni. L’ultimo trimestre dello scorso anno l’economia è cresciuta del 2,1% su base annuale.

Con in media 178.000 nuovi posti di lavoro al mese nel primo trimestre, il rallentamento anticipato del PIL probabilmente sottostima il vero stato di salute dell’economia. Il PIL del primo trimestre tende a essere più basso a causa dei problemi di calcolo che il governo ha ammesso e che sta cercando di risolvere.

Versione italiana di Laura Galbiati

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