×
1 894
Fashion Jobs
CONFIDENZIALE
HR Business Partner
Tempo Indeterminato · TORINO
COMUNELLO & ASSOCIATI SRL
Buyer Accessori di Produzione e Lavorazioni
Tempo Indeterminato · PADOVA
CMP CONSULTING
E-Commerce Specialist - Korean Speaking
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Global Retail Training Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Ecommerce Manager
Tempo Indeterminato · COMO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Showroom Manager Arredamento Milano
Tempo Indeterminato · MILANO
CHABERTON PROFESSIONALS
Sales Area Manager, Emerging Markets - Luxury Brand
Tempo Indeterminato · MILANO
AZIENDA DI CALZATURE
Application Specialist
Tempo Indeterminato · SAN MAURO PASCOLI
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Website Analytics Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
DIESEL
Europe Head of E-Commerce
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Buyer Concessions
Tempo Indeterminato · MILANO
MICHAEL PAGE ITALIA
District Manager Lazio
Tempo Indeterminato · ROMA
CONFIDENZIALE
Area Manager Nord Italia
Tempo Indeterminato · ITALIA
FORPEN
Fisso
Tempo Indeterminato · SAONARA
THUN SPA
Analytics Junior Consultant
Tempo Indeterminato · MANTOVA
THUN SPA
Analytics Senior Consultant
Tempo Indeterminato · MANTOVA
CONFIDENZIALE
Area Manager - Est Europa
Tempo Indeterminato · MILANO
SWAROVSKI
Allocator Italy
Tempo Indeterminato · MILANO
DOPPELGANGER
Addetto Tesoreria
Tempo Indeterminato · ROMA
HUGO BOSS
Retail Operations Manager Italy
Tempo Indeterminato · MILANO
STIÙ SHOES
E-Commerce Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Ecommerce Manager
Tempo Indeterminato · COMO
Pubblicità
Di
Adnkronos
Pubblicato il
19 apr 2022
Tempo di lettura
3 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

In Europa 6 milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica ogni anno

Di
Adnkronos
Pubblicato il
19 apr 2022

Costano poco, si usano una volta sola, quando va bene, per poi finire nel cassonetto dei rifiuti. È la cultura dell'usa e getta che ha contagiato il settore moda che registra dati enormi sullo spreco: ogni anno in Europa 6 milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica, l'equivalente di 11,3 kg a persona, con il tessile che rappresenta il quarto produttore di emissioni di gas serra, dopo cibo, edile e trasporti. Il dato arriva dalla Commissione Europea che ha annunciato una vera e propria stretta per le aziende: entro il 2030 infatti, gli operatori della moda dovranno produrre vestiti più resistenti e riciclabili. Tutti i prodotti tessili immessi sul mercato Ue dovranno essere durevoli, riparabili e riciclabili, per gran parte costituiti da fibre riciclate e prive di sostanze pericolose. Senza dimenticare il rispetto dei diritti sociali.

@gaiasegattiniknotwear


Ma da dove arrivano questi 6 milioni di tonnellate di capi? "La maggior parte arriva dalla grande distribuzione del fashion, un modello di business legato all'utilizzo veloce o al non utilizzo. Si compra anche se non necessario perché il prezzo molto basso non fa pensare troppo al reale bisogno''. Lo afferma all'Adnkronos, Gaia Segattini, ideatrice di Gaia Segattini Knotwear, brand di maglieria che fa della sostenibilità il suo core business utilizzando solo fili di giacenza o rigenerati.

E ad accendere i riflettori su una moda pulita, sicura, equa, trasparente e responsabile ci pensa la Fashion Revolution Week che anche quest'anno torna dal 18 al 24 aprile offrendo un'occasione di confronto sul tema dello spreco e dell'economia circolare. ''È paradossale”, continua Gaia, “ma c'è proprio un tipo di business che funziona proprio sull'inquinamento''. C'è quindi un problema nelle abitudini di consumo dei capi che ''hanno un ciclo di vita molto molto corto. Noi siamo pieni di prodotti nell'armadio che abbiamo utilizzato una sola volta o addirittura mai''.

Uno spreco che, sottolinea Gaia, ''riguarda soprattutto i più giovani che con il fiorire dei social network, prima YouTube e ora Tik tok, comprano i vestiti anche solo per fare un video. C'è una fusione dei tempi dove i ragazzi comprano anche solo per immagine e non per uscire con un capo nuovo''. Ad avere un occhio più critico verso questo tipo di consumo, invece ci pensano le donne dai 30-35 anni che hanno già un'indipendenza economica. E allora cosa si può fare? ''Per prima cosa utilizzare quello che già c'è. Abbiamo tantissime materie prime che non vengono utilizzate in molti magazzini sia perché prodotte in eccesso sia perché molte aziende manifatturiere hanno chiuso. Attualmente abbiamo uno scarto tessile probabilmente utile per i prossimi 20 anni''.

Lato consumatore, invece, aggiunge Gaia, ''bisogna allungare il ciclo di vita dei capi, usandoli spesso e bene. Un tipo di parametro che non viene mai utilizzato per quanto riguarda l'impatto della sostenibilità di un capo è l'utilizzo che invece è molto importante''. Con il suo brand Gaia promuove la sostenibilità a 360 gradi e un approccio più critico ai consumi. Un impegno che l'ha portata a volere chiudere l'ecommerce durante il Black Friday per sostituire gli sconti con dei video racconti sui social per far conoscere, pezzo per pezzo, persona per persona, tutti i valori e collaboratori dell'impresa.

Il potenziale del riuso e riciclo dei materiali è enorme e i dati del possibile impatto sull'occupazione parlano chiaro: secondo dati Ue, nascono 35 nuovi posti di lavoro ogni 1.000 tonnellate di tessile raccolto per riutilizzo o per vendita di seconda mano. ''Se le aziende comprendono che lavorare con filati e materiali di giacenza responsabilizza anche i consumatori possiamo dar vita ad una vera e propria rivoluzione green”, conclude Gaia. “Abbiamo anche un compito educativo, soprattuto nell'era digitale che ci permette di parlare direttamente al nostro pubblico. Responsabilizzare noi stessi vuol dire responsabilizzare un intero mercato''.

Copyright © 2022 AdnKronos. All rights reserved.