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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 lug 2021
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In Asia-Pacifico, l'e-commerce rappresenterà il 18% del commercio al dettaglio entro il 2025

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 lug 2021

La crisi sanitaria sta cambiando le abitudini di consumo nella regione Asia-Pacifico. Mentre attualmente è il 12% delle vendite al dettaglio a perfezionarsi online, la quota di mercato dell'e-commerce in questa zona dovrebbe raggiungere il 18% entro il 2025, secondo l'ultimo barometro Global Data. Ciò indica che Internet è diventato il “canale di default” durante la pandemia.

L'Indonesia si è affermata negli ultimi anni come il motore della crescita dell'e-commerce nell'area - Shutterstock


Delle 6.000 persone intervistate nel secondo trimestre, in una fase di relativo miglioramento (da allora la situazione è nuovamente peggiorata, ndr.), il 60% si dichiara preoccupato per la propria salute contro il 56% del primo trimestre. Il 58% degli interpellati ha precisato di essere restio a recarsi negli spazi commerciali per paura di essere contagiato. Ciò rappresenta un leggero miglioramento rispetto ai dati ottenuti nel trimestre precedente. Miglioramento da attribuire alle campagne di vaccinazione di massa e al rallentamento poi osservato nella circolazione del virus.
 
“La percentuale di consumatori (85%) definitisi estremamente, quasi o leggermente preoccupati di recarsi nei negozi nel periodo marzo-maggio 2021 è diminuita dall'87% del primo trimestre, dimostrando che i negozi fisici hanno riacquistato la loro rilevanza nell’era post Covid-19”, per la specialista della vendita al dettaglio Ankita Roy. “Tuttavia, ci sarà un cambiamento generazionale nei format dei negozi fisici e i rivenditori dovranno effettuare forti investimenti tecnologici nei punti vendita per soddisfare la domanda dei consumatori”.

Un'altra realtà della zona Asia-Pacifico nel secondo trimestre è il telelavoro, o smart working, ancora praticato dal 65% degli intervistati. Una situazione che, con i limiti agli spostamenti, spinge l'87% del campione a continuare a passare più tempo su Internet. Inoltre il 66% di essi ha privilegiato i social network per continuare a comunicare con i propri parenti stretti. Questo, per Global Data, aiuterà ad accelerare ulteriormente la crescita locale delle vendite online, in un momento in cui i confini tra social network e marketplace sono sempre più labili.

I consumatori dell'Asia-Pacifico continuano a dimostrarsi preoccupati di potersi contagiare all'interno dei punti vendita - Shutterstock


Marketplace che, come sottolinea l'indagine, hanno accompagnato l'aumento delle vendite online durante la crisi attraverso il dispiegamento di nuove offerte tecnologiche, siano esse puramente funzionali o semplicemente legate all'esperienza di navigazione. “I dettaglianti e i mercati dell'e-commerce devono integrare iniziative basate sulle tecnologie nei loro siti Web per facilitare il percorso di acquisto per i clienti e ridurre il rischio di resi”, riassume Global Data.
 
La società esperta in analisi dati ha pubblicato pochi giorni fa uno studio dedicato all'e-commerce in India, che secondo lei peserà 120 miliardi di dollari entro il 2025. Un aumento del 18% rispetto ai livelli odierni reso possibile in particolare dalle abitudini adottate durante la fase iniziale della pandemia, ma anche dalle numerose chiusure di negozi fisici che hanno costellato il settore della vendita al dettaglio indiana dall'emergere della crisi sanitaria.

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