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Pubblicato il
14 nov 2013
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Immobili commerciali in Europa: investimenti in aumento, ma latitano le location premium

Pubblicato il
14 nov 2013

I volumi degli investimenti commerciali hanno raggiunto i 30 miliardi di euro nel secondo trimestre 2013, in progressione del 16% rispetto allo stesso periodo del 2012. Nello stesso tempo, la quota di esercizi commerciali sul totale degli investimenti è cresciuta del 24%. "La domanda degli investitori non è calata e solo la scarsità dell'offerta "prime" ha frenato il loro appetito", secondo BNP Paribas Real Estate, autore di uno studio condotto a livello europeo.

Il centro commerciale Aeroville (Francia) - Pixelformula


Ed è evidente a livello continentale il nuovo aumento dei canoni di locazione di posizioni premium sui sette mercati più importanti dell'Europa Occidentale (Parigi, Londra, Berlino, Francoforte, Amburgo, Monaco di Baviera e Madrid). Un incremento del 4% fra i secondi trimestri 2012 e 2013, per una media attuale di 6.553 euro al metro quadrato. "Nell'insieme, le aziende si trovano impegnate in una dinamica di maggiore concorrenza (calo dei consumi, consumatori sempre più esigenti, grande sviluppo del commercio elettronico)", si può leggere nello studio di BNP Paribas. "I locali commerciali restano tuttavia al centro della loro strategia, soprattutto per i marchi internazionali".

In Francia, gli investimenti in immobili commerciali sono leggermente aumentati nel 2° trimestre. Parigi registra risultati meno buoni della provincia, con una maggioranza delle transazioni inferiore ai 5 milioni di euro. "Le rare grandi operazioni concluse hanno tuttavia permesso a questo settore di evidenziare risultati solidi", sottolinea lo studio. "I centri commerciali regionali di qualità sembrano essere delle alternative attraenti per gli investitori".

In Germania, solo Monaco registra un calo degli investimenti. Nei centri-città, gli attori internazionali si mostrano sempre più presenti nelle trattative riguardanti delle location "premium". "Sotto l'effetto della scarsità di offerta e della quasi totale assenza di locali 'prime' vacanti, gli investitori fanno fatica a trovare degli immobili adatti", nota l'indagine.

Ma la Gran Bretagna rimane, per BNP Paribas, il mercato più "liquido", con una progressione significativa rilevata sull'anno. E se Londra è sempre così popolare, gli investitori si mostrano invece molto più attratti dai mercati regionali, "grazie a beni dai prezzi più ragionati e adeguati, che mostrano un buon potenziale in termini di gestione patrimoniale".

Nei Paesi nordici, gli investimenti sono cresciuti del 61% grazie a tre grandi operazioni avvenute alla fine del 2012. In confronto, l'inizio del 2013 evidenzia transazioni di minore entità, portando l'incremento al 31%. Nel resto dell'Europa Occidentale, l’attività rimane debole, e le crescite a tre cifre rilevate si basano su volumi bassi. "Pur offrendo prezzi speciali e un'offerta di beni di qualità più robusta, questi mercati sono più rischiosi e rimangono lontani da una vera ripresa".

Matthieu Guinebault (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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