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Iluna lancia il pizzo sostenibile

Pubblicato il
today 6 feb 2019
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Iluna Group, società fondata nel 1969 da Luigi Annovazzi e dal 1985, con l’acquisizione dello stabilimento Ondoli di Cuggiono (MI), specializzata nella produzione di pizzi elastici, ha presentato a Milano Unica le proprie creazioni di pizzo sostenibile certificato GRS.

Il pizzo sostenibile certificato GRS di Iluna

 
“Siamo conosciuti a livello mondiale come una tessitura di tendenza per il fashion, grazie alla nostra capacità di produrre, rigorosamente in Italia, non solo pizzi classici ma anche per l’athleisure e il beachwear, utilizzando filati europei di alta qualità”, ha raccontato a FashionNetwork.com Federica Annovazzi, Direttore Creativo di Iluna. “Da qualche anno ci stiamo impegnando in ottica sostenibile, prima con la produzione di pizzi riciclati, con cui ora riusciamo a realizzare abiti completi, e oggi con il lancio di una vera e propria linea Green Label, che utilizza ingredienti responsabili tra cui i filati stretch Roica Eco-Smart”.
 
Iluna Group è stato il primo produttore di pizzi a ricevere, nel settembre 2018, la certificazione GRS (Global Recycled Standard) per i prodotti trasformati, così come la certificazione STeP (Sustainable Textile Production by Oeko – Tex) a livello aziendale. “Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto questa certificazione, che riguarda non solo la nostra filiera legata al pizzo, ma anche, ad esempio, le tinture”, ha precisato Annovazzi.

Oltre a una supply chain totalmente tracciabile, la società è costantemente impegnata nella ricerca di macchinari e tecnologie basati su standard certificabili. Lo scorso anno, il gruppo è stato insignito dell’Interfeel Award per la categoria Sostenibilità a Interfilière Shanghai.
 
A livello commerciale, Iluna, che produce anche calze, ha una clientela internazionale un po’ in tutto il mondo e in tutti i comparti del fashion. “Tra i nostri principali clienti vi sono i brand cinesi di intimo alto di gamma, che si sentono tutelati dalla qualità e dal design made in Italy”, ha concluso Federica Annovazzi. “In Europa, i Paesi di riferimento sono, oltre all’Italia, Francia, Germania, Svizzera, Austria e i Paesi dell’Est”. A livello internazionale la società ha sedi in America, Asia e in Polonia.
 
Il gruppo, che realizza circa il 30% del proprio fatturato in Italia, ha chiuso il 2018 con giro d’affari di quasi 14,5 milioni di euro, in leggera flessione rispetto ai circa 16,1 milioni del 2017.

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