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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 gen 2017
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Il Salon International de la Lingerie ha ritrovato energia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 gen 2017

Una buona edizione: questa è l'opinione condivisa dalla maggioranza degli espositori dell'ultimo Salon International de la Lingerie, chiusosi lunedì 23 gennaio. L'appuntamento parigino dell'intimo e del beachwear è riuscito a ritrovare una dinamica positiva, dopo diverse stagioni deprimenti ad immagine e somiglianza di un mercato stagnante. L'organizzazione non comunica cifre precise sulle presenze, ma comunque si sa che esse sono aumentate, trascinate soprattutto dal contingente estero.

I visitatori esteri sono stati numerosi in questa stagione al Salon International de la Lingerie - SIL - Salon International de la LIngerie


La proporzione dei visitatori stranieri è passata infatti dal 60% al 64% in questa edizione 2017, soprattutto grazie a tre Paesi: il Giappone, i cui buyer avevano accuratamente evitato Parigi lo scorso anno dopo gli attentati, la Russia, che torna nella top 10 dei Paesi presenti, e infine gli Stati Uniti.

Meno bene sono però andati altri due stati: il Regno Unito, che ha visto diminuire del 6% il numero dei suoi rappresentanti, ma soprattutto la Francia, e più in particolare i dettaglianti di provincia. "Il secondo weekend dei saldi ha forse contribuito a questa diminuzione", spiega Taya de Reyniès, responsabile del polo lingerie di Eurovet, la società organizzatrice.

A parte i profili dei marchi orientati verso il mercato interno, molti espositori hanno affermato di aver “fatto il pieno” in questa fiera. “Il sabato e la domenica sono state due giornate molto intense, e anche se il lunedì è stato più calmo, abbiamo lavorato molto bene", commentavano da Anita. E' stato un buon salone, con in particolare il ritorno di giapponesi e statunitensi al nostro stand. L'umore è stato positivo, con buyer molto aperti e curiosi", aggiungevano poco più lontano da Maison Close.

Gli stand dei marchi più importanti non sono stati certo vuoti, ma più soddisfazioni come numero di visite le hanno avute i marchi più piccoli, in particolare quelli del nuovo spazio creativo 'Uncover'. Un universo che ha permesso ai propri espositori di realizzare molti contatti, e che ha visto la presenza di nuovi tipi di buyer, dal profilo più fashion. Il suo principio sarà dunque esteso al prossimo salone estivo di Eurovet, Mode City.

“Abbiamo trovato in fiera un'energia che non percepivamo da anni”, ha aggiunto Taya de Reyniès. “Per noi è un segnale di ripresa, anche se il contesto economico è sempre difficile, naturalmente. I brand si sono presi più rischi, hanno presentato dei nuovi concept, delle collezioni percepite come più creative dai visitatori. E hanno anche ritrovato uno spirito di comunità", si rallegra la responsabile della fiera francese.

Anaïs Lerévérend (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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