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Pubblicato il
21 ago 2022
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Il retail traina Prada a +22% nel primo semestre

Pubblicato il
21 ago 2022

Il gruppo Prada ha registrato nel primo semestre del 2022 ricavi pari a 1,9 miliardi di euro, in salita del 22% rispetto allo scorso anno, grazie soprattutto alle ottime performance delle vendite retail (1,678 miliardi di euro), che nel periodo hanno messo a segno un +26% rispetto al primo semestre 2021 e un +38% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Il margine lordo si è attestato al 77,7% e l’ EBITDA rettificato al 17,4%.
 

Prada - menswear - PE 2023


“Nei primi sei mesi del 2022, il Gruppo Prada è cresciuto sia in termini di ricavi, sia di margini, continuando a investire in creatività, know-how industriale e innovazione di prodotto, con una prospettiva di sviluppo di lungo periodo. La sostenibilità è al centro di tutte le nostre attività; vogliamo che le nostre scelte siano coerenti con la nostra identità e ci consentano di attrarre e ispirare i consumatori”, ha detto commentando i risultati l’AD Patrizio Bertelli. “Grazie alla nostra presenza globale e distribuzione geografica delle vendite, abbiamo più che compensato l’impatto derivante dai lockdown in Cina e dalle sanzioni alla Russia, dove il Gruppo continua a supportare il proprio personale nonostante la chiusura dei negozi. I risultati di luglio rimangono molto positivi, ma il panorama politico ed economico internazionale è decisamente incerto e ci induce a essere cauti. Tuttavia, continuiamo ad eseguire la nostra strategia con sicurezza, per sfruttare appieno il potenziale dei nostri marchi. Siamo fiduciosi di raggiungere gli obiettivi finanziari e operativi di medio termine che ci siamo prefissati”.
 
Se il retail con la sua crescita a doppia cifra è arrivato a rappresentare il 90% delle vendite, il canale wholesale, oggetto di una razionalizzazione da parte della società, ha perso il -3% su base annua e il -39% rispetto a tre anni fa.

Per quanto riguarda i diversi marchi del gruppo, Prada ha registrato una crescita del 28% sullo scorso anno e del 46% rispetto al 2019, mentre Miu Miu ha messo a segno un +14% sul 2021, superando i livelli pre-Covid.
 
Su base geografica, a causa delle chiusure dei punti vendita diretti in Cina a causa dei lockdown, l’Asia Pacifico ha conosciuto una flessione del -7% sullo scorso anno, con Corea e Sud Est Asiatico che hanno compensato le perdite del mercato cinese. L’Europa ha registrato una forte crescita del +89% grazie ai consumi locali e al ritorno dei flussi turistici a partire dal secondo trimestre del 2022. Le vendite in America hanno realizzato un incremento del +41%, mentre il Giappone ha chiuso il periodo in salita del 28%. Bene anche il Medio Oriente, cresciuto del 24%.

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