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11 feb 2021
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Il Pil italiano crescerà del 3,4% nel 2021

Di
Ansa
Pubblicato il
11 feb 2021

Il Pil italiano, crollato meno del previsto a -8,8% nel 2020, crescerà del 3,4% nel 2021 "a causa del riporto negativo del quarto trimestre 2020 e la partenza debole di quest'anno". Lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche d'inverno che tagliano il rimbalzo stimato in autunno visti i dati migliori del 2020.

Il commissario Ue all'economia, Paolo Gentiloni


"Passo simile nel 2022 (+3,5%) sulla base dello slancio guadagnato nella seconda metà dell'anno e della continua ripresa del settore servizi", ma il Pil "non tornerà ai livelli del 2019 entro il 2022". Le stime, però, non includono le misure del Next Generation EU che avrà un "considerevole" effetto di rialzo.

Nonostante l'Europa resti "nella morsa della pandemia" con la nuova ondata e le varianti che hanno costretto a nuove misure di contenimento, la Commissione Ue vede "luce alla fine del tunnel" grazie all'avvio dei programmi di vaccinazione che "danno motivo per un cauto ottimismo". Bruxelles stima una crescita del +3,8% nel 2021 e 2022, sottolineando che ci si attende di tornare ai livelli pre-pandemia "prima di quanto previsto dalle stime dell' autunno", soprattutto grazie ad uno slancio più forte del previsto nella seconda metà del 2021 e nel 2022. I rischi, anche se "più bilanciati, restano comunque alti".

La Commissione precisa che l'impatto del Next Generation Eu non è stato incluso nelle stime, che potrebbero quindi aumentare visto che il nuovo strumento "alimenterà una ripresa più forte". Dopo un avvio d'anno segnato da nuove misure di contenimento, nel primo trimestre il Pil si contrarrà ancora, ma la crescita "dovrebbe riprendere in primavera e acquisire slancio in estate, con il progresso delle vaccinazioni e l'allentamento delle misure di contenimento". Bruxelles sottolinea però che "l'impatto economico della pandemia rimane disomogeneo tra gli Stati membri e anche la velocità della ripresa varierà in modo significativo".

"Visto che la recessione nel 2020 non è stata profonda come previsto, e grazie ai vaccini, ci si attende che la Ue raggiunga i livelli di crescita pre-pandemia che aveva nel quarto trimestre 2019, già nel secondo trimestre del 2022, prima di quanto previsto lo scorso autunno. Ma uno su quattro avrà bisogno di più tempo. Inoltre, nessuno Stato membro tornerà nel 2022 alle proiezioni di crescita che aveva prima della crisi", ha detto il commissario all'economia, Paolo Gentiloni.

Con il Recovery "siamo di fronte a una potenzialità di crescita molto importante, quindi è centrale che il governo che si formerà vada nella direzione giusta. Ho piena fiducia che l'esperienza, le idee e le capacità del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, possano dare un contributo a un governo efficiente ed europeista", aggiunge Gentiloni rispondendo a una domanda sull'Italia. 

"In autunno avevamo previsto che il Recovery fund potrebbe avere un impatto sul Pil del 2% negli anni in cui sarà operativo. Gli Stati che hanno un Pil pro-capite sotto la media Ue avranno la spinta più forte. Considerando uno stimolo di sei anni, il livello del Pil 2021-2026 potrebbe essere più alto del 3%-3,5% rispetto a uno scenario senza Recovery", dice Gentiloni.

Con il Recovery "siamo di fronte a una potenzialità di crescita molto importante, quindi è molto importante che il governo che si formerà vada nella direzione giusta. Ho piena fiducia che l'esperienza, le idee e le capacità del presidente del Consiglio incaricato possano dare un contributo a un governo efficiente ed europeista", ha detto Gentiloni rispondendo a una domanda sull'Italia. 

Le previsioni economiche saranno poi alla base della discussione durante l'Eurogruppo lunedì 15 febbraio.

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