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13 ott 2020
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Il nuovo 'Rinascimento' della cosmetica italiana

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Ansa
Pubblicato il
13 ott 2020

Nel 2019, prima dell'emergenza, la cosmesi Made in Italy aveva raggiunto un fatturato di 12 miliardi di euro. La pandemia avuto un impatto importante su una parte del settore, provocando una flessione del fatturato stimata attorno agli 11,6 punti percentuali. A condizionare questo risultato è stato il mercato interno, che perde il 9,3%, ma soprattutto l'export, che segna un calo del -15%: "con ogni probabilità", dunque, il 2020 si chiuderà a 10,5 miliardi di euro.

Renato Ancorotti


A illustrare i numeri del settore è stato il presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti, nel suo discorso introduttivo all'assemblea pubblica 'Un'industria che fa bene al Paese. La resilienza del comparto cosmetico nazionale: un nuovo paradigma per il rilancio del settore'.

"Nel leggere questi dati caratterizzati da un segno negativo”, ha commentato Ancorotti, “dobbiamo innanzitutto comprendere le difficoltà che le nostre aziende hanno affrontato: dal lockdown alla chiusura di molti esercizi distributivi, dalle tensioni sui mercati esteri e nel reperire le materie prime al cambiamento delle abitudini di acquisto".

Per il presidente degli industriali del beauty, tuttavia, "queste stime, fortunatamente ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati solo pochi mesi fa, testimoniano la decisiva capacità di reazione del nostro settore che, in un contesto di crisi, dà prova di solidità, capacità imprenditoriale e resilienza". Dunque, l'assemblea di quest'anno, per la prima volta trasmessa in streaming, "è ancora più importante, perché vuole segnare, simbolicamente, un nuovo inizio. Siamo pronti per un nuovo Rinascimento. Con responsabilità e con prudenza, ma anche con decisione, ripartiamo".

L'industria della bellezza si dice pronta ad affrontare con determinazione le sfide del futuro, come digitalizzazione e e-commerce, ma senza dimenticare l'importanza delle fiere fisiche. "Le 'fiere smart' sono una misura ponte in vista della ripartenza delle iniziative in presenza che ci auguriamo possa avvenire nel 2021", ha auspicato l'ambasciatore Lorenzo Angeloni, direttore generale per la promozione del Sistema Paese Maeci.

La prossima edizione di Cosmoprof prevista a marzo 2021 "immaginiamo dovrà essere inevitabilmente una manifestazione fisica, tutti i nostri partner ci confermano che c'è bisogna di fiere in presenza, perché i prodotti vanno visti e sentiti e gli scambi tra le persone sono importanti", ha detto Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere Cosmoprof. Alla domanda se dunque l'appuntamento dedicato al beauty sarà un 'mix tra fisico e digitale', Calzolari ha risposto: "Nei nostri piani l'uno dovrà rafforzare l'altro. È necessario capire cosa succederà nel mondo, però sicuramente arricchiremo la nostra manifestazione con le esperienze che abbiamo fatto sul digitale e online. Una componente che anche in futuro ci aiuterà ad essere più competitivi e internazionali".

Sul fronte degli sostegno alle imprese, "bene i fondi Simest per l'internazionalizzazione. Le richieste sono state superiori al fondo e adesso noi abbiamo chiesto di continuare a erogarli", ha commentato il vice presidente di Confindustria Barbara Beltrame. "Il comparto della cosmetica rappresenta un'eccellenza del Made in Italy e non tutti sanno che il 55% della produzione mondiale di make up è fatto in Italia. Un primato che ci rende particolarmente orgogliosi", ha proseguito Beltrame.

Importanti anche le opportunità offerte dall'economia circolare. Per il presidente di Federchimica Paolo Lamberti, "in Europa con il New Green Deal la sostenibilità sarà centrale nelle strategie delle istituzioni. L'industria chimica e l'industria beauty dimostrano di essere all'avanguardia. Essere sostenibili vuol dire poter offrire occasioni di lavoro qualificato alle nuove generazioni e quindi contribuire allo sviluppo del Paese".

Alla tavola rotonda organizzata da Cosmetica Italia ha partecipato anche il presidente di Ice-Agenzia, Carlo Maria Ferro, che ha sottolineato: "L'intero sistema Paese è in movimento, il patto per l'export è un grande disegno. Come Ice abbiamo messo in campo 14 nuove iniziative, tra queste una molto importante per il settore della cosmetica riguarda il digitale, con l'evento WeCosmoprof che ha coinvolto 3 mila espositori e 40 mila aziende". Sul fronte e-commerce "durante la pandemia”, ha sottolineato Ferro, “le vendite della cosmetica su questo canale sono aumentate del 39%. Ice sta mettendo a disposizione sui padiglioni Made in Italy lo spazio per le aziende italiane su 34 market place in 16 Paesi".

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