Il “no fur” di Gaultier: le reazioni di Peta e IFF

Come prevedibile, la decisione di Jean-Paul Gaultier di non utilizzare più la pelliccia animale nelle sue creazioni, annunciata sabato 10 novembre durante il programma televisivo Bonsoir! dell’emittente francese Canal +, ha scatenato reazioni contrastanti da parte dei diversi attori coinvolti.

IFF
 
Da un lato la Peta ha accolto con grande soddisfazione la notizia, ricordando le diverse “battaglie” portante avanti negli anni nei confronti della maison e del suo utilizzo delle pellicce animali. In particolare, nel 2002 un’attivista dell’organizzazione era stata buttata fuori dalla sfilata di Jean Paul Gaultier durante la Fashion Week, mentre nel 2006, il Presidente di Peta Ingrid Newkirk, il Vice Presidente Dan Mathews e altri membri erano stati arrestati dopo aver occupato la boutique parigina di Gaultier.
 
Di tutt’altro tenore, ovviamente, la reazione di Mark Oaten, CEO di IFF (International Fur Federation), che ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Jean-Paul è poco coerente a descrivere la pelliccia come deplorevole, avendo lavorato e venduto pellicce per anni, mi chiedo perché all’improvviso questo cambio di opinione. (…) Dovrebbe rivalutare il ruolo della pelliccia, quale materiale naturale e sostenibile e totalmente biodegradabile, a differenza dell’alternativa fake che è in plastica con un forte impatto ambientale”.
 
Oaten ha inoltre aggiunto: “Per quanto riguarda Peta, che afferma che gli animali vengono massacrati – questa è una falsa notizia e una totale assurdità – dovrebbe ritirare questa accusa”.
 
A quanto pare, la diatriba tra gli animalisti che accusano di crudeltà i produttori di pelliccia e questi ultimi, che invece sostengono con forza la maggiore sostenibilità in termini ambientali delle pellicce vere rispetto a quelle definite ecologiche, non è destinata a placarsi in tempi brevi.

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