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10 nov 2021
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Il ministro dell'economia Franco conferma gli impegni del Pnrr per il 2021

Di
Ansa
Pubblicato il
10 nov 2021

Gli impegni che l'Italia ha preso nel suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il 2021 saranno rispettati. Il ministro dell'Economia Daniele Franco, al termine di un Ecofin che vede sul tavolo anche i piani nazionali del Next Generation Ue, torna a ribadire che il governo Draghi, sui 'milestones' (obiettivi qualitativi) e i target (obiettivi quantitativi) non resterà indietro. Al momento ne mancano 23 sui 51 prefissati ma, assicura il titolare del Mef, "tutto il governo è in prima linea nel monitoraggio" dei progetti.

Il ministro Franco - Ansa


E Roma non starà certamente a guardare neppure nel dibattito, appena iniziato, sulla revisione del Patto di Stabilità. La riduzione del debito non si discute, ma non deve costringere i Paesi membri alla recessione, è il concetto rimarcato da Franco che torna anche sul dossier Mes: l'impegno del governo è che la ratifica avvenga "nei tempi programmati", ovvero entro l'anno. A Bruxelles i ministri Ue si ritrovano di fatto di fronte ad un percorso di ripresa economica. Con due incognite, tuttavia, all'orizzonte. La rapida risalita dei contagi nel vecchio continente e l'inflazione, a cominciare da quella dei prezzi dell'energia.

Alla riunione, spiega Franco, sono emersi "una forte preoccupazione e un significativo allarme" sull'andamento della curva dei contagi e sui possibili effetti sulla ripresa. Elementi che anche le previsioni economiche della commissione Ue potrebbero tenere in considerazione. Al momento, aggiunge Franco, la crescita dell'eurozona sarà superiore al 4%. L' area ha recuperato i livelli pre-crisi come Pil ma non come occupazione".

Il caro-bollette è l'altra incognita che, da qui al summit dei leader Ue di dicembre, animerà un'Europa che non riesce a colmare le sue divisioni. La scommessa, su cui tutti - dal vice presidente della commissione Dombrovskis alla Bce - sono tutti d'accordo, è che dopo un picco a fine anno, i prezzi dell'energia scenderanno così come calerà, in generale, l'inflazione. "Ma vediamo con quale rapidità", avverte Franco nel giorno in cui la presidente della commissione Ursula von der Leyen rilancia la proposta di stock di gas comuni per calmierare i prezzi. E Von der Leyen torna a ribadire, da un lato l'inevitabilità delle rinnovabili per un'autonomia energetica dell'Ue e, dall'altro, la crucialità di nucleare e gas nel periodo di transizione. C'è chi, come la Spagna, tuttavia punta a interventi concreti il prima possibile. "Bisogna che siano messe in campo proposte che vadano oltre le misure nazionali", insiste la ministra Nadia Calvino.

Se sul dossier energia l'accordo non è vicino, sulla revisione della governance economica l'intesa non è neppure all'orizzonte. I 'falchi' del Nord hanno già issato una trincea contro qualsiasi modifica delle regole laddove Italia, Spagna e Francia - nell'attesa di vedere chi sarà il ministro delle Finanze del nuovo governo tedesco - reputano non percorribile il ritorno, nel 2023, allo status quo pre-Covid. Sulla riduzione del debito non si discute ma il tema, spiega Franco, è il ritmo con il quale va ridotto. Un ritmo "che se porta un Paese alla recessione" non fa l'interesse né dei cittadini né dei Paesi Ue, osserva il titolare del Mef sottolineando come siano opportune regole "non pro-cicliche" e "compatibili con gli elevati investimenti" necessari per la transizione ecologica.

Nel frattempo, per l'Italia la priorità è mantenere il cronoprogramma del Pnrr. Mario Draghi nomina l'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu a capo del tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, al quale partecipano anche parti sociali, enti locali e Regioni. Correre sul Recovery, per il governo, è l'architrave di una ripresa che - spiega Franco - nel secondo e terzo trimestre è stata superiore alle attese. "L'ultimo trimestre sarà meno forte ma chiuderemo l'anno comunque sopra il 6,1%, vediamo quanto sopra", sottolinea il numero di via XX Settembre.

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