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Il marchio Vanity Fair vuole ritagliarsi uno spazio nel mercato europeo della lingerie

Pubblicato il
today 16 dic 2013
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Vanity Fair, il brand, entra sul mercato europeo della lingerie nel 2014. Già dotato di una filiale europea, che sviluppa i marchi Lou, Variance e Bestform, il gruppo americano Vanity Fair Brands non sfruttava la sua griffe omonima da questo lato dell'Atlantico. Ma di fronte alle grandi differenze di gusti e abitudini tra le richieste europee e americane in materia di biancheria intima, non si tratta di implementare il marchio lanciato nel 1919, ma bensì di lanciare un nuovo brand guidato dalla filiale europea, e basato tra Parigi e Barcellona.

Foto e slogan pubblicitario per il lancio europeo di Vanity Fair nell'autunno-inverno 2014.


Del resto è a Parigi che i team creativi disegnano le prime collezioni Vanity Fair Lingerie. Un nuovo marchio globale con un nome di grandissima popolarità per la filiale europea, che nello stesso tempo – va ricordato – ha chiuso tre marchi spagnoli limitati dall'essere troppo "locali": Belcor, Intima Cherry e Gemma.

Per evitare di fare confusione con la rivista, totalmente estranea alla storia del marchio americano, Vanity Fair aggiungerà la scritta "Lingerie since 1919". Un modo per rendere visibili la perizia e il know-how che il marchio possiede, su un mercato che ancora non lo conosce. Un intimo pensato per essere complice delle donne, ideato appunto per il mondo femminile e non maschile, con lo slogan "And woman created beauty". Come il marchio americano, conosciuto in particolar modo per i suoi capi “invisibili”, la sua declinazione europea gioca la carta del comfort, ma per meglio rispondere alla domanda europea vi aggiunge una dimensione stilistica più marcata e va a posizionarsi un poco al di sopra come prezzi, nel medio di gamma (da 56 a 90 euro il completo).

Il principio alla base di Vanity Fair in versione europea: sposare estetica e comfort ed offrirle a tutte le donne. Pur con un target di riferimento principale nelle 30-50enni, il marchio vuole comunque rivolgersi al maggior numero possibile di donne, senza alcuna esclusione. "Spesso, le donne con seni grandi sono attirate dal modello di reggiseno esposto per primo, il B, e quando vanno a cercare la loro taglia sono deluse e non ne riconoscono nemmeno l'aspetto originario", spiega Nicolas Torloting, direttore generale di VFB Europe. Per superare questo senso di frustrazione, il marchio proporrà dei reggiseni studiati per mantenere una forma e uno stile quasi identici, dalla coppa A alla coppa G.

Foto di uno dei prodotti della linea di capi basic di Vanity Fair, autunno-inverno 2014.


L'offerta, che sarà lanciata in grande stile durante il prossimo salone internazionale della lingerie, comprende cinque linee, molte delle quali verranno riproposte nel tempo, in quanto VFL punta a farle diventare dei classici. "Il dizionario delle forme, i diversi effetti delle scollature, sia valorizzanti che coprenti, saranno dei parametri di riferimento invariabili. La gamma sarà ravvivata ogni stagione da novità nei materiali e da nuovi colori", spiega Corinne Poddevin, direttrice marketing Europa.

In aggiunta a questi mini-temi, pizzi, capi invisibili, guaine e stampati, Vanity Fair Lingerie proporrà una linea di "Vanities". Un'offerta complementare di short e mutandine in microfibre invisibili declinate in ogni stagione sulla base della gamma di colori della collezione principale. Queste saranno offerte in maniera mirata alla distribuzione selettiva, con un packaging e un merchandising speciali, per un prezzo finale al pubblico piuttosto appetitoso: nove euro al pezzo.

Anaïs Lerévérend (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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