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6 mar 2011
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Il 'Made in Italy' debutta in Palestina: prima sfilata a Ramallah

Pubblicato il
6 mar 2011

L'eleganza, le linee, il gusto italiano che sposano i colori e i drappeggi della tradizione palestinese, l'abbraccio fra Oriente e Occidente, l'incontro di culture lontane. E' l'alta moda 'made in Italy' di Jamal Taslaq protagonista il 4 sera della prima sfilata internazionale di moda organizzata nei Territori palestinesi. Lo stilista, italiano di adozione ma di origini palestinesi, ha portato sulle passerelle dell'Hotel Movenpick di Ramallah alcune delle sue creazioni e presentato in anteprima la nuova collezione.



A sfilare - indossati da modelle italiane - abiti da sera impreziositi da ricami e pietre, vestiti ispirati ai colori caldi della terra di Palestina o alle tinte sgargianti dell'Oriente, tailleur neri con collo e polsi che richiamano il tessuto della kefya palestinese o con grandi fiori in stoffa a rilievo. E infine - fra gli applausi del pubblico numerosissimo - una indossatrice palestinese ha portato in passerella, 'uscendo' da un enorme tricolore italiano, un abito ispirato ai colori della bandiera palestinese, con un'acconciatura fatta di rami di ulivo, simbolo di questa terra e al tempo stesso di pace.

L'evento è stato promosso dal ministero della Cultura palestinese e dal Consolato italiano a Ramallah, sponsorizzato da Mercedes Benz e dal Movenpick Hotel, primo 5 stelle inaugurato in quest'area qualche mese fa.

Una serata carica di emozioni per lo stilista, che in passato ha vestito clienti Vip internazionali, quali Sharon Stone, o italiane come Patty Pravo. "Per me questa sera è stato al tempo stesso un punto di partenza e di arrivo - ha detto Taslaq all'ADNKRONOS - perche' sono nato e cresciuto in questo paese e partito da qui oltre 20 anni fa e oggi sono tornato qui a sfilare per la mia gente, per mia madre e la mia famiglia e per tutti i palestinesi che hanno sentito parlare di me ma non hanno mai visto i miei abiti. Questa sera mi sono sentito a casa due volte portando l'Italia nella mia patria di origine".

"Sin da piccolo - ha raccontato Jamal Taslaq - nella mia terra piena di colori sognavo la moda italiana. Sono riuscito a studiarla, apprendendo la raffinatezza, le linee, l'eleganza e la cultura del vostro Paese che ho fuso ai colori, ai tessuti e i ricami della tradizione artigianale mediorientale". L'idea di far sfilare una modella con il tricolore sullo sfondo e un abito-bandiera palestinese "è stato un ringraziamento all'Italia, Paese ricco di arte, cultura e grande cuore, che mi ha permesso di studiare. E un omaggio alla mia terra. Con l'acconciatura con i rami di ulivo - ha spiegato - ho voluto ricordare l'albero simbolo della Palestina e di tutto il Mediteranneo, l'ulivo che con il suo olio ci rende cosi' calorosi e ci dà voglia di vivere, e l'ulivo simbolo e auspicio di pace per la nostra terra".

Infine, la nuova collezione, eleganti tailleur pantalone e abiti, "tutta giocata sul contrasto bianco-nero - ha detto ancora Taslaq - il primo simbolo di purezza, pace, luce e infinito, il secondo di buio, eleganza, ma anche di limite e confine, quei confini e frontiere che ancora bloccano il mio popolo. Dunque ho voluto rappresentare il contrasto tra la pace e il buio del conflitto che segna la vita dei palestinesi".

"La moda è parte della cultura - ha commentato il ministro della Cultura palestinese, signora Siham Barghouthi - ed è estro creativo al pari di altre forme artistiche. L'evento di questa sera e' molto importante per noi, ed è la prima sfilata a livello internazionale nei Territori. Un fatto significativo - ha sttolineato - perché vivendo in situazioni non sempre facili, la moda non è mai stata considerata o valorizzata".

"Stasera abbiamo avuto un'inizitiva che penso sarà da apripista per altri eventi di respiro internazionale. Cosi' come l'Italia ha offerto a Jamal l'opportunità di studiare e diventare uno stilista apprezzato - ha concluso il ministro - sono orgogliosa di avergli offerto l'occasione di sfilare per la sua gente". "Credo che questo evento, molto ben accolto dalla comunità di Ramallah - ha detto il Console italiano a Gerusalemme Luciano Pezzotto - sia stata una perfetta combinazione dell'amicizia fra Italia e Palestina, con un palestinese che vive in Italia e modelle italiane che vengono a sfilare qui".

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