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Pubblicato il
13 dic 2012
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Il lusso francese scommette sulla Turchia

Di
Ansa
Pubblicato il
13 dic 2012

Le Maison del lusso francese sbarcano in Turchia. E lo fanno con un'iniziativa insolita: partecipando all'organizzazione di una mostra all'Istanbul Modern, il grande museo d'arte contemporanea affacciato sul Bosforo, dal 16 gennaio al 16 maggio prossimi, e di un Festival del lusso dal 16 al 22 gennaio.

Tra i promotori dell'iniziativa c'é il Comité Colbert, la massima istituzione del lusso transalpino fondata nel 1954. Oggi, il Comité Colbert raggruppa 75 firme del lusso Made in France, tra cui Louis Vuitton, Cartier, Hermes, Baccarat, Chanel, Dior e Lacoste.

''E' importante mostrare che il settore del lusso in Francia è un settore di creazione - spiega all'Ansa Elisabeth Ponsolle, amministratore delegato del Comité Colbert -. C'é uno stretto legame tra il processo di creazione delle grandi firme e quello degli artisti''.

L'iniziativa, prosegue Elisabeth Ponsolle, si inserisce all'interno della strategia internazionale dei marchi francesi di dirigersi, anche organizzando eventi, verso le grandi economie emergenti, dove c'e' una crescita forte, come Cina, India, Russia, Medioriente, Brasile o appunto Turchia.

''Francia e Turchia sono storicamente legate, fin dal Medioevo, e oggi il Comité Colbert vuole proseguire questa collaborazione parlando della storia comune tra i due Paesi, ma anche della modernità che ci unisce: questo è il tema della mostra che presentiamo all'Istanbul Modern e anche quello del Festival Colbert, un percorso nel cuore della modernità del lusso francese''.

La mostra all'Istanbul Modern, dal titolo 'Modernità? Prospettive di Turchia e Francia' presenta le opere di artisti contemporanei francesi (tra cui Pierre Huyghe e Chris Marker) e turchi come Sarkis. ''Partecipando alla vita culturale di Istanbul, il settore del lusso ha una responsabilità nella società - osserva la Ponsolle -. E' un attore della diversità culturale e rende omaggio al dinamismo della scena artistica turca''.

Inoltre, dal 16 al 22 gennaio, 26 case di moda associate al Comitato propongono al pubblico istanbuliota una loro lettura della modernità attraverso alcuni progetti in collaborazione con gli artisti, tra installazioni e creazioni ad-hoc, seguendo un percorso che va dal centro commerciale del lusso, Istinye Park, al quartiere di Nisantasi, dove si trovano le maggiori griffe.

Secondo gli organizzatori, Istanbul è il grande polo del lusso in Turchia ed è un mercato molto promettente per il settore e in forte espansione anche se rappresenta solo il 2% del fatturato complessivo realizzato dall'export delle Maison affiliate al Comitato (che è di circa 31 miliardi di euro). Le griffe francesi hanno tuttavia registrato un aumento delle vendite negli ultimi cinque anni del 30%.

''Istanbul - conclude la Ponsolle - svolge un ruolo regionale sempre più importante, attirando la clientela del Golfo, dopo Beirut, oltre ai consumatori con un grande potere d'acquisto delle vicine ex repubbliche sovietiche''.

L'iniziativa del Comité Colbert ha il sostegno del governo francese: all'inaugurazione, il prossimo 15 gennaio, sarà presente anche la ministra del commercio estero, Nicole Bricq.

I rapporti tra Parigi e Ankara sembrano dunque migliorare, dopo anni di rapporti tesissimi con l'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, duramente opposto all'adesione della Turchia all'Unione Europea, e promotore di una legge sul riconoscimento del genocidio degli armeni, osteggiata dal governo turco.

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