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Gianluca Bolelli
Pubblicato il
31 ago 2022
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Il latte, una fibra tessile del futuro?

Di
AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
31 ago 2022

Indossare una gonna fatta di fibra di latte. L'idea può sembrare assurda, eppure il latte è davvero un materiale del futuro. Dopo Germania e Italia, anche la Francia sta lavorando allo sviluppo di questa fibra biodegradabile, oggetto di una prima collezione moda firmata Mossi Traoré.

DR


Innovare per rispondere all'emergenza climatica. Questa è una delle sfide con cui l'industria della moda si deve confrontare da diversi anni. E se l'usato, il riciclaggio, il noleggio di vestiti e la riparazione appaiono come valide alternative, l’eco-sostenibilità deve passare anche attraverso lo sviluppo di nuovi materiali più responsabili.

Di conseguenza, da qualche anno si stanno scoprendo nuove fibre del tutto inaspettate, come la ragnatela in alternativa alla seta, il fungo come nuovo materiale simile alla pelle, o il tarassaco, detto anche dente di leone, come gomma di nuova generazione. Il Centro Nazionale Interprofessionale per l'Economia Lattiero-casearia (CNIEL) e il Centro Europeo per i Tessuti Innovativi (CETI) stanno lavorando allo sviluppo di un materiale ancora più sorprendente, sebbene più accessibile, la fibra di latte, che potrebbe essere ricavata da quelle tonnellate di latte inadatto al consumo che vengono sprecate ogni anno in Francia.

Una scoperta che risale a 90 anni fa

Sebbene non sia (ancora) moneta corrente nell’universo della moda, in realtà la fibra di latte non è certo una delle ultime innovazioni nel campo delle fibre tessili. Dopo vari tentativi infruttuosi in Europa, fu negli anni '30 che un chimico e ingegnere italiano (Antonio Ferretti) riuscì per la prima volta a creare una fibra di caseina, la proteina del latte, nell’intento di sostituirla alla lana. Una scoperta importante, che non avrà però un seguito a causa dell'impatto ambientale delle sostanze chimiche utilizzate nella sua fabbricazione e della scarsa resistenza all’usura della fibra. Paradossalmente, è proprio per affrontare le questioni ambientali che oggi si (ri)parla di questa fibra come materiale del futuro...

L'idea si è concretizzata negli anni ‘10 del 2000 grazie a due aziende, una tedesca, l'altra italiana, che hanno migliorato il processo produttivo per trasformare nel modo più pulito possibile il latte scaduto, o il latte non idoneo al consumo, in tessuto naturale e biodegradabile. Le aziende Qmilch GmbH e DueDiLatte sono oggi tra le pioniere in questo campo e possono vantarsi di produrre una fibra naturale ed etica che risponde a una doppia sfida: lo spreco e lo sviluppo di un materiale più sostenibile.

La Francia potrebbe diventare il terzo Paese a sviluppare questa materia prima, mettendo la parola fine ai 7,4 milioni di litri di latte che ogni anno vengono buttati via.

La moda impegnata ed etica di Mossi Traoré

Alcuni marchi stanno già utilizzando la fibra di latte per concepire capi di abbigliamento o lingerie, come il marchio di homewear Germaine des Prés, che offre slip e babydoll in cotone derivati dal latte. Ma non si tratta ancora di una produzione su larga scala.


Tutto potrebbe cambiare grazie all’impulso dello stilista Mossi Traoré, a capo della label Mossi. Quest'ultimo ha appena presentato sui propri canali social le prime silhouette della sua prossima capsule collection in… fibra di latte. Una sfida raccolta grazie al lavoro con il CETI e lo CNIEL, e un tessuto che (per il momento) non proviene dalla Francia, ma dall'Italia.

Sul suo account Instagram, il designer ripercorre punto per punto il processo di trasformazione del latte in fibra tessile, spiegando che è necessario innanzitutto isolare la famosa caseina, prima di aggiungere un acido per separare le molecole della proteina del latte dalla materia liquida, quindi far asciugare il tutto per ottenere una polvere.

È quest'ultima che successivamente viene filata per servire come punto di partenza per la realizzazione dei capi. E come se la lavorazione di per sé non sembrasse abbastanza ingegnosa, il designer elenca anche le proprietà - non di poco conto - di questo tessuto simile alla seta: compostabile, morbido, termoregolante, ignifugo e anallergico. Occorre aggiungere altro?
 
A differenza di altre fibre tessili innovative che oggi non sono oggetto di produzioni in serie, la fibra di latte potrebbe rapidamente attrarre marchi, designer e altri rivenditori di moda alla ricerca di alternative alle attuali materie prime troppo inquinanti.

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