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Pubblicato il
22 lug 2022
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Il gruppo Zucchi acquisisce la francese Descamps

Pubblicato il
22 lug 2022

La milanese Vincenzo Zucchi S.p.A. va a creare una delle principali realtà europee nel settore dei tessili per la casa dopo aver acquistato venerdì 22 luglio l’intero capitale sociale della francese Descamps S.A.S., per un corrispettivo di 4 milioni di euro.

Joel David Benilouche, proprietario e AD di Zucchi


La transazione costituisce un’operazione con parte correlata, in ragione del fatto che Descamps è controllata indirettamente dal fondo Astrance Capital S.A.S., integralmente partecipato e amministrato da Joel David Benilouche (presidente e amministratore delegato della società) e Florian Gayet (amministratore della società).
 
“Con l’acquisizione della francese Descamps, Zucchi amplia la sua offerta di marchi e prodotti, creando un legame forte con l’importante mercato dell’Esagono”, ha dichiarato in una nota il PDG di Astrance, Joel Benillouche, che definisce l’acquisto parte di “una strategia di crescita, per linee esterne ed interne, sui mercati europei che ci terrà impegnati per i prossimi tre anni”.

L’operazione è stata qualificata quale operazione di maggiore rilevanza in ragione del superamento della soglia del 5% avuto riguardo all’indice di rilevanza del controvalore, dell’attivo e delle passività ai sensi dell’Allegato 3 del Regolamento OPC approvato con delibera Consob n. 17221/2010, e ha avuto parere favorevole del Comitato Controllo Interno di Zucchi, spiega nella nota la società quotata nel listino Euronext Milan di Borsa Italiana.
 
Vincenzo Zucchi S.p.A., con sede a Rescaldina (MI), si definisce l’unico gruppo attivo nel settore del tessile per la casa (producendo biancheria e altri articoli per il letto, il bagno, il mare, l’arredamento e la cucina) ad offrire un lifestyle italiano, francese ed americano. E questo in ragione dell’eterogenea composizione del suo portafoglio marchi, che ora comprende Zucchi, Bassetti, Descamps, Jardin Secret, Zucchi Block, Granfoulard, Jalla, Santens, Bassetti Home Innovation e la licenza Tommy Hilfiger tessile casa in esclusiva per l’area EMEA. Un’entità che grazie anche all’attività di Bassetti Home Innovation e ai nuovi progetti in cantiere è altresì attiva nei servizi al consumatore nella ristrutturazione della casa e nell’home decoration.
 
Attualmente il gruppo Zucchi, che dopo l’acquisizione conta circa 1.000 dipendenti, è presente principalmente sui mercati di Italia, Francia, Svizzera, Germania ed Austria con una distribuzione capillare phygital attraverso 200 negozi diretti, e-commerce e factory outlet, oltre a 330 corner all’interno di altrettanti department store e a una diffusione wholesale globale.
 
La storia dell’azienda era partita caratterizzandosi per un costante successo e continue crescite, ma nell’ultimo quindicennio aveva dovuto subire pesanti battute d’arresto. Nata nel 1920 dall’iniziativa di Vincenzo Zucchi ed un altro socio per produrre lenzuola e tovaglie di lino e misto lino, nel 1953 l’azienda diventa una Società per Azioni. Nel 1982 si quota in Borsa a Milano. Nel 1986 acquista la diretta concorrente Bassetti dal gruppo Marzotto per 20 miliardi di lire di allora, diventando così il più grande produttore europeo di biancheria per la casa, con 200 miliardi di lire di fatturato, 1.320 dipendenti ed il 20% del mercato italiano. La stessa Marzotto, con i medesimi 20 miliardi di lire, ricapitalizza Zucchi, diventandone azionista al 25%.
 
Nel 2006 Bassetti è fusa per incorporazione in Vincenzo Zucchi. Nello stesso anno, Marzotto lascia l'azionariato, cedendo le quote al fondo Amber. In quegli anni iniziano le prime avvisaglie di crisi, anche a causa dell'arrivo in Italia dei prodotti realizzati in Estremo Oriente e delle grandi catene del tessile per la casa, con Zucchi che chiude il 2005 in perdita per oltre 50 milioni di euro. La società chiude allora 3 stabilimenti su 5 in Francia e 5 su 9 in Italia e riduce l’organico di 750 persone. Un altro impianto viene chiuso nel 2008 e i debiti aumentano, tanto che Zucchi nel 2010 viene inserita nella Lista Nera dell’autorità italiana di controllo dei mercati finanziari, la Consob.
 
Qui entra in scena Gianluigi Buffon. L’allora portiere della nazionale di calcio Campione del Mondo 2006 entra nel 2009 nel capitale di Zucchi, salendovi progressivamente dal 2% all'11% al 19%, fino 56,3% nel 2015 tramite la sua GB Holding S.r.l., mentre però, trimestre dopo trimestre, i conti aziendali peggiorano inesorabilmente. Buffon, che sicuramente venne consigliato malissimo mentre l’azienda mostrava seri problemi gestionali, fu l'unico investitore a iniettare soldi nel gruppo lombardo perdendo più di 20 milioni di euro, spiegò allora ai giornali italiani, in quanto non voleva lasciare a casa i dipendenti dell’impresa. Nello stesso 2015 la società venne ammessa alla procedura di concordato preventivo, fino all’arrivo nel 2016 del fondo parigino di private equity Astrance Capital, che acquisì da Buffon il controllo di GB Holding e quindi dell'azienda Zucchi con i marchi Zucchi e Bassetti, unendoli ai brand e alle licenze in suo possesso.
 
Verso la fine del 2020, la Vincenzo Zucchi è riuscita ad uscire in anticipo dall’accordo per la ristrutturazione del suo debito e a ottenere un’operazione di rifinanziamento condotta dal fondo CCR II, gestito da Dea Capital Alternative Funds SGR e da Illimity, che insieme a risorse proprie della società è andato a rimborsare parte del debito residuo, dopo che da alcuni anni il gruppo aveva recuperato redditività e ricominciava a generare cassa. Nel 2021 GB Holding è uscita del tutto dal capitale di Zucchi vendendo ad Astrance il suo ultimo pacchetto azionario, pari al 15% del capitale.

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