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Il Gruppo Vecchia Toscana amplia la struttura produttiva

Pubblicato il
today 6 ott 2019
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Il Gruppo Vecchia Toscana S.p.A. (GVT), di Ponte a Cappiano, vicino a Fucecchio (FI), la cui produzione al 100% di pelli bovine è completamente integrata, ha appena acquistato un immobile (3.000 metri quadrati coperti e 2.000 all’aperto) che andrà ad ampliare la sua struttura produttiva.

GVT, "Maya"


“Adibiremo i due ambienti a magazzino e centro logistico della gestione di pellami grezzi e semilavorati, internalizzando anche delle fasi di lavorazione del wet blue (la pelle ottenuta dopo la prima conciatura con il cromo, che è di colore azzurro, ndr.) per creare uno spazio unico in cui conservare meglio i pellami, riducendo movimentazioni e tempistiche. Lo spazio così guadagnato nell’attuale stabilimento di 10.000 mq. coperti in Toscana (ne abbiamo un altro a Torino) ci consentirà di implementare nuovi macchinari e linee produttive”, spiega a FashionNetwork.com Francesco Testai, direttore commerciale dell’azienda fiorentina a conduzione familiare, di cui il padre Valerio è Presidente ed Amministratore Delegato, e per la quale il giovane dirigente segue lo sviluppo della produzione di nuovi articoli e la loro immissione sul mercato.
 
L’operazione è stata messa in pratica da GVT, che serve grandi aziende dei maggiori gruppi mondiali della moda e del lusso, in quanto “in un mercato come quello odierno è impossibile fare programmazioni a lungo termine, e quindi per essere reattivi e flessibili in modo da fornire un servizio e una capacità produttiva adeguati a clienti importanti, siamo noi a dover stoccare grandi quantità di grezzo e materiali in corso di lavorazione per avere pellami pronti, di modo che il cliente possa avere la consegna dei pezzi addirittura in 3-4 settimane”, precisa Testai.

Il gruppo GVT possiede tre divisioni: la prima è quella storica, Vecchia Toscana, che produce pelli per borse, pelletteria e altri accessori per famosi marchi della moda e del lusso, la seconda è la conceria Ilcea di Torino, acquistata nel 2014, che effettua tutta la fase di rifinizione dei vitelli per calzature premium d’alta qualità da uomo, mentre la terza è la Multipel, che produce dallo stabilimento di Fucecchio e realizza pelletteria e calzature più casual e sportive dalla fascia prezzi medio-alta.

gruppovecchiatoscana.com


“Oggi bisogna saper coprire diversi segmenti di mercato (borse, calzature, accessori di piccola pelletteria, sneaker)”, racconta il direttore commerciale. “Infatti le concerie monoprodotto stanno purtroppo soffrendo, in quanto i numeri si sono ridotti, i clienti della moda e del lusso sono sempre meno perché si stanno concentrando in pochi grandi gruppi e il mondo dei prodotti economici o della fast fashion ha caratteristiche produttive inarrivabili, per noi di questo settore”.
 
Al momento l’azienda vanta 75 dipendenti. Il suo fatturato 2018 è stato di 33 milioni di euro, cresciuto del 15% dai 28,6 milioni dell’anno precedente. Il 70% del giro d’affari di GVT è ottenuto all’export, con la Francia mercato principale a rappresentare il 40% del fatturato aziendale, seguita tra gli sbocchi esteri da Regno Unito e Spagna. “La previsione 2019 è di stabilità”, aggiunge Testai, “che va benissimo, in un settore purtroppo in contrazione: nei primi 6 mesi del 2019 il mercato delle concerie è sceso del 15-20%, anche a causa dell’attacco che la pelle sta subendo a livello mediatico”.
 
“Sta passando il messaggio che la pelle non sia sostenibile”, tiene a sottolineare Francesco Testai. “Molte persone credono che i nostri prodotti siano ottenuti da animali che vengono uccisi appositamente per prendergli la pelle. Invece siamo un’industria che non fa altro che recuperare tutti gli scarti della macellazione del settore alimentare. La pelle grezza scarto dell’industria della carne la trasformiamo in un prodotto di lusso d’eccellenza. Realizzare un prodotto innovativo, metal free, plastic free, che non proviene dalla sintesi del petrolio, sostenibile e biodegradabile lo facciamo da tempo in questo comparto, e senza proclami”.

GVT, "Seoul"


L’interessante e delicato discorso di Testai s’interseca con il calo generale dell’utilizzo di pelli nel mondo, anche grazie alla tendenza delle sneaker in tessuto o in sintetico. In molte aree del globo però la macellazione di animali è aumentata, in quanto molte nazioni in via di sviluppo ora hanno più possibilità economiche per poter consumare carne (in Asia o in Sudamerica soprattutto la macellazione è salita del 20%). “Non c’è più abbastanza domanda per assorbire le pelli eccesso di produzione del settore alimentare e le pelli di minore qualità stanno cominciando ad andare in distruzione”, indica infatti in conclusione Francesco Testai. “Ecco come mai la strategia di diversificazione che abbiamo voluto mio padre ed io sta funzionando. Ma la distruzione di queste pelli è un peccato. È una questione che tocca la sensibilità di tutti”.

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