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Il Gruppo Tessile Monti aggredisce il mercato della camicia non-stiro negli USA

Pubblicato il
today 8 feb 2015
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Il Gruppo Tessile Monti di Maserada sul Piave, in provincia di Treviso, è soddisfatto del gradimento ricevuto dalla sua nuova proposta di total look “Monti Concept”, lanciata nel corso del 2014 con un insieme di tessuti per giacche e pantaloni di tendenza e un’innovativa collezione di camiceria di gusto contemporaneo che mixa classicità e tradizione.

Tessuti del brand Tessitura Monti


“Il “Monti Concept” è piaciuto soprattutto in Italia e parzialmente anche in Europa, per il momento, ma è un elemento di completamento delle nostre proposte. Consente ai nostri clienti di avere un'offerta molto particolare nel peso giacca e nel peso pantalone. Pur non essendo dei pantalonisti o “editori” di tessuti peso giacca abbiamo comunque avuto un ottimo riscontro, ma per quantificarlo vedremo a fine della stagione”, ha spiegato a FashionMag l’ing. Luca Belenghi, Amministratore Delegato del Gruppo Tessile Monti, primo manager esterno del gruppo, arrivato in azienda nel 2010 per accompagnarne l’espansione.

“Siamo una articolata multinazionale in miniatura che ha nella componente tessile il core operativo del business, che genera circa il 70% del fatturato consolidato di gruppo”, continua l'AD del gruppo di camiceria, che controlla i due brand Tessitura Monti e S.I.C. Tess. “Quest'ultimo è un marchio storico della camiceria maschile italiana top di gamma nato nel 1924 a Masate, alle porte di Milano, e si trova nel perimetro del nostro gruppo da una decina d'anni. Ma è Tessitura Monti l'anima principale e più antica della nostra attività, partita nel 1911. In realtà abbiamo un terzo brand, Red Label, ma non lo presentiamo a Milano Unica, perché è il marchio che utilizziamo nella nostra dimensione internazionale”.

L’azienda si è ampliata negli ultimi anni con la creazione di Tessitura Monti Cechia, di due siti produttivi, sempre in Repubblica Ceca e, dal 2003, con la nascita di Tessitura Monti India nel Maharashtra. “Siamo una realtà riconosciuta in India, l’unica azienda tessile europea integrata, dal filo al tessuto, di grande successo in questo Paese”, sottolinea Luca Belenghi.

Luca Belenghi


Il consolidato di gruppo è fatto da due macrocomponenti settoriali. “Come accennavo prima, siamo in fondo editori di tessuti, con una base commerciale europea e una industriale italiana, europea e indiana. Siamo l'unico produttore del mercato di riferimento dell'eccellenza tessile ad aver espanso la produzione in India con uno stabilimento tecnologico all'avanguardia, dove abbiamo trasferito il nostro DNA produttivo utilizzandovi gli stessi componenti, materiali e chimiche che applichiamo in Italia. Un prodotto di qualità, che si muove con un premium del 30% che ci aiuta ad emergere su un difficilissimo mercato cost driven come quello indiano”, afferma il massimo dirigente del gruppo veneto.

“Poi facciamo i camiciai”, continua Belenghi. “Nella piattaforma indiana di Laguna (questo il nome dell'azienda locale) abbiamo affiancato nel tempo delle attività di camiceria, cominciate a sviluppare 5 anni fa ed arrivate a determinare la creazione di 4 milioni di pezzi. Non ho remore a considerare la nostra una fantastica storia di successo nella costituzione di una camiceria formale di alto livello in India, grazie alla quale abbiamo anche potuto estendere il nostro servizio alla clientela globale sul mercato della camiceria. Abbiamo clienti importanti in Europa e Nord America e offriamo un servizio integrato che va dal tessile alla modelleria a casa del cliente; poi realizziamo una collezione di tessuti esclusivi fatti nel sito produttivo indiano e quindi trasformati nel nostro stabilimento di camiceria a Bangalore”.

“Nel corso del tempo abbiamo anche esteso il bouquet dei servizi di camiceria”, rivela Belenghi, “realizzando delle joint venture paritetiche con industrie locali per mezzo delle quali abbiamo acquisito un'azienda con embrioni di tecnologia non-iron alle Isole Maurizio. I nostri soci sono infatti franco-mauriziani. Siamo in avanzato stato di start up con questa venture. Aggrediremo così l'importante mercato di fascia alta/medio-alta della camicia non-stiro sul mercato degli Stati Uniti. Le non-iron rappresentano infatti il 95% delle camicie più vendute negli USA. Impegnarci in questo mercato sarà adesso il nostro principale target, anche perché le Isole Maurizio sono duty free, e questo ci agevola verso gli USA. Attraverso la consociata in Madagascar che questa azienda ha costituito, i suoi prodotti sono inoltre duty free anche per l'Europa”.

Tessitura Monti, PE 2016


Il Gruppo Tessile Monti ha ottenuto 101 milioni di euro di fatturato nel 2014, il cui 75% è rappresentato da esportazioni in più di 80 Paesi, in crescita del 5,5% circa a cambi correnti rispetto ai 95 milioni realizzati nell'anno precedente. “Puntiamo a giustapporre crescita a valore e continuo efficientamento”, puntualizza a questo proposito Belenghi. Il dato è generato per il 60% da Tessitura Monti, Sic. Tess. realizza l'8%, il resto dalle consociate e da Red Label. Circa il 70% dell'attività a livello consolidato è realizzato nel tessile e il 30% nella camiceria.

“Il mercato italiano, che oggi vale il 50% di quanto valeva 5 anni fa, è ancora quello più importante per noi, con clienti nel medio-medio alto-alto di gamma, e mostra alcuni segnali di miglioramento che vogliamo cogliere. Sembra infatti che il suo decadimento sia finito, o quanto meno interrotto”, continua Luca Belenghi. “Oggi il GTM realizza il 70% del giro d'affari fuori dal territorio nazionale. In Europa siamo cresciuti bene, sia nel tessile che nella camiceria, in linea con la crescita media complessiva del gruppo. Le performance migliori sono state registrate nel Nord Europa, Inghilterra inclusa, e sul mercato continentale. Buona la prestazione del mercato americano, difficoltà invece di congiuntura e periodo in Cina, dove avevamo raccolto grandi risultati in tempi recenti”.

“Il mercato cinese”, dice l'AD, “ha avuto un raffreddamento a causa degli effetti delle ampie politiche di contrasto sociale alla corruzione e all'ostentazione poste in atto dal nuovo governo, che ha dato un forte raffreddamento al settore del gift giving. I cinesi non potevano più far regali superiori ai 10 euro ai gradi inferiori dell'apparato politico-amministrativo. Nel mercato dei prodotti di lusso in Cina questo settore ha sempre rappresentato una componente molto importante, ma dalla seconda metà del 2014 è letteralmente sparito, con effetti congiunturali assoluti, e le nostre aziende arretrate in doppia cifra dopo essere cresciute per molti anni”.

S.I.C. Tess, PE 2016


“C'è stata poi fluidità delle performance dal sistema dei mercati emergenti, cioè Brasile, Russia e l'India in cui siamo di casa, e Paesi a loro collegati. La nostra prestazione in quelle nazioni è stata inferiore alle aspettative. Ci aspettiamo che questo risultato venga assorbito nel 2015, ma connota che vi sono ancora fattori di instabilità strutturale e una situazione di grande evoluzione nel mondo, che porterà ad altri nuovi equilibri. Si aggiunga il fatto che a fine 2014 le valute sono andate sull'ottovolante, aumentando insicurezza e volatilità, e che il mercato europeo al momento è in sostanziale deflazione”.

“A partire dall'America, e poi in tutti i mercati extra UE, soprattutto USA e Giappone, mi attendo che nella seconda parte dell'anno, in un'industria che innova il prodotto ogni 6 mesi, l'innovazione vada a concretizzarsi come un driver di crescita sempre più importante. Infatti, investiamo il 5% del fatturato ogni anno nella filiera, per ricerca e sviluppo, prodotto e processo”, precisa Belenghi.

“Noi cotonieri approvvigioniamo la materia prima in dollari USA, che sono la valuta con cui si acquista il cotone sodo o filato, al massimo il renminbi in Cina o la rupia in India, divise che vanno a braccetto con il dollaro, per cui nell'equazione dei costi il tessuto entra in azienda il 18% più caro di prima, e comunque una quota parte non piccola dei costi su cui generiamo il nostro fatturato appoggia anch'essa su una piattaforma valutaria dollar related. Tuttavia, il nostro mercato di sbocco è per la maggior parte europeo, e quindi rapportato in euro spara i costi in su. Da ciò ai cotonieri derivano fattori negativi, che dobbiamo compensare con elementi innovativi e strategici”, puntualizza l'ingegner Belenghi.

www.monti.it/


Il Gruppo Tessile Monti vanta una produzione annua di oltre 16 milioni di metri di tessuto, più di 3.000 dipendenti, 5 siti produttivi con 100.000 metri quadri coperti e 200.000 mq. scoperti, un archivio storico con oltre 1.000.000 di campioni di tessuto, più di 1.000 colori sempre riproducibili per soddisfare più di 1.200 clienti in tutto il mondo.

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