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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
25 nov 2017
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Il gruppo Kering o Artémis potrebbero acquisire la maison Courrèges

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
25 nov 2017

Il gruppo Kering “in senso lato”, cioè compresa la holding della famiglia Pinault, starebbe negoziando l’acquisizione di una partecipazione maggioritaria nella maison Courrèges, celebre per il suo stile futurista. La notizia è stata rivelata in modo piuttosto originale, quando Coqueline Courrèges, vedova del fondatore André Courrèges, ha interrotto il CEO del gruppo Kering, François-Henri Pinault, che aveva appena preso la parola durante il Vogue Fashion Festival a Parigi venerdì 24 novembre.

Courrèges - primavera/estate 2017 - © PixelFormula

 
“Non mi piace quello che avete fatto con Balenciaga (maison nella quale Coqueline Courrèges ha debuttato con André Courrèges, ndr), è stato pessimo, e non mi piace l’idea di quello che potreste fare con Courrèges!”, ha dichiarato la vedova del fondatore durante la sessione di domande e risposte tra Xavier Romatet, Direttore di Condé Nast France, e François-Henri Pinault.
 
Vestita di bianco, colore simbolo della maison Courrèges, ha quindi mostrato un cartello con il logo di Balenciaga (griffe del gruppo Kering) da una parte e donne seminude dall’altra.

“Sono del tutto fiero di quello che facciamo con Balenciaga”, ha risposto pazientemente François-Henri Pinault, prima che la sicurezza scortasse gentilmente Coqueline Courrèges verso l’uscita.
 
Il CEO di Kering non ha rilasciato alcun commento su questa dichiarazione di acquisto della maison Courrèges, ma fonti ben informate insistono sul fatto che Kering oppure il gruppo Artémis, la società di investimenti della famiglia Pinault, si appresterebbero ad acquisire la maison dai suoi attuali proprietari, il duo di pubblicitari Jacques Bungert e Frédéric Torloting.
 
Già nel 2015 erano circolate voci non confermate sulla possibile acquisizione di una partecipazione del 30% di Courrèges da parte di Artémis. Un portavoce di Kering venerdì ha confermato a FashionNetwork.com che Artémis aveva in effetti acquisito il 30%, rimandando però per altre domande alla holding della famiglia Pinault, da cui però non è stato possibile ricevere risposta. Lo scorso giugno, i Pinault hanno già utilizzato Artémis per acquisire una partecipazione minoritaria in Gianbattista Valli.
 
Le cifre esatte non sono note, ma si stima che il fatturato annuale di Courréges sia di circa 20 milioni di euro e la società sarebbe in deficit. La maison rivendica diverse centinaia di punti vendita sul suo sito, ma tra questi ci sono tanti ottici (per la linea di occhiali della griffe) quanti negozi di moda. Altro segnale di un passo indietro da parte dei proprietari: quest’anno Courrèges ha chiuso il suo atelier storico di Pau, licenziando 18 delle 23 persone che vi lavoravano. La sede e la boutique storica di rue François 1er a Parigi sono invece ancora aperte, in un edificio di grande valore che apparterrebbe alla maison.
 
Da Courrèges, François Le Ménahèze, nominato Presidente lo scorso aprile, ha affermato di non essere al corrente dell’avvio delle negoziazioni. “Ho sentito molte cose su Madame Courrèges, soprattutto che è una persona speciale. So che non ama Monsieur Pinault. Ci sono molti rumours, ma il ruolo che ho assunto qualche mese fa non è finalizzato a vendere Courrèges, ma a mantenere e sviluppare la maison”, ha concluso.
 
André Courrèges, di formazione ingegnere, deceduto l’anno scorso, ha fondato la sua maison nel 1961, diventando uno stilista molto influente grazie ai suoi disegni geometrici epurati e alle sue forme scolpite. Ritenuto da molti l’inventore della minigonna, André Courrèges è considerato il designer futurista più importante della storia della moda.
 
Nel 2011, Courrèges e la moglie hanno venduto la maison a Jacques Bungert e Frédéric Torloting, che nel 2015 hanno riportato la griffe sulle passerelle parigine, dopo aver ingaggiato due giovani e talentuosi designer francesi, Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant, che hanno chiuso la loro label Coperni, vincitrice del’ANDAM, per lavorare in Courrèges. La scorsa primavera, tuttavia, i proprietari hanno licenziato i due creativi, nonostante critiche molto favorevoli. Significativo il fatto che la maison non abbia ancora nominato dei sostituti, nonostante siano passati quattro mesi.

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