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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 dic 2021
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Il gruppo H&M chiude l’annata 2021 in calo del 14% rispetto al 2019

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 dic 2021

Il gruppo H&M ha visto risalire le proprie vendite del 6% nell'anno fiscale 2021 rispetto al 2020 (+12% in valute locali), ma rimane ancora al di sotto del livello pre-pandemia. Da dicembre 2020 a novembre 2021, il fatturato del numero due mondiale dell'abbigliamento ha raggiunto i 199 miliardi di corone (circa 19,3 miliardi di euro), contro gli oltre 232 miliardi dell'esercizio 2019 che aveva preceduto la crisi sanitaria. Ciò corrisponde a un'attività in calo di circa il 14% rispetto a due anni fa.

H&M


Nel quarto trimestre dell'anno fiscale 2021, ovvero nel periodo da settembre a novembre, le vendite del proprietario dei brand H&M, Monki, & Other Stories e Arket sono aumentate dell'8%, a 56,8 miliardi di corone, ha affermato il gruppo in un comunicato. Sebbene sia rimaste al di sotto del livello del quarto trimestre del 2019 (61,7 miliardi), “in valute locali, il fatturato è tornato sui livelli” di allora, sottolinea H&M, che attesta come stia “continuando una forte ripresa”.
 
“I clienti dimostrano di apprezzare le collezioni e che possono acquistarle dove, quando e come vogliono”, continua l'azienda svedese. Alla fine del trimestre sono stati chiusi 115 dei 4.800 negozi della società a causa delle misure per combattere la diffusione del Covid-19, “principalmente in Austria e Slovacchia”, contro i 100 punti vendita chiusi tre mesi prima.

Nelle prime negoziazioni alla Borsa di Stoccolma del 15 dicembre, il titolo del gruppo, che pubblicherà i suoi risultati annuali completi il ​​28 gennaio 2022, perdeva il 2,27%, a 164,18 corone, in un mercato in leggera flessione.
 
Nel terzo trimestre, i suoi profitti avevano superato il livello pre-crisi, grazie agli sforzi compiuti per migliorare la redditività. Ma H&M sta subendo gli effetti di un movimento di boicottaggio in Cina dopo essersi impegnato a non acquistare più cotone dallo Xinjiang, sullo sfondo delle accuse di lavoro forzato cui sarebbe costretta da tempo la minoranza degli Uiguri da parte dell’ex Celeste Impero. Fino ad allora terzo mercato nazionale di H&M, la Cina era uscita dai suoi 10 mercati principali nel terzo trimestre.

Con AFP

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