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Pubblicato il
27 feb 2013
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Il gruppo GLDC lancia il nuovo marchio Ela

Pubblicato il
27 feb 2013

GLDC, polo della calzatura Made in Italy, lancia un nuovo brand per l’A/I 2013-14. Il 2013 si apre perciò con un doppio debutto per i due fondatori Galvano Landi di Chiavenna ed Emanuela Barilla: il lancio di un nuovo marchio e la sua prima collezione.

Ela, nuovo brand di GLDC


L’obiettivo dell’azienda fino ad ora era stato principalmente di offrire un supporto concreto ad aziende già affermate e a giovani stilisti, sia dal punto di vista produttivo – le scarpe vengono realizzate nei distretti calzaturieri italiani di Parabiago, Vigevano e della Riviera del Brenta – che distributivo, passando per la comunicazione, il marketing e il merchandising.

Ora, il business dei due imprenditori, fondato sul licensing di marchi di footwear, si evolve ancora con questa loro versione della classica ballerina. Ela ha una linea affusolata, flat ed estremamente femminile, bon ton e colorata, con un tocco romanticamente retrò.

La scarpa è stata presentata ufficialmente al nuovo salone Super di Milano ed è stata ideata e realizzata dal team stilistico del Gruppo GLDC ed è rigorosamente Made in Italy, come richiede la filososfia dell’azienda, che fa della valorizzazione delle realtà calzaturiere nazionali la sua vocazione.

Ela, collezione A/I 2013-14


Nella prima collezione Ela, la pantofolina è proposta in quattro varianti stilistiche - con fiocco, liscia, lavorata a brogue, di chiara ispirazione maschile, con frangia e nappine all'inglese - e realizzata in tre differenti materiali: nappa, vernice e camoscio. Vasta la gamma dei colori.

Nel novembre 2010 la società ha siglato un accordo quinquennale di licenza con il prestigioso brand emergente Guillaume Hinfray. In occasione della campagna vendite P/E 2012 della sua seconda stagione, l’azienda ha registrato una crescita del +70% - grazie anche alle ballerine “Gavotte” immerse nella gomma liquida - che ha premiato la sua operazione di attento scouting.

Nel febbraio 2011, in collaborazione con GLDC, il marchio ha aperto a Milano il suo primo store monomarca in via Cerva 18. Per il futuro, il progetto di sviluppo dedicato a Guillaume Hinfray prevede l’ingresso nel mercato statunitense con l’opening di un pop-up show room a New York nel cuore di Manhattan, sulla 57esima strada, tra la Quinta e la Sesta Avenue, a pochi passi da department store del lusso quali Barneys e Bergdorf Goodman.

Nell’ottobre 2012 l’azienda ha anche stabilito un accordo di licenza quinquennale con Courtney Crawford e ha ottenuto la licenza distributiva per l’Est Europa di Jerome Rousseau.

Emanuela Barilla, cofondatrice di GLDC, contattata da FashionMag.com Italia, è stata così gentile da rispondere a qualche nostra domanda.

FM: Quando è stata fondata l’azienda?
Emanuela Barilla: La GLDC nasce nel 2010 come licensing company creata da Galvano Landi di Chiavenna e me con la mission di offrire un supporto verticalizzato a talenti emergenti o a marchi consolidati che vogliano investire nel footwear.

FM: Qual è stato il fatturato complessivo dell’azienda nel 2012? Quali sono le vostre attese per il fatturato 2013?
Emanuela Barilla: Nonostante la crisi abbiamo consolidato il nostro portafoglio clienti e abbiamo chiuso il 2012 con circa 800mila euro di fatturato. Contiamo di raddoppiare tale valore nel 2013 grazie all’ingresso del nuovo brand di nostra proprietà Ela, che ha riscosso molto interesse durante l’edizione appena conclusa di Super a Milano, nonché presso i nostri clienti top che, mai come in questo momento, sono alla ricerca di nuovi prodotti fashion, ma facili e vendibili a un prezzo sostenibile (la pantofola Ela uscirà al pubblico a 195 euro).

Inoltre l’incremento di fatturato sarà generato dall’inserimento di nuovi brand in licenza: stiamo infatti finalizzando nuovi contratti di licenza con giovani brand già affermati nel mondo dell’abbigliamento.
Questo ci permetterà, già a partire da quest’anno, di andare a break even e di realizzare l’obiettivo che ci eravamo dati a fine 2010, anno di fondazione di questa società, ovvero quello di diventare un polo multimarca delle calzature di lusso in grado di gestire l’intera filiera dalla produzione alla distribuzione internazionale.

FM: Quali sono i paesi più importanti in percentuale, in termini di fatturato? L’Italia è fondamentale per voi? In che misura? E l’estero? Quali altri paesi “pesano” sul vostro fatturato?
Emanuela Barilla: Il 40% del nostro fatturato viene realizzato nell’est europeo; il 20% in Asia, un altro 20% in Europa, il 10% negli Emirati Arabi, il 5% Italia e, infine, un altro 5% in USA.

FM: Quali sono i vostri progetti sul vostro marchio ELA?
Emanuela Barilla: Il nostro principale obiettivo è che diventi un monoprodotto conosciuto a livello internazionale e distribuito nelle migliori boutique e department store del mondo. Assolutamente non abbiamo progetti di retail monomarca in quanto non crediamo che il futuro del fashion sia nel retail, ma crediamo nello sviluppo del multimarca.
Ci aspettiamo inoltre che l’incidenza del fatturato di Ela sia almeno del 30% su quello complessivo dell’azienda.

FM: In che paesi siete distribuiti?
Emanuela Barilla: I nostri brand sono distribuiti in Francia, Germania, Australia, Giappone, Russia, Ucraina, Kazakistan, Korea, Dubai, Usa e Italia.

FM: Considerate soddisfacente l’esperienza del pop up show room a New York di Guillaume Hinfray?
Emanuela Barilla: Consideriamo l’esperienza del pop up show room a New York di Guillaume Hinfray molto soddisfacente e contiamo di poterla proseguire anche con il nostro nuovo brand Ela.

FM: Avete altri progetti in serbo per il 2013 oltre allo sviluppo del marchio Ela? Un obiettivo che vi sta particolarmente a cuore?
Emanuela Barilla:Per il 2013 vogliamo portare avanti la nostra mission e realizzare così l’ambizioso obiettivo che ci eravamo dati alla fondazione di questa società: diventare un polo multimarca delle calzature di lusso in grado di gestire l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione internazionale. Ciò che più ci sta a cuore è continuare nella realizzazione e diffusione internazionale del Made in Italy.

Isabella Stancari

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