Il gruppo francese Kidiliz sta per essere acquistato dalla società cinese Semir

Il gruppo francese di moda bambino Kidiliz e il gruppo cinese Semir, che insieme combinano un giro d’affari pari a oltre due miliardi di euro, sono in "trattative esclusive" per formare il gruppo numero due al mondo nel settore del kidswear (che si collocherebbe a non molta distanza dal primo, lo statunitense Carters con i suoi 2,8 miliardi di euro di vendite), secondo un comunicato pubblicato al termine della scorsa settimana. "Alla fine della transazione, il gruppo Semir comprerà l'intero gruppo Kidiliz, con il supporto del suo management", viene precisato.

Catimini e gli altri marchi del gruppo Kidiliz potrebbero diventare molto presto cinesi - Catimini

Fondato nel 1962 a Saint-Chamond (Auvergne-Rodano-Alpi) da Roger Zannier e sua sorella minore Josette Redon, che con due sole macchine da cucire a disposizione si lanciarono nella produzione di vestiti per bambini, il gruppo Zannier (ribattezzato Kidiliz nel 2016) dispone oggi di un portafoglio di 15 marchi, di proprietà o prodotti su licenza, tra i quali Catimini, Z, Absorba, Chipie, 3 Pommes, Beckaro, Jean Bourget o Lili Gaufrette, e si presenta come il leader europeo della moda “premium” per bambino.
 
La società francese può contare su una diffusione in oltre 11.000 punti vendita, comprese 830 boutique in proprio nel mondo, e commercializza 40 milioni di capi ogni anno in 80 Paesi. Il suo fatturato è stato di 427 milioni di euro lo scorso anno, più della metà dei quali generati all’estero, con Z come suo marchio più importante. Il gruppo dà lavoro a 3.500 persone nel mondo, circa 2.000 delle quali in Francia.
 
Invece lo Zheijiang Semir Garment è il leader del comparto della moda bambino in Cina e si appoggia su una rete di 8.000 negozi monomarca, per un fatturato complessivo di 1,6 miliardi di euro. L’azienda familiare è quotata alla Borsa di Shenzhen dal 2011 e la sua capitalizzazione borsistica è pari a 3,9 miliardi di euro.  “La fusione” tra i due gruppi, “creerà il numero due mondiale nel settore della moda bambino”, sottolinea il comunicato.
 
L’operazione “consentirà al Kidiliz Group di continuare il proprio sviluppo in Europa e di accelerare la sua presenza sul mercato cinese”. Invece, “il gruppo Semir sarà così in grado di rafforzare la sua esperienza nel mercato della moda per bambini di livello premium”, indica il comunicato. “Semir ci fornisce i mezzi necessari per consolidare la nostra crescita in Europa e per ampliare la nostra presenza in Cina”, ha sottolineato Rémy Baume, presidente del gruppo Kidiliz, citato nel comunicato.
 
Per Sam Qiu, presidente del gruppo Semir, "questa transazione rappresenta uno sviluppo strategico ed entusiasmante per il gruppo, con la chiara ambizione di costruire un leader mondiale nella moda per bambini unendo le nostre due società".

Due look del marchio Balabala - Semir

Fondata nel 1996 da Qiu Guanghe, l’azienda familiare cinese è conosciuta principalmente per i marchi di sua proprietà Semir, rivolto al target dei 16-30enni, e Balabala, destinato a neonati, bambini e ragazzi dagli 0 ai 14 anni. Il 52,5% del fatturato 2017 Semir lo ha ottenuto con la moda per bambini, che ha segnato una crescita annuale delle vendite del 26,4% lo scorso anno.
 
In un mercato cinese dell'abbigliamento per bambini del valore di 20 miliardi di euro, che grazie all'allentamento della politica del figlio unico dovrebbe raddoppiare il proprio valore entro il 2025, Semir si dimostra dunque estremamente ambizioso. Dopo la firma lo scorso marzo di un accordo di licenza con il gruppo americano The Children's Place, l’acquisizione di Kidiliz gli permetterà di rispondere alla crescente richiesta dei cinesi di un’offerta premium di prodotti per bambini. Il marchio principale di Semir, Balabala, distribuito in circa 4.000 punti vendita nel Paese e presentato come leader del mercato, si posiziona invece in un segmento medio di gamma.
 
Inoltre, Semir distribuisce in Cina e nei suoi Paesi satellite il marchio coreano di prêt-à-porter femminile it Michaa e il brand tedesco Marc O'Polo.
 
Tornando alla storia di Kidiliz, nel 1967 l’allora gruppo Zannier arrivò ad avere 80 dipendenti e una fabbrica di 10.000 metri quadrati nel cuore di Saint-Chamond. Il 1981 fu un anno-chiave per il gruppo transalpino, che lanciò il marchio Z, passando da produttore a produttore e distributore. Il primo negozio Z apre nel 1983 nel centro di Saint-Etienne, una novità per l’epoca in materia di moda bambino accessibile. Due anni dopo i negozi dell’insegna sono già 100.
 
Zannier accelerò poi il suo sviluppo comprando i brand Kickers nel 1989 (oggi di proprietà del gruppo Royer), Absorba nel 1991, e Chipie, Catimini e IKKS nel 1999 e nel 2000. Trainato dal dinamismo del suo portafoglio marchi, il gruppo si orientò in seguito verso le licenze, scegliendo marchi più fashion: Levi’s Kids, Kenzo Kids, Junior Gaultier e Paul Smith Junior.

Un negozio di Kidiliz, l'insegna multimarca del gruppo transalpino

Dopo molti anni di fasti, nel 2014 Zannier dovette affrontare un calo delle vendite, causato soprattutto dall’emergere dei colossi della fast fashion, ma anche determinato dall’uscita dal gruppo di IKKS, marchio che allora contribuiva in modo significativo alle sue performance, mentre due anni dopo venne venduto anche il brand One Step. La conseguenza fu l’adozione di un piano di ristrutturazione che comportò la perdita di 242 posti di lavoro.
 
Per trovare nuovo respiro, l’azienda cominciò a puntare sull’estero, ribattezzandosi Kidiliz, dal nome del suo concept multimarca nato nel 2015. Il rifocalizzarsi sulla moda bambino passò poi attraverso il lancio alla fine del 2015 di un nuovo marchio che copriva il segmento degli adolescenti, Chillaround, chiuso però dopo poco, e attraverso la firma, sempre nel 2015, della licenza di Esprit Kids. Lo sviluppo internazionale si è concretizzato fino a poco tempo fa tramite il consolidamento lo scorso novembre di una partnership con NetEase Kaola, alleanza che puntava ad intensificare la diffusione dei marchi del gruppo Kidiliz proprio sul territorio cinese….

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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