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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 set 2021
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Il gran ballo di Act N°1 e lo stroboscopico Sunnei, mentre Vitelli dà nuova linfa al Made in Italy

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 set 2021

Mentre venerdì Tod's, Missoni, Prada e Versace, e sabato Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Ermanno Scervino e Salvatore Ferragamo, hanno organizzato le loro consuete ‘messe cantate’, ovvero sfilate dai format dei più tradizionali, diversi giovani brand si sono distinti alla Milano Fashion Week con presentazioni insolite e originali, che hanno offerto emozione o performance dal vivo. Come Act N°1, Sunnei e Vitelli.

Il trench in crinolina di Act N°1 - PixelFormula


La prima di queste tre etichette, Act N°1 ha fatto sensazione con una sontuosa collezione Primavera-Estate 2022, nella quale ha trasportato i propri ospiti in un grande ballo aristocratico del XIX secolo. Luca Lin e Galib Gassanoff, i giovani designer che hanno lanciato questo brand nel 2016 e che sfilano a Milano da sette stagioni, hanno svelato un guardaroba ibrido e inventivo, mescolando richiami del passato e outfit moderni, con l'obiettivo di far risplendere l'abbigliamento femminile corsettato d'altri tempi per liberare il corpo con vitalità.
 
Nella spaziosa sala buia (e gremita) che ospita la sfilata prende posto un quintetto di strumenti a corda. La prima modella si fa avanti con un elegantissimo completo nero, una nuvola di tulle gettata sulla spalla come una stola di pelliccia. Il tono è impostato.

Come in una serata di gala, gli invitati con lunghe trecce che cadono a terra si susseguono in abiti sontuosi, dove il tulle emblematico del brand si trasforma in uno strascico, in una lunga mantella, in un maxi tutù turchese, in voluminose sottogonne che sporgono da ogni parte o in spettacolari abiti da ballo per una allure da regina.
 
Ma ogni volta i capi vengono reinterpretati in audaci versioni contemporanee. Quindi l'abito in crinolina con grande armatura per gonfiarne la gonna non è altro che un trench rivisitato. La giacca in denim si arricchisce di arricciature con maniche voluminose e si allunga in un maxi cappotto grazie a pannelli rimovibili. La blusa di un completo-pantalone in duchesse di seta celeste si trasforma in una mini mantella con foulard.

Il completo in seta dipinta di Act N°1 - PixelFormula


L'abito in taffetà chic si denuda verso l’alto rivelando un reggiseno sul davanti, un tubino di raso color crema accenna a un reggiseno nero a livello del seno, altrove è una mutandina sottile ad apparire sotto i pantaloni a vita bassa.
 
Non mancano infine i sublimi corpetti, abiti e maxi cappotti in seta dipinta, per i quali Act N°1 è famoso. Abiti delicati che scivolano dolcemente e sensualmente sulla pelle con i loro paesaggi, fiori e fogliame, come se fossero dipinti con acquerelli o con un pennello. Lo spettacolo si conclude con tre modelli di grandiosi abiti d'epoca, che si socchiudono, liberando le top model dai loro gioghi. Tra di loro c’è una ballerina, che attraversa il podio con le sue scarpe a punta per il gran finale.
 
Cambio radicale di scenario da Sunnei. L'esperienza “estrema” promessa dal brand nel suo invito inizia dietro la porticina di un grande hangar. Ci troviamo immersi nell'oscurità totale. Diretti verso un piccolo bagliore che irrompe in lontananza, ci si vede regalare una piccola borsa di tela bianca, mentre una voce autoritaria ci vieta di aprirla. “Hey you, stop! Don't open the bag” (“Ehi voi, fermatevi! Non aprite la borsa”), “Vi vedo”, dice minacciosa.

La moda grafica di Sunnei per la prossima estate - PixelFomula


Le persone vengono quindi spedite in un lungo corridoio buio, dove devono trovare il loro numero scritto in bianco sul pavimento bianco... È da quel punto esatto che potranno assistere allo show, in piedi, una volta che avranno indossato gli occhiali da sole, simili a quelli usati per il nuoto, contenuti nel misterioso sacchettino. Esattamente lo stesso tipo di occhiali indossato dalle modelle.
 
Attenzione alle distrazioni! Alcuni ospiti si ritrovano, senza rendersene conto, vista l'oscurità circostante, ad occupare le bellissime file di sedie installate nel backstage. Per questo motivo, non vedranno nulla della sfilata, mentre nel tunnel adiacente (installazione progettata dallo studio milanese 2050+), una luce bianca abbagliante illumina improvvisamente la passerella, dove le modelle sono illuminate a volte anche da lampi sincopati stroboscopici.
 
Come per magia, gli avatar creati dal duo di stilisti Loris Messina e Simone Rizzo durante queste ultime due stagioni virtuali, prendono vita davanti ai nostri occhi, vestiti con abiti veri dai tagli netti e dai colori intensi, in un ricercato mix and match di diverse combinazioni di colori, come le pantofole rosse abbinate a un completo verde salvia.

Le nuove borse di Sunnei - PixelFormula


Altrove, i designer alternano spesse righe bicolori, che si intersecano, orizzontalmente o verticalmente, con pezzi monocromatici, come nella camicia traforata turchese o nel completo papavero oversize. Si divertono anche a passare una veloce mano di vernice su alcuni abiti, dimenticando le parti coperte dai tessuti, che rivelano tutto il loro candore sotto il colletto e vicino alle cuciture in un cappotto blu pervinca.
 
Le silhouette sono rilassate e informali, e giocano sui volumi, essendo composte da ampi top intercambiabili e lunghi pantaloni baggy o svasati. L'accento è posto su borse con frange di perline e accessori... come i famosi occhiali scuri distribuiti al pubblico, che saranno di gran moda la prossima estate.
 
Vitelli incarna invece una delle nuove realtà più interessanti del Made in Italy. L’etichetta è attualmente distribuita in una decina di indirizzi top nel mondo. Ispirata ai nomadi e al movimento hippy, la collezione è stata svelata venerdì scorso nell'outlet di 10 Corso Como con, come madrina, Carla Sozzani, venuta a supportare lo stilista Mauro Simionato per la sua primissima sfilata.

Le maglie iper elaborate di Mauro Simionato - Vitelli


“Siamo i punk multietnici della sartoria italiana”, proclama il brand in una nota d'intenti. Le maglie dalle maniche larghe extra lunghe sono delicate e fini, quasi trasparenti, dando un'impressione di fragilità. Alcuni cappotti e pantaloni sembrano ricamati in un intricato groviglio di fili. Altri pezzi sono realizzati con maglie che ricordano i tessuti infeltriti. I maxi poncho allungano le loro striature in curve naturali. I look hanno uno stile grezzo, quasi primitivo.

“Si tratta di maglieria sperimentale ispirata al movimento musicale italiano del 1979-80 Cosmic e ai giovani di oggi. La sfida era mostrare tutte le tipologie di trattamenti che abbiamo sviluppato negli ultimi anni, e allo stesso tempo presentare Vitelli come una linea contemporanea ricca di stile italiano”, spiega Mauro Simionato.

Veneto di origine, 39 anni, Simionato ha creato la griffe nel 2016 dopo una lunga esperienza nel settore, prima come fondatore dello showroom multimarca milanese 247 e del marchio di calzature Volta, poi come consulente alla direzione artistica tra gli altri per Belstaff, Barena, Golden Goose e Clarks. Fondamentale sarà l'incontro con Giulia Bortoli, specialista della maglieria, che lo ha introdotto in quell’universo (quest'ultima ha poi lasciato l'azienda).

Da tutto questo è iniziata l'avventura di Vitelli, collettivo di una decina di artigiani creativi che moltiplicano le sperimentazioni attorno al filato, recuperando i fondi delle rocche, solitamente scartati, ma anche i fili provenienti dalle scorte di magazzino o gli scarti delle cimose dei tessuti, per creare trame ibride tra maglia e tessuto.

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