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AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 ago 2022
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Il fitting virtuale sta per trasformare l'esperienza di acquisto online

Di
AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 ago 2022

Provare un capo, poi comprarlo, senza muoversi dal divano. Una pratica buona per qualche film di fantascienza fino a qualche anno fa, ma che ora sta per trasformare le nostre abitudini di acquisto. Make up, vestiti, scarpe, occhiali od orologi... I marchi stanno moltiplicando le iniziative per migliorare l'esperienza d’acquisto online dei propri clienti, riducendo al contempo i considerevoli costi associati ai resi dei prodotti.

DR


C'è chi non rinuncerebbe a uno sfrenato shopping fisico per nulla al mondo, ma tra la clientela ci sono anche tante altre persone che sono stanche di gironzolare in negozi affollati, e di dover affrontare più e più volte un andirivieni tra gli scaffali e le cabine di prova. Queste ultime potrebbero veder trasformata la loro quotidianità grazie all'avvento del fitting virtuale, una tecnologia che ha continuato a guadagnare terreno dall'inizio della pandemia al punto da affermarsi come uno dei pilastri della shopping experience del futuro. Se il metaverso è ancora ben lontano dal garantirsi riscontri positivi unanimi nella moda, le nuove tecnologie odierne sono fondamentali per migliorare l’esperienza del cliente, e per far fronte a costi diventati inevitabili da sostenere dopo l'ascesa dell'e-commerce.

La pandemia, uno spartiacque

Sebbene la prova virtuale esista dall'inizio degli anni Dieci del 2000, bisognerà attendere la pandemia di Covid-19 perché inizi ad imporsi negli usi. Con i successivi lockdown, e ancor di più con le chiusure dei negozi, i consumatori hanno compiuto in massa il grande passo dell’ingresso nel commercio online, senza possibilità di toccare o testare i prodotti.
 
Una costrizione importante, che ha portato a un aumento dei resi dei prodotti, generando insoddisfazione dei clienti e un aumento dei costi per i marchi. Questi ultimi si sono rivolti alla realtà aumentata per permettere ai nuovi appassionati dell’e-shopping di provare trucchi, vestiti e altri accessori senza dover uscire di casa.

In questa corsa all'innovazione digitale, l'industria cosmetica si è distinta sin dall'inizio della pandemia, dedicandosi a lungo a quest'argomento. Il fitting virtuale è emerso in risposta allo sgomento dei consumatori di fronte alla chiusura dei negozi di make up, ma anche - e soprattutto - dei parrucchieri.

Grazie alla realtà aumentata, tutti hanno potuto provare dal vivo fondotinta, rossetti, ombretti e colorazioni per capelli dalla loro “casa dolce casa”. Tutto ciò che dovevano fare era stare fermi, tranquillamente spaparanzati nel proprio divano.

Sephora, Chanel, Maybelline New York, NYX Professional Makeup, bareMinerals, Urban Decay e Benefit Cosmetics sono tutti marchi che hanno rapidamente varcato questa soglia, aprendo la strada a nuovi tipi di servizi a distanza come la diagnostica della pelle. I social media, incluso Instagram, hanno seguito l'esempio, così come i rivenditori di moda e i brand, ben consapevoli della posta in gioco determinata da tale innovazione.

Un’indagine condotta fra 2.000 consumatori britannici e americani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, presentata dalla piattaforma Nosto alla fine del 2020, quando il fitting virtuale era solo agli albori, ci diceva che quasi la metà degli intervistati (45%) aveva maggiori probabilità di fare un acquisto su un e-shop che offre questo tipo di servizio. Abbastanza per motivare i marchi a cambiare marcia e per rendere la prova virtuale un nuovo standard dello shopping online.

Il camerino di prova del futuro

Se il fitting virtuale non è ancora cosa per tutti - e più in particolare per tutte le generazioni - molti brand del prêt-à-porter e del lusso sembrano puntare su questa tecnologia per ottimizzare la customer experience e affrontare il tema dei resi dei prodotti. Questi ultimi richiedono una logistica importante, e quindi costi considerevoli, per non parlare dell'importanza che possono avere sulla fidelizzazione dei potenziali clienti.
 
Risultato finale, da Gucci a Snapchat passando per Havaianas, Dior, Asos, Google e persino Amazon, si stanno susseguendo i giganti della tecnologia e i marchi di moda che lanciano il proprio camerino di prova del futuro, sia per lo shopping online che... fisico.

Perché contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'idea non è quella di fare in modo che l'e-commerce sostituisca i negozi tradizionali, ma che i due si completino a vicenda. Usciti dai confinamenti, i negozi fisici hanno riaperto i battenti con il desiderio di riconnettersi con i propri clienti. Una sfida che comporterà l'introduzione di queste nuove tecnologie all'interno dei negozi stessi.

“L'innovazione ha sempre avuto un posto importante nei nostri negozi. (…) E siamo convinti che il digitale possa personalizzare e semplificare l'esperienza in negozio”, ha spiegato di recente Soumia Hadjali, Digital & Technology Director per Europa e Medio Oriente di Sephora.

Già sperimentati da una manciata di player del settore, gli smart mirrors, o specchi intelligenti, potrebbero quindi essere il prossimo traguardo da raggiungere. Installati nei negozi fisici, essi potrebbero permettere di testare tutte le collezioni offerte, o parte di esse, attorno a sé, senza dover aspettare che si liberi un camerino. Tuttavia, queste prove virtuali dovranno essere davvero all’avanguardia per potersi adattare a tutti (morfologie, dimensioni, peso, ecc.) e non lasciare indietro nessuno. Specchio, specchio delle mie brame, dimmi quale indumento mi sta meglio con le sue trame!

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