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25 mag 2022
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Il fashion retail torna in carreggiata dopo lo tsunami covid

Pubblicato il
25 mag 2022

Il fashion retail torna in carreggiata dopo lo tsunami covid. A fare da traino è lo shopping tourism, in primis da Usa e Paesi del Golfo. E mentre le High Street mostrano rendimenti costanti, l’e-commerce continua la sua ascesa, trasformando il negozio in senso ‘phigital’. A dirlo sono i dati rilevati nel nuovo ‘Fashion & High Street Report 2022’, realizzato da Federazione Moda Italia-Confcommercio con World Capital, in collaborazione con Global Blue.

Federazioni-Moda-Italia


I turisti extra-Ue hanno caratterizzato lo shopping tax free italiano nel contesto post-pandemico. Il tasso di recovery nella categoria Fashion & Clothing nel periodo marzo-aprile 2022 è pari al 44%, con uno scontrino medio passato da 811 a 948 euro (+17%). In particolare i Paesi del Golfo, nel mese di marzo, hanno già superato i livelli 2019 (+191%) con un aumento dello scontrino medio del 6%.
 
“Dopo il primo trimestre altalenante per i consumi di moda arriva ad aprile qualche segnale positivo (+3,5%)”, dichiara Giulio Felloni, neo-eletto presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, “anche grazie al periodo pasquale e di festa ed a un ritorno del turismo che fa ben sperare. Confido in questo segnale di buon auspicio verso la bella stagione affinché possa far tornare lo shopping tourism e il sorriso ai negozi di moda. 

Per affrontare i rincari, Felloni assicura che l’associazione si attiverà “in tutte le sedi istituzionali, insieme a Confcommercio, per limitare gli impatti del caro energia e carburante. Veniamo da due anni complessi ai quali dovremo rispondere con iniziative e progetti che promuovano il Made in Italy fornendo chiarezza sulla normativa, facilitando l’accesso al credito e condividendo programmi, anche all’interno della filiera della moda, con il mondo della cultura, dell’istruzione e delle professionalità coinvolte”, conclude il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio
 
Segnali positivi anche dalle High Street di Milano, Firenze, Venezia e Roma, che risultano ancora una garanzia per gli investitori. Via Montenapoleone registra un canone di locazione massimo di 15.150 euro al mq/anno, Via dei Condotti raggiunge i 15.000 euro al mq/anno, mentre una vetrina in Piazza San Marco arriva a valere fino a 8.996 euro al mq/anno.
 
“Il settore immobiliare retail high street si attesta resiliente nella prima parte dell’anno, con valori di locazione in aumento” nelle Big 4, dichiara Andrea Faini, Ceo di World Capital Group. “Tra queste location è Milano a essere la preferita dai retailer e dagli investitori, perché in grado di attrarre turismo e business”.
 
Nel complesso, il retail moda ha perso nel periodo pandemico 2019-2021 il 5% di imprese, con una diminuzione del numero di unità locali pari al 3,5% e una compressione del numero di addetti pari al 9,7%. Compensano gli acquisti online, che continuano a correre nel 2021 (+59%), portando molte attività a lanciare un e-commerce. Ma se da un lato il 51,2% delle imprese prese in esame dalla survey di Federazione Moda Italia si è attivata per vendere online o attraverso consegne a domicilio, dall’altro a marzo 2022 il 71,6% delle vendite è stato effettuato esclusivamente in store, a fronte di un 29,4% di acquisti via web o attraverso siti e social network, con consegne a domicilio. Dall’analisi, infine, si evidenzia il peso delle vendite online sui fatturati che, per circa l’80% delle aziende, è inferiore al 5% con le piattaforme più utilizzate, dopo i siti di e-commerce, sono Facebook e Instagram.

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