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Adnkronos
Pubblicato il
26 giu 2019
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Il distretto pratese dei filati in territorio positivo nel primo trimestre 2019

Di
Adnkronos
Pubblicato il
26 giu 2019

È l'edizione autunno-inverno 2020-2021 quella che si apre con Pitti Filati 85. Come sempre, le proposte per la stagione fredda sono quelle più congeniali alle tipologie produttive del distretto pratese, che vede 30 aziende partecipanti e aspettative positive. I dati del Centro studi Confindustria Toscana Nord tratteggiano una situazione del comparto filati del distretto pratese in controtendenza rispetto all'andamento nazionale: se la produzione industriale dei filati italiani ha segnato -4,8% nel 2018 e -9,5% nel primo trimestre 2019, per i produttori di Prato i numeri sono rispettivamente +4,8% e +3,1%.

@pittiimmagine


Positivo anche il commercio con l'estero: in linea con i dati congiunturali, il 2018 ha registrato un incremento del +4,9% e il primo trimestre 2019 del +3,2%. Principale mercato di destinazione dei filati l'Europa, che da sola copre il 70% del totale e che nel 2018 è cresciuta del +3%; ancora più marcato (+13%) l'incremento dell'export verso i mercati asiatici, con Cina e Corea del Sud che crescono rispettivamente del +48% e +37%.

Il settore dei produttori di filati del distretto pratese conta 77 aziende finali, con 1.300 addetti diretti e una filiera fortemente specializzata alle spalle. I filati per maglieria costituiscono metà della produzione pratese, un ulteriore 25% è rappresentato dai filati per tessitura ortogonale e jacquard, il 15% per arredamento e il rimanente per aguglieria, cucirini, ricamo. Quasi il 70% della produzione di filati è concentrata sulla stagione invernale. Il giro d'affari del settore è stimato intorno ai 565 milioni di euro di cui oltre il 48% riguarda le esportazioni.

"I risultati positivi che stiamo riscontrando”, commenta Raffaella Pinori, coordinatrice del gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, “non ci esimono dalle preoccupazioni che investono l'intero settore tessile. Instabilità e rallentamento dell'economia internazionale costituiscono un potenziale problema per tutti, anche se siamo fiduciosi che gli investimenti che abbiamo fatto nell'innovazione e nella sostenibilità continuino a pagare come stanno facendo. Le imprese del distretto sono pronte ad assecondare le tendenze moda, lavorando intensamente sullo stile; ma c'è anche una costante attenzione a realizzare gli adeguamenti tecnologici necessari alla produzione e verso gli assetti organizzativi e commerciali. Un focus particolare, poi, è riservato alla sostenibilità".

Nel contesto di Pitti filati, dopo la positiva esperienza dell'anno scorso, la sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord ha organizzato, giovedì 27 giugno, insieme a Textile Exchange, Icea e Mohair South Africa, un incontro sulla tracciabilità delle fibre di lana e mohair e delle fibre riciclate. Grazie alla presenza di importanti relatori a livello internazionale, sarà possibile avere aggiornamenti sugli standard di certificazione del benessere animale per le fibre di lana e mohair, oltre che fare il punto sul sistema di certificazione delle fibre laniere rigenerate. Molto interessante sarà la testimonianza del brand scandinavo Filippa K.

''Con questa iniziativa”, dichiara Andrea Cavicchi, presidente della sezione Sistema Moda di Confindustria Toscana Nord, “abbiamo voluto dare seguito al lavoro iniziato lo scorso anno nell'ambito della sezione. Credo che sia importante lavorare con attori internazionali come Textile Exchange, Mohair South Africa e Icea, affinché i sistemi di tracciabilità e certificazione delle fibre siano messi a punto insieme alle aziende della catena di produzione. Solo così sarà possibile garantire al mercato e ai consumatori la sostenibilità del prodotto e del processo. Ringrazio Pitti per aver ospitato la nostra iniziativa all'interno di un contesto così importante come Pitti Filati''.

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