×
1 612
Fashion Jobs
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Commerciale - Settore Accessori
Tempo Indeterminato · PADOVA
BOTTEGA VENETA S.R.L.
Emeabottega Veneta - Men's Categories Merchandising Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
COMUNELLO & ASSOCIATI SRL
Controller
Tempo Indeterminato · TREVISO
COMUNELLO & ASSOCIATI SRL
Senior Controller & Accountant
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Export Area Manager- Russian Speaker- Premium Brand
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Retail Manager Europe Armani Exchange
Tempo Indeterminato · MILANO
MIROGLIO FASHION SRL
Online Store Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
IRIDE GROUP SRL
Impiegato/a Commerciale
Tempo Indeterminato · OTTAVIANO
RETAIL SEARCH SRL
Creative Art Director
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIAL
Paid Social And Digital Advertising
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
District Manager Nord Est Italia
Tempo Indeterminato · VERONA
LOGO FIRENZE SRL
Addetto Acquisti Tessuti/Accessori/Lavorazioni Rtw
Tempo Indeterminato · SCANDICCI
ANONIMA
Espansionista Rete Franchising
Tempo Indeterminato · VARESE
CONFIDENZIALE
Impiegata/o Commerciale Con Esperienza Nel Settore Calzaturiero
Tempo Indeterminato · VIGONZA
LA RINASCENTE SPA
CRM Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Qualitative & Quantitative Research Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Export Sales Manager - Jewellery
Tempo Indeterminato · MILANO
ANONIMA
Commerciale
Tempo Indeterminato · MILANO
RETAIL SEARCH SRL
Head of Supply Chain - Demand Planning Emea
Tempo Indeterminato · FIRENZE
JIMMY CHOO
Stock Controller Incluse Categorie Protette l. 68/99
Tempo Indeterminato · SERRAVALLE SCRIVIA
LUCA FALONI SRL
Full Time - Responsabile Magazzino e Coordinatore Ordini Online
Tempo Indeterminato · BERGAMO
PAGE PERSONNEL ITALIA
Marketing And Communication Manager - English And French
Tempo Indeterminato ·
Pubblicità
Pubblicato il
10 mar 2020
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Il coronavirus mette in ginocchio il commercio italiano

Pubblicato il
10 mar 2020

Mentre il governo Conte estende a tutto il territorio nazionale la cosiddetta ‘zona rossa’ per contrastare la diffusione dell’epidemia, negozi e retailer della Penisola registrano cali vertiginosi delle vendite e valutano l’opzione della chiusura temporanea.

La vetrina di un negozio - ansa


“Le catene hanno perso quasi il 100% degli incassi: -96% nel fashion e -80% nel food/ristorazione. A questo punto tenere aperto esponendo personale e aziende a rischi inutili è deleterio. Meglio sarebbe pianificare la chiusura provvisoria cautelare fino al 3 aprile e accedere alla cassa integrazione”, commenta Mario Resca, presidente Confimprese.
 
L’emergenza sanitaria si combina così a quella economica. Dopo le misure restrittive contenute nel decreto del 9 marzo, che impediscono il normale svolgimento delle attività lavorative con l’intento di ridurre al minimo il rischio del contagio, “i consumatori, in maniera chiara e comprensibile, hanno declinato ogni forma di acquisto non necessaria”, spiega Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio.

Da Calzedonia (Intimissimi, Tezenis... ) a Capri Group (Alcott e Gutteridge), si allunga di ora in ora il conto delle aziende che hanno deciso di chiudere i propri punti vendita nelle aree più colpite dal virus. Armani ha interrotto l'attività di negozi, ristorante e hotel a Milano, mentre Kiko ha messo in 'quarantena' i suoi 340 store in Italia fino al prossimo 3 aprile.

Per Borghi si tratta di una scelta "coerente" e di buon senso". “Speriamo” duri “per poco tempo, con l'intenzione di ridurre al minimo le occasioni di contatto e di contagio per il bene di tutti, proteggendo chi è più debole e mettendo il benessere e la salute della propria clientela e dei propri collaboratori al primo posto". 
 
Necessario l’intervento delle Istituzioni, conclude Borghi, “per limitare i danni all'economia delle imprese del dettaglio moda in estrema sofferenza e di tutte quelle famiglie che ci lavorano”.

Il Governo ha già messo sul tavolo 7,5 miliardi di euro (e 6,3 di indebitamento), su cui si esprimerà il Parlamento l’11 marzo. Risorse che potrebbero non bastare, facendo scattare il ricorso a maggior deficit. Tra le misure spunta anche una moratoria sui prestiti, sotto forma di rafforzamento del Fondo di Garanzia per le PMI e di stop alle rate dei mutui per famiglie e imprese. Per i lavoratori autonomi, al vaglio anche l’estensione della sospensione di tasse e contributi per garantire indennizzi a chi ha perso fette importanti di fatturato.

Con Ansa

Copyright © 2021 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.