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AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 feb 2020
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Il Coronavirus costringe Estée Lauder a rivedere le sue ambizioni

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 feb 2020

Il gruppo statunitense di cosmetici Estée Lauder ha avvertito giovedì che il coronavirus influenzerà le sue prestazioni quest'anno, il che lo ha portato ad abbassare le proprie previsioni finanziarie. Il proprietario dei marchi La Mer e Clinique indica che da ultimo dovrebbe guadagnare meno denaro del previsto sulla totalità dell’esercizio fiscale 2019/20, che si deve chiudere in giugno.

Il gruppo Estée Lauder ha recentemente annunciato l'acquisto del marchio coreano Dr.Jart+ - Dr. Jart+


L’utile per azione rettificato degli elementi eccezionali, dato considerato una cartina di tornasole di riferimento in Nord America, è ora atteso fra i 5,60 e i 5,70 dollari, contro i 5,85-5,93 dollari di fine ottobre, precisa Estée Lauder in un comunicato.
 
“La società ritiene che l'industria della bellezza nel suo insieme sarà influenzata dai coronavirus nei prossimi mesi”, spiega Estée Lauder, che aggiunge come sia “molto difficile” per il momento valutare l'impatto finanziario preciso del problema, perché “incertezze” circondano le ipotesi sulla durata dell'epidemia. Tuttavia, il gruppo ha già osservato un “significativo calo delle presenze in molti dei principali negozi e delle maggiori aree turistiche”.

Nel frattempo, Estée Lauder ha riportato risultati solidi nel secondo trimestre dell'anno fiscale in corso, superando nettamente le attese del mercato. L'utile netto è sì diminuito del 2,8%, a 557 milioni di dollari, ma riportato per azione e adeguato con le voci eccezionali risulta essere di 2,11 dollari, superiore agli 1,90 dollari attesi in media dagli analisti.
 
Trainato da un balzo del 27,3% nelle vendite di prodotti per la cura della pelle, il fatturato trimestrale è aumentato del 15,5%, a 4,62 miliardi, contro i 4,35 miliardi previsti.
 
Questi annunci sono stati accolti bene a Wall Street, dove il titolo è salito di quasi il 4% nei primi scambi.
 
Le vendite in Asia-Pacifico sono aumentate vertiginosamente, del 29,3%, a 1,32 miliardi di dollari, mentre quelle della regione Europa/Medio Oriente/Africa, quella che dà il contributo principale al fatturato, sono aumentate del 17,65%, a 2,08 miliardi. La regione delle Americhe mostra, invece, una stagnazione dei ricavi, a 1,23 miliardi di dollari (+0,6%).
 
Per divisione, i prodotti per la cura della pelle, che comprendono i marchi La Mer e Clinique, hanno visto salire il fatturato trimestrale del 27,3%. Le vendite dei prodotti per il make up, trascinate dalle griffe Tom Ford e M.A.C, sono cresciute del 6,4%, quelle di profumi dell’8,2% e i ricavi dei prodotti per la cura dei capelli del 5,2%.

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