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Il circo di Christian Dior Couture

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 22 gen 2019
Tempo di lettura
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La Haute Couture ha un nuovo direttore del circo, o piuttosto una nuova padrona: Maria Grazia Chiuri, che ha messo in scena una sfilata davvero evocativa e ispirata al circo in un tendone all'interno del Museo Rodin nel pomeriggio di lunedì.

Dior - Haute Couture - Primavera-Estate 2019


Dior è tradizionalmente la grande sfilata-evento del giorno di apertura della stagione di quattro giorni dell’alta moda di Parigi; e in questa sessione la Chiuri certamente non ci ha deluso. In una delle sue collezioni più forti realizzate fino ad oggi per Dior, la sarta romana ha iniettato la magia, il mistero e il melodramma del circo in quasi ogni outfit del défilé.
 
Il suo punto di partenza è stata quella che probabilmente è la foto di moda in bianco e nero più famosa di tutti i tempi, lo scatto di Richard Avedon della modella Dovima che indossa un abito di Dior, intenta a posare con un elefante nell'antico Cirque d'Hiver di Parigi. Anche se la Chiuri è riuscita a includere riferimenti al cinema di Fellini, agli artisti circensi del Periodo Rosa di Picasso e ai ballerini di Sergei Diaghilev.

La collezione ha anche sottolineato quanto la Chiuri abbia il pieno controllo del suo atelier; le mani delle sue sarte hanno fatto magie grazie all’utilizzo della tecnica francese detta effilochée; che significasfilare un orlo per trasformarlo in una piccola nuvola. O ricamando fantasmagorici felini, elefanti e giocolieri su abiti da sera diafani. Oppure usando le tecniche della brillante casa francese di ricami Hurel per completare un ammirevole abito rosa che sembrava impolverato e dal quale gocciolavano cristalli in miniatura.
 
“Fantastico, creativo, caotico. Il circo è sempre stato una grande fonte d'ispirazione per tanti artisti. Le dimensioni sono davvero incredibili”, ha spiegato Chiuri, che ha collegato l'intera sfilata alla sua città natale di Roma, riferendosi a Jean Cocteau che ha sviluppato il balletto 'Parade'.
 
E una parata ha dato il via a questo circo Dior, con la troupe circense londinese tutta al femminile di acrobati d'avanguardia Mimbre (vestita con dei body Dior) che vi ha inserito un leggero riferimento femminista. Con lo strano maestro di cerimonie del circo ad aggiungersi al mix con il suo superbo frac, indossato con una camicia di chiffon bianca con colletto da marinaio.
 
Tutta la squadra a disposizione della Chiuri (dietro le quinte e davanti) è stata protagonista indiretta dello show. Il trucco realizzato abilmente da Peter Philips ha regalato al cast le lacrime dei pagliacci, aggiunte alle loro papaline tempestate di cristalli. Il cast indie giovanile aveva un'aria opportunamente sicura di sé: una scelta geniale di Michelle Lee. Una gigantesca tenda di Bureau Betak è stata realizzata a mano appositamente per l’alta moda con travetti angolari e sedute in velluto dorato. La colonna sonora minimalista, con protagonista Steve Reich, stabiliva esattamente il ritmo giusto, per gentile concessione del sound architect Michel Gaubert.
 
“La moda è diversa oggi. L’alta moda per me deve aver a che fare con la leggerezza, e gli abiti devono essere realizzati con un certo atteggiamento per riflettere il carattere di una donna”, ha aggiunto la Chiuri, che ha generosamente salutato il pubblico alla fine insieme ai 20 componenti dei Mimbre.
 
A volte era un po' troppo didascalica, ma sempre con un senso di slancio (come nei tanti vestiti con un bustier a coste simili a gabbie toraciche) ma nel complesso questo è stato un momento maestoso d’alta moda. Soprattutto, la collezione ha raggiunto un meraviglioso crescendo quando ha proposto divini abiti plissettati a strisce dorate e tutine in organza con ricamo di paillettes. Ci sono stati molti sguardi d'intesa e profondi cenni di apprezzamento nel finale da parte del pubblico più selettivo ed esigente della moda – quello della Haute Couture parigina. Lo show è stato una netta vittoria per la Chiuri, rappresentando un incontro di elementi che insieme manifestano una forte alchimia: la sua ricca immaginazione, un devoto atelier, una squadra che lavora sodo e un po' di magia circense. Ecco perché le donne più ricche e meglio vestite del mondo sogneranno sempre di venire alla couture di Parigi. Perché non c’è letteralmente niente di simile da nessuna parte.

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