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4 gen 2022
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Il calzaturiero italiano cresce del 19,5% nei primi 9 mesi

Pubblicato il
4 gen 2022

Il settore italiano delle calzature ha chiuso i primi 9 mesi del 2021 con un incremento di fatturato del 19,5% rispetto allo scorso anno; solo un terzo delle aziende, però, ha dichiarato di aver superato o eguagliato i livelli di fatturato di gennaio-settembre 2019. In base a tali risultati, il Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici stima che l’intero anno chiuderà a +16,2% sul 2020, ma ancora in calo tra il -10 e il -15% rispetto a due anni fa.


Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici

 
“Sebbene registriamo recuperi a due cifre nelle principali variabili congiunturali, dobbiamo ancora colmare il divario con la situazione pre-Covid”, ha dichiarato Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici. “I risultati migliori vengono dalle esportazioni, che si attestano, trainate dalle griffe internazionali del lusso, a ridosso dei livelli 2019 pre-pandemia (-2,7%, seppur con un -7% in volume). Buoni gli scambi con Francia (+25% in valore sui primi 9 mesi 2020) e Svizzera (+19%), tradizionalmente legate al terzismo, USA (+38%) e Cina (+50%, che ha già abbondantemente superato, +26%, i livelli 2019).  Sia i mercati dell’Unione Europea che quelli extra-UE evidenziano aumenti a doppia cifra in valore sul 2020 (+19% e +16,3% rispettivamente); ma solo i primi risultano aver appianato il divario con due anni addietro. A fronte di un consolidamento del saldo commerciale (+24,6%), si rileva una dinamica non particolarmente esaltante nei consumi interni (+10,5% in spesa gli acquisti delle famiglie, ancora al di sotto di un 15% rispetto a due anni addietro), a cui si aggiunge tuttora una forte sofferenza dello shopping dei turisti stranieri”.
 
Complessivamente, l'export si è attestato a +17,6% in valore e +16,3% in quantità. Ad eccezione di Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (in rallentamento dopo nove anni di crescita), tutte le prime 20 destinazioni mostrano un trend positivo sul 2020 (quasi sempre con recuperi a due cifre, almeno in valore).

Tra le diverse tipologie di calzature acquistate dalle famiglie, le scarpe classiche da uomo sono cresciute del 6% sul 2020 e quelle da donna del 10%; in entrambi i casi, però, il divario rispetto al 2019 è ancora di oltre il -20%. Le scarpe da bambino hanno messo a segno un +7,6%, mentre le sneaker sono salite del 14,2%, portandosi a -7% rispetto a due anni fa.

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