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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 nov 2020
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Il britannico Arcadia (Topshop) sull’orlo del fallimento. Frasers o Boohoo interessati?

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 nov 2020

L’impero britannico della moda Arcadia, che possiede in particolare i negozi Topshop, ha annunciato venerdì di star valutando diverse “opzioni di emergenza” per salvare i suoi marchi, dopo che notizie di stampa hanno accennato ad un imminente fallimento attribuito alla pandemia.

Topshop


Il fallimento del gruppo, che ha 13.000 dipendenti e 550 negozi, costituirebbe un fulmine a ciel (non poi tanto) sereno nel mondo del commercio fisico britannico, duramente colpito dalla crisi sanitaria e dal boom degli acquisti online. Tra i marchi del gruppo figurano nomi alquanto noti nel panorama dell’abbigliamento della Gran Bretagna, come Topshop, Dorothy Perkins e Burton, ma anche Topman, Miss Selfridge, Wallis ed Evans.
 
Arcadia “sta lavorando ad opzioni di emergenza per garantire il futuro dei marchi del gruppo”, secondo un comunicato dell’azienda che appartiene al controverso uomo d’affari Philip Green, la cui condotta non certo irreprensibile degli ultimi anni lo ha reso protagonista di numerosi scandali. Lontano da Londra, l'uomo d'affari è stato fotografato in tuta pochi giorni fa a Monte Carlo, dove è ormeggiato il suo yacht.

Arcadia è stato costretto a reagire a seguito delle rivelazioni di Sky News, che ha indicato come il gruppo si troverebbe sull'orlo della bancarotta per non essere riuscito a trovare un accordo con i suoi creditori per ottenere un prestito di 30 milioni di sterline. Secondo il canale di notizie, presto il gruppo potrebbe persino essere posto sotto il regime fallimentare britannico. Ma si tratterebbe dell'equivalente di una dichiarazione di fallimento, sotto l'egida dello studio Deloitte, e non di una liquidazione.
 
Ciò consentirebbe al gruppo di poter vendere i suoi marchi. Sky News afferma che lo store online Boohoo potrebbe essere un pretendente serio per l'acquisizione di Topshop. Il sito web aumenterebbe però il rischio di vedere chiusi molti negozi, dato che Boohoo è sempre stato molto chiaro sul fatto che non vuole gestire boutique fisiche. Infatti ha sempre chiuso i negozi di tutti i marchi che ha acquisito.
 
Ma la prima manifestazione d’interesse dichiarata è provenuta dall’imprenditore inglese Mike Ashley, che possiede il gruppo di distribuzione Frasers (che comprende soprattutto la catena di articoli sportivi Sports Direct e i grandi magazzini House of Fraser), il quale aveva proposto un prestito d’urgenza di 50 milioni di sterline ad Arcadia in modo che potesse sfuggire al fallimento. Un’offerta declinata nella giornata di lunedì.

Un negozio Topshop - Image Sandra Halliday


Sebbene l'offerta sia stata liquidata da alcuni osservatori del settore come una trovata d’immagine, sembra che Frasers - sempre pronto ad acquisire aziende in cattive acque per rilanciarle - sia sinceramente interessato a mettere le mani su alcune delle label di proprietà di Arcadia.
 
I marchi leader nel portafoglio di Arcadia, Topshop e Topman, valgono diverse centinaia di milioni di sterline, ma gli altri hanno un valore molto inferiore, sebbene potrebbero comunque interessare gli acquirenti. Tuttavia, è probabile che qualsiasi nuovo proprietario non vorrebbe continuare a gestire tutti i 550 negozi della società. Arcadia ha già chiuso molti punti vendita negli ultimi anni e molti altri potrebbero dover chiudere con un cambio di proprietà. Gli analisti hanno già sollevato la prospettiva che alcuni marchi di Arcadia possano diventare attivi solo online, nel nuovo ecosistema della vendita al dettaglio che i rivenditori di moda devono affrontare adeguandovisi. Ciò non significherebbe solo la perdita di tanti posti di lavoro, ma creerebbe anche grandi lacune all'interno di centri commerciali, retail parks, grandi magazzini e store su arterie viarie principali, dato che l'azienda ha così tanti negozi.
 
Sembra improbabile che Sir Philip Green voglia riacquistare uno qualsiasi dei marchi e continuare a gestirlo. Ha acquistato il gruppo nel 2002 per 850 milioni di sterline e inizialmente ha avuto successo. Ma gli ultimi anni sono stati per lui fonte di continui mal di testa. Dal contraccolpo per il crollo di BHS, catena di grandi magazzini britannica che vendeva principalmente abbigliamento e articoli per la casa fallita nel 2016, agli scandali, alle critiche dei parlamentari, alla stampa negativa, alle perdite crescenti fino al semplice tentativo di tenere a galla Arcadia, la gestione di una grande azienda di vendita al dettaglio non è stata particolarmente piacevole per lui negli ultimi periodi.
 
Arcadia spiega nel proprio comunicato che la chiusura forzata dei suoi negozi per un lungo periodo a causa della pandemia ha avuto un impatto “significativo” sull’attività. Tuttavia, il gruppo afferma che i suoi negozi in Inghilterra riapriranno i battenti la prossima settimana, una volta tolte le restrizioni governative, dopo il lockdown di novembre (l’azienda aveva comunque sempre attivi i propri e-shop durante il confinamento, ndr.).
 
Le difficoltà di Arcadia si aggiungono alla lunga lista di marchi a rischio o falliti dall'inizio della crisi sanitaria e che molto spesso soffrivano già di un calo delle presenze di clienti nei propri punti vendita e della concorrenza delle vendite online.

Topshop


I grandi magazzini Debenhams (124 negozi, 12.000 dipendenti) hanno tagliato migliaia di posti di lavoro e hanno portato i libri in tribunale ad aprile. Ora sono in trattative per essere rilevati dalla catena di articoli sportivi JD Sports. Tuttavia, la prevista amministrazione controllata di Arcadia potrebbe far deragliare i piani di JD Sports, poiché i marchi di Arcadia hanno un’enorme presenza nella catena di grandi magazzini attraverso un gran numero di concessioni. E tra i potenziali acquirenti di Debenhams è spuntato ancora il nome di House of Fraser di Mike Ashley.
 
Le catene britanniche di abbigliamento Peacocks e Jaeger, che appartengono al gruppo EWM del miliardario Philip Day, hanno anch’esse dichiarato fallimento la scorsa settimana, minacciando la conservazione di circa 4.700 posti di lavoro. E anche qui varie fonti hanno fatto spuntare il nome del gruppo Frasers tra i possibili acquirenti, anche se altre fonti della City indicano in Marks & Spencer l’azienda in “pole position” per l'acquisto delle attività di abbigliamento femminile di Jaeger e Jacques Vert e del brand di menswear Austin Reed, ovvero tre marchi di media gamma che facevano parte del gruppo recentemente fallito Edinburgh Woollen Mill.
 
Con Sandra Halliday

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