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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 lug 2021
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3 minuti
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Il Bisonte continua a correre in Giappone e pone l'accento sul digitale

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 lug 2021

Acquistata per 89 milioni di euro da Look Holdings, suo distributore e licenziatario in Giappone dagli anni '90, l’impresa artigianale Il Bisonte si è trovata a muoversi dal giugno 2019 nella nuova dimensione di società quotata alla Borsa di Tokyo. Una serata organizzata a margine di Pitti Uomo, a Firenze, per festeggiare il suo cinquantesimo anniversario, ha offerto al produttore italiano di pelletteria l'occasione per fare un primo punto su questo nuovo capitolo della sua storia.

Le borse da donna fanno la parte del leone nelle vendite - Il Bisonte


“Il 2020 è stato un anno complicato per tutti, ma siamo riusciti a limitare i danni grazie al Giappone, sbocco principale della società che rappresenta l'80% del nostro fatturato, cresciuto del 2% nonostante la crisi”, ha spiegato a un pugno di giornalisti l'amministratore delegato Luigi Ceccon, promosso in questo incarico lo scorso anno, quando già operava in azienda dal 2015 come direttore finanziario e responsabile delle risorse umane e dell’organizzazione.
 
La holding Il Bisonte, che incorpora oltre agli asset italiani tutte le attività commerciali internazionali, in particolare quelle dei 50 negozi di sua proprietà in Giappone, ha realizzato nel 2020 un fatturato di 70 milioni di euro, limitando la flessione delle proprie vendite al -8%. Al contrario, l'azienda italiana ha visto diminuire le vendite da 36 milioni di euro nel 2019 a 27 milioni un anno dopo, scendendo del 25%.

“Comunque abbiamo chiuso il bilancio generando un margine operativo lordo e riducendo il nostro indebitamento del 60%, portandolo da 5 a 2 milioni di euro. Siamo un'azienda sana, che aspira a svilupparsi in modo solido”, sottolinea il manager.
 
“Su impulso dato dai nostri nuovi azionisti giapponesi, abbiamo rivisto l'organizzazione dell'azienda accelerandone la digitalizzazione, sia in termini di processi interni che per la gestione delle scorte, fino ad arrivare all’e-commerce, che è totalmente cambiato, mentre settori come la comunicazione e il marketing sono stati potenziati”, afferma Marianna Tomassi, direttore digital e marketing.
 
“Abbiamo investito 2 milioni di euro nel digitale per entrare in una vera e propria logica di gestione e organizzazione Digital, che ci ha portato a cambiare tutto il nostro sistema. L'idea è quella di dialogare direttamente con i negozi, senza intermediari”, sintetizza Luigi Ceccon. Nel frattempo, il sito web commerciale de Il Bisonte ha visto aumentare le proprie vendite del 10% nel 2020.

Il progetto concepito da Felice Limosani per i 50 anni della griffe - Il Bisonte


Il brand, che al di fuori del Giappone gestisce dieci monomarca in metropoli chiave come Parigi, New York, Milano, Firenze, Roma, Taipei, Seoul e Hong Kong, preferisce per ora lasciare da parte la Greater China per concentrarsi su Europa e Stati Uniti, con particolare attenzione alla distribuzione in modalità multicanale.
 
Inoltre ha rinnovato l’offerta, proponendo accanto alla collezione “Heritage”, che riunisce i pezzi più emblematici della sua storia, una linea “Contemporary”, in cui i suoi modelli classici vengono rivisti in uno spirito più fresco e contemporaneo. L'idea è anche quella di spingere sull'uomo con borse e piccola pelletteria, per riequilibrare vendite che sono prevalentemente generate dai prodotti femminili.
 
“Firenze resta centrale. Tutti i nostri prodotti vengono prodotti qui o in una rete di 30 chilometri”, ricorda il direttore generale. Il Bisonte vi è presente in particolare con la sede e lo showroom situati a Palazzo Corsini, oltre che a Pontassieve, alle porte della città, dove la griffe ha due sedi produttive, il centro creativo e quello logistico. Luogo dove vengono realizzate dai propri artigiani le sue famose borse in pelle di vitello.
 
Fondata da Wanny Di Filippo nel 1970, l’etichetta toscana ha dovuto posticipare di un anno le celebrazioni per il suo cinquantesimo anniversario a causa della pandemia. Per l'occasione ha deciso di donare alla città di Firenze 50 querce trentenni, piantandole a forma di stella attraverso un progetto ideato dall'artista Felice Limosani nel parco di San Donato. “Un progetto, che rappresenta i valori dell'azienda e la sua volontà di contribuire al cambiamento positivo del pianeta nel segno della sostenibilità”, ha affermato Il Bisonte in un comunicato.

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